ACCOGLIENZA TAGLIO DI PO (ROVIGO) Il contenzioso in atto tra proprietà e affittuari non ferma la tabella di marcia. Il Prefetto: "Non lamentatevi, potevate trovarvene 60 in pieno centro" 

E' già deciso: i 50 profughi arriveranno

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Potevano arrivare 60 profughi in centro, invece ne arriveranno 50 in un hotel sulla Romea: circa tre mesi fa, erano state offerte alla Prefettura due palazzine in centro a Taglio di Po. Una soluzione che la stessa Prefettura aveva rifiutato, ritenendola troppo impattante per il paese. Ma l’hotel Mancin, per il Prefetto, è invece una struttura ideale per l’accoglienza. Parole che lasciano intendere come sia destinata a trovare corso, la scelta di ospitare i profughi a Taglio di Po, a due chilometri del centro, nonostante il contenzioso in atto tra la proprietà e il gestore (LEGGI ARTICOLO). “Da qualche parte devo pur metterli e questa struttura è l’ideale, sul contenzioso deciderà la magistratura”, spiega il rappresentante del  Governo in Polesine


 

Taglio di Po (Ro) – “Ci avevano proposto due palazzine in centro a Taglio Po che avrebbero potuto ospitare ben 60 profughi, ma non le abbiamo neppure prese in considerazione perché troppo impattanti per il paese. Ci vuole un po’ di collaborazione anche e soprattutto da parte della politica, considerando che ce la stiamo mettendo tutta e che da qualche parte bisogna pur ospitarli, i profughi. Un hotel a due chilometri dal centro mi sembra una buon compromesso e parliamo sempre e comunque di numeri ridicoli”.

 Sono le parole del prefetto Enrico Caterino che a poche ore dall’incontro pubblico previsto per martedì 18 luglio, spiega la sua posizione sull’hotel Mancin, sulla Romea, al centro delle polemiche a anche di un contenzioso tra proprietà e gestore (proprietà che ha ritirato l’affitto del ramo d’azienda). 

“Per me il contratto con il gestore è valido a tutti gli effetti, fermo restando i controlli alla struttura che dovrà ottenere tutti i permessi per diventare operativa – spiega il Prefetto, sottolineando come per la Prefettura il processo di accoglienza continui per la sua strada, al di la del contenzioso fra proprietà e gestore – Sarà il magistrato a decidere da che parte sta la ragione, non noi. Per noi vale la proposta del gestore. Tre mesi fa ci erano state proposte due palazzine in centro, che avrebbero potuto accogliere fino a 60 profughi. Mi sono preso la responsabilità di rifiutare, nonostante le emergenze e le necessità di alleggerire altre strutture della provincia per non impattare fortemente sul centro di Taglio di Po".

 "Inoltre vorrei ricordare che l’hotel è una struttura in fallimento e i dipendenti sarebbero licenziati se per la struttura non ci fossero prospettive. Parliamo di 9 famiglie che vivono di quello. L’accoglienza porterebbe un piccolo indotto sul territorio ed anche occupazione per i nostri ragazzi: la operativa dovrebbe assumere almeno una decina di persone oltre al fatto che comprerebbe tutte le forniture sul territorio. Chiudiamo la porta a una piccola fetta di economia che in tempi di crisi non farebbe certo male al paese, soprattutto considerando che parliamo di numeri ridicoli, massimo 50 profughi”.

17 luglio 2017
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