IL CASO AD ADRIA (ROVIGO) Ha lasciato ferite profonde, il consiglio comunale del 13 luglio scorso, nel quale è emerso un accordo tra sindaco e vertici della Casa di riposo riguardo la nuova sede

Bomba politica: cinque dei suoi consiglieri contro Bobo

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Cinque consiglieri comunali della lista che sostiene il sindaco Massimo Barbujani prendono le distanze dal documento firmato da lui e dai vertici del Csa, la locale Casa di riposo di Adria, emerso nel corso del consiglio comunale del 13 luglio scorso e del quale la maggioranza, sostengono i cinque, nulla sapeva, nonostante la riunione del 10 luglio precedente proprio sulla questione della nuova sede della casa di riposo cittadina. La richiesta al primo cittadino è quella di lasciare perdere questo accordo, relativo all'individuazione della sede del nuovo Csa



Adria (Ro) - E' una sorta di ultimatum al sindaco: lascia perdere quell'accordo ed attieniti a quanto emerso nella riunione di maggioranza del 10 luglio scorso, quando si è parlato della nuova sede del Csa, individuando una opzione chiara come quella maggiormente condivisa. A firmare il documento, cinque consiglieri comunali della maggioranza che sostiene Barbujani: Luca Azzano Cantarutti, Daniele Ceccarello, Barnaba Busatto, Marco Santarato ed Enrico Pivaro.

A monte di tutto, quanto sarebbe emerso nel corso del consiglio comunale del 13 luglio scorso (LEGGI ARTICOLO). Quel giorno, il consigliere comunale Sandro Gino Spinello, esponente del Pd, avrebbe rivelato l'esistenza di un accordo sottoscritto tra sindaco, Ater e Csa, per la costruzione della nuova sede del Csa, la Casa di riposo, in zona Case Rosse, in un terreno di proprietà Ater. L'accordo prevederebbe, secondo questa ricostruzione, un sostanziale scambio tra la sede attuale del Csa e il terreno Ater.

Il fatto è che, sostengono i cinque consiglieri di maggioranza, della questione si era parlato anche nella precedente riunione di maggioranza del 10 luglio. Qui erano state paventate due ipotesi per la nuova sede: una costruzione vicino a quella attuale e il terreno delle Case Rosse. I consiglieri di maggioranza avrebbero preferito la prima delle due ipotesi senza che, assicurano, in quella riunione fosse emerso nulla relativo a un accordo che invece sarebbe già stato firmato, il 28 giugno precedente. Da qui le perplessità.

Ma le rimostranze dei cinque consiglieri non finiscono qui. "Riteniamo - si legge nel documento - che l'accordo di programma firmato dal sindaco con Csa e Ater debba essere revocato, anche perché non è pensabile che sia gestito dall'attuale presidente e dal consiglio di amministrazione del Csa, ripetutamente sfiduciati dal consiglio comunale anche in considerazione della gestione fallimentare di ogni precedente progetto di ristrutturazione o costruzione di nuova sede".

"Il finanziamento ottenuto dalla Regione del Veneto - prosegue la nota dei cinque consiglieri - attraverso il Fondo di rotazione deve esser utilizzato per perseguire il progetto più razionale, che, a nostro parere, è quello di realizzare un ampliamento dell'attuale struttura ove sorge l'auditorium Pertini. La struttura rimarrebbe contigua all'attuale, consentirebbe ai lavoratori un'agevole gestione dell'insieme e garantirebbe una valorizzazione del patrimonio immobiliare".

"Invitiamo quindi - chiude la note - il sindaco e la giunta ad adoperarsi in questo senso, condividendo l'indirizzo espresso dalla maggioranza nel corso del consiglio comunale del 13 luglio scorso, ed abbandonando ogni ipotesi che riteniamo dannosa oltre che impraticabile. Da ultimo, annunciamo che questa sera non parteciperemo all'incontro che il sindaco ha organizzato per questa sera con presidente del Csa e della Casa di riposo, ritenendoli non più interlocutori della Città".

18 luglio 2017
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