LUDOPATIA LENDINARA (ROVIGO) Dura presa di posizione del Movimento 5 Stelle contro la maggioranza del sindaco Luigi Viaro, che prima approva una mozione poi la ritira

Lotta contro il gioco d’azzardo, “tutti tranne noi"

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Il consiglio comunale di Lendinara, tempo fa, aveva votato, tempo fa, una delibera contro il gioco d'azzardo, ma quell'atto amministrativo non si è mai tradotto in nulla di concreto (LEGGI ARTICOLO). Un episodio sul quale torna ad attaccare il Movimento 5 Stelle, ricordando come invece, in altri Comuni, si stia facendo molto, sul fronte della lotta al gioco d'azzardo e alla ludopatia. Lendinara, secondo questa impostazione, sta davvero facendo una brutta figura..



Lendinara (Ro) - "Mentre il comune di Costa di Rovigo sarà il Comune campione nella lotta al gioco d’azzardo (scelto insieme ad altri duecentodiciotto Municipi italiani,) e sempre in Polesine anche Rovigo sta facendo una lotta senza quartiere contro il mancato rispetto degli orari delle sale gioco, normalmente gestite da cinesi, a Lendinara assistiamo al paradosso che prima si vota in consiglio all'unanimità la mozione del Movimento 5 Stelle presentata dal consigliere Federico Sambinello, per poi ritirarla poco dopo, per accontentare qualche esercente".

E' un duro attacco, quello vibrato dal Movimento 5 Stelle di Lendinara alla condotta del Comune di Lendinara relativa alla lotta alla ludopatia. A ferire i Cinque Stelle dell'Alto Polesine, la scelta, appunto, relativa alla sorte della mozione che era stata presentata.

"La motivazione - prosegue la nota - addotta dagli assessori di riferimento, e avallata dal sindaco Viaro, è a dir poco ridicola e si è tradotta in questa frase: dal momento che un avventore può andare a giocare in un altro Comune limitrofo, l’amministrazione ha ritirato la delibera in attesa che tutti i comuni aderiscano all’iniziativa. Questo vuol dire chiaramente, tradotto dal politichese, non attuare mai la delibera andando anche contro a una decisione presa dal Consiglio comunale, perdendo l'opportunità e il coraggio di essere, per una volta, pionieri in Polesine nella lotta alla ludopatia, in quanto già a dicembre 2015 il consiglio aveva dato il via (la quale peraltro stava dando dei risultati)".

"L'amministrazione Viaro, dopo il ritiro dell’ordinanza, non ha fatto più nulla di concreto per contrastarla nel proprio territorio - prosegue la nota - Si è limitata  a redare un protocollo che poi è stato inviato al Prefetto che, tra le varie cose, indicava tra l'altro una razionalizzazione e un coordinamento dei servizi di controllo amministrativo degli esercizi pubblici e dei circoli privati dove sono presenti queste macchinette mangiasoldi, finalizzati al rispetto delle norme a tutela dei minori e il possesso dei titoli autorizzativi. Vale a dire controllo sul territorio come sta facendo Rovigo".

"I nostri amministratori non si rendono conto che di fronte a Costa e a Rovigo (citiamo solo due città) stanno facendo una figura barbina? Chiediamo quindi di passare dalle parole ai fatti. Pur capendo i problemi e le esigenze commerciali dei singoli esercizi, non possiamo accettare l’idea che a farne le spese sia la tutela dei cittadini, che vanno difesi da quella che è una vera e propria piaga sociale: il rischio infatti è che, per continuare a tutelare profitti privati si scarichino i costi sulla collettività. Quando mai una disposizione utile, se non necessaria, viene ritirata solo perché a qualcuno non piace? Nel paese dei balocchi c’era più serietà".

14 luglio 2017
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