POLITICA ROVIGO Il sindaco Massimo Bergamin reclama l'uscita di scena del proprio assessore. Il presidente Elia Lubian si dimette formalmente dall'incarico

Dimissioni vere dalla Fondazione cultura senza Andrea Donzelli

Sagra della rana 02 - 21agosto - 03 settembre 2017
Il sindaco di Rovigo Massimo Bergamin chiede le dimissioni all'assessore Andrea Donzelli e comunica di averle accettate ancor prima di averle ricevute. Alla richiesta di dimissioni del primo cittadino risponde il presidente della Fondazione Rovigo Cultura Elia Lubian che, senza richiesta alcuna da parte di Bergamin, rassegna le proprie dimissioni a poche settimane dalla "grande fuga" di Giampiero Beltotto. Per il consigliere Andrea Varliero Bergamin ha operato "una scelta che fa male"


Rovigo - Elia Lubian abbandona l'incarico fiduciario che gli era stato offerto dall'assessore alla cultura Andrea Donzelli e dal sindaco Massimo Bergamin quale presidente della Fondazione Rovigo cultura in compagnia dei colleghi consiglieri Valentina Noce e Don Andrea Varliero, organizzatore della tappa rodigina del Festival biblico.

Alla richiesta di dimissioni di Bergamin ad Andrea Donzelli, colpevole di creare imbarazzo al primo cittadino quale consigliere di amministrazione della cooperativa Aquatlon, di cui è stato anche presidente, ha risposto l'ex consigliere di Fondazione Cariparo, sia in consiglio generale, che in consiglio di amministrazione, Elia Lubian che ha visto venir meno la figura di riferimento che lo aveva convinto ad accettare la presidenza dopo la "fuga" da parte dell'ex portavoce di Luca Zaia Giampiero Beltotto (LEGGI ARTICOLO).

Le dimissioni di Donzelli ad oggi non si sono ancora viste, anche se annunciate dal sindaco Bergamin a mezzo comunicato ufficiale, in attesa quindi del decreto sindacale di revoca dell'assesore alla cultura, chiamato dal sindaco Bergamin in giunta prima ancora dell'esito del voto di ballottaggio, commenta l'improvvisa cacciata di Donzelli anche il neo nominato consigliere della Fondazione Rovigo cultura Andrea Varliero, parroco della Diocesi di Adria e Rovigo.

Don Varliero è, assieme ad Elia Lubian, con il placet del sindaco, espressione proprio dell' assessore Donzelli, il cui allontanamento commenta: "Andrea ha lavorato bene in questi due anni, con una progettualità nuova ed innovativa per Rovigo, di raccordo tra le varie realtà culturali e sociali presenti sul territorio. L'occasione di approfondimento della nostra conoscenza è stata l'organizzazione del Festival biblico, inserito all'interno del Maggio rodigino affidato alla Fondazione per lo sviluppo della cultura presieduta da Fausto Merchiori. Sono amico di entrambi - sottolinea don Andrea - e mi sorprende la scelta del sindaco che, almeno a me, ha dimostrato uno sguardo positivo sulla cultura".
In riferimento alla propria nomina all'interno della Fondazione Rovigo cultura, Don Varliero aggiunge: "prima di me altri hanno ricoperto il ruolo affidatomi, ma purtroppo con la cultura ci vuole pazienza, la burocrazia in Italia è enorme. Pensando a Rovigo come capitale italiana della cultura nel 2021 quella del sindaco contro Donzelli è una scelta che fa male perchè si blocca di colpo tutto il lavoro svolto finora".

Non si spinge oltre Don Andrea che ammette di essersi sentito in giornata con il proprio presidente Lubian, senza confermarne la volontà di rinuncia all'incarico, ma il dubbio dura poco, e gli sviluppi della scelta di Bergamin di revocare Donzelli si concretizzano nella ricezione delle formali dimissioni del presidente Elia Lubian che ritira la propria disponibilità.
Venuta meno la figura che aveva riposto fiducia in Lubian, viene meno la volontà dell'ex consigliere di amministrazione di Fondazione Cariparo ad impegnarsi in relazioni e progettualità culturali di sviluppo per il territorio rodigino, ed in mancanza della persona che gli aveva chiesto di "aiutare", con la propria esperienza, l'avvio operativo della Fondazione Rovigo cultura in vista della candidatura della città capoluogo a capitale della cultura 2021, la Fondazione Rovigo cultura si ritrova nel giro di poche settimane, ancora una volta, senza un presidente.
18 luglio 2017
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