IL PERSONAGGIO ROVIGO Davide Sergio Rossi, bancario in pensione, con la sua associazione Bandiera gialla, raccoglie fondi per famiglie rodigine in difficoltà e per l'Africa. E racconta quanto accaduto alla Casetta rossoblù sabato 15 luglio

"Faccio del bene da 20 anni, ma c'è chi non mi vuole bene"

Davide Sergio Rossi
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Una manifestazione d'estate e una d'inverno. Per l'Africa. E una costante raccolta di eccedenze alimentari per le famiglie rodigine che non arrivano alla fine del mese, che vede l'Associazione Bandiera gialla portare gli avanzi del mercato ortofrutticolo di Lusia, ogni venerdì, vicino al multipiano, alle famiglie bisognose. Questa l'attività portata avanti da anni da Davide Sergio Rossi



Rovigo - "Con la Siae non ho mai avuto nessun problema. Ho sempre pagato quanto dovevo ed è esattamente quello che farò anche questa volta. Semplicemente, è venuta molta più gente di quanto previsto in un primo tempo, quindi dovrò versare qualche soldo in più. Come è normale che sia". Davide Sergio Rossi, esponente dell'Associazione Bandiera Gialla, racconta quanto accaduto nella serata di sabato 15 luglio alla casetta rossoblù del rugby, che ha ospitato la sua "Rovigo For Africa Summer 2017".

E' uno dei due versanti di attività dell'associazione, che organizza una manifestazione d'estate e una d'inverno per l'Africa, e una costante attività di supporto alle associazioni che danno letteralmente da mangiare alle famiglie e ai singoli che non arriverebbero alla fine del mese: Frati Cappuccini, Croce Rossa Italiana, San Vincenzo.

"Ogni venerdì - spiega Rossi - prendiamo il furgone e andiamo al mercato ortofrutticolo di Lusia, raccogliamo circa 20 quintali di eccedenze alimentari e poi le distribuiamo in zona Multipiano, dove ci è stato concesso uno stallo".

Sabato 15 luglio, la serata organizzata alla Casetta per raccogliere fondi per l'Africa. "Finanziamo - spiega Rossi - due ospedali, uno in Etiopia e uno in Benin, pagando due medici fissi. In sei o sette anni abbiano erogato qualcosa come 30mila euro". La serata aveva lo scopo di consentire la costruzione di un pozzo in Africa, raccogliendo i fondi necessari.

"La serata - prosegue - costava 20 euro, 10 per la cena e 10 per la beneficenza. Sono arrivate circa 350 persone, mentre altre sono venute solo per il concerto. A queste non ho chiesto nulla, ma una semplice offerta libera". A un certo punto, è arrivata anche la funzionaria Siae, per le verifiche del caso. Qualcuno ha parlato di una multa, di un verbale, ma Rossi ci tiene a fare chiarezza.

"Nulla del genere. Con la Siae abbiano un rapporto ventennale, senza mai problemi. Molto semplicemente, visto il numero di persone arrivato, sarà necessario un contributo Siae maggiore di quello previsto. Che verserò subito". Il tutto, con uno spiacevole sentore, rispetto alla serata, al controllo e alle voci poi diffusesi: "Io faccio del bene, da 20 anni, ma temo che qualcuno non voglia bene a me".

17 luglio 2017
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