CNA FEDERMODA Riaprire in prefettura il tavolo permanente sul lavoro nero

Le imprese polesane del tessile abbigliamento sono al collasso

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La necessità di contrastare le imprese del tessile abbigliamento straniere che fanno concorrenza sleale ai laboratori polesani sta diventando sempre più prioritaria. 

Ci sono tutte le premesse perché la provincia di Rovigo diventi la nuova Prato, il distretto industriale cinese illegale che spazza via l’imprenditoria locale attraverso un impianto fatto di prestanomi, capannoni affittati, manodopera pagata per il 40 % in nero, ditte individuali che durano 16 mesi perché così eludono i controlli e non pagano un centesimo di tasse.

Un dato su tutti: in Veneto, negli anni della grande crisi, dal 2009 al 2014, mentre gli imprenditori veneti sono calati del 7 % e quelli stranieri sono aumentati del 14 %, quelli cinesi sono cresciuti del 40%.

Da rilevare una lenta migrazione di attività produttive ad imprenditoria cinese dalle provincie venete verso il territorio polesano considerato tranquillo e con grande disponibilità di opifici sfitti.

I committenti, grosse aziende del modo fashion, oltre alla qualità del prodotto ed alla regolarità nelle consegne sono molto attenti alla possibilità di ottenere servizi legati alla confezione con un prezzo il più basso possibile senza tenere conto delle conduzioni di lavoro. In questa situazione chi non rispetta le regole evadendo contributi fiscali e previdenziali riesce ad essere più competitivo e gradito alla grande del settore moda.

Intere nicchie di mercato che erano presidiate dalle aziende del tessile abbigliamento polesane come il pronto moda sono diventate appannaggio dell’imprenditoria cinese che opera in provincia di Rovigo con grave danno per le imprese locali costrette a cessare l’attività.

Di fronte a questo scenario la CNA Federmoda rilancia con forza la possibilità di riconvocare presso la prefettura di Rovigo il tavolo permanente sul lavoro nero in grado di attivare misure di mappatura e contrasto alle aziende del tessile abbigliamento cinesi.

“Questo inaccettabile gioco al ribasso – dichiara Riccardo Mancin portavoce della CNA Federmoda di Rovigo – sta creando condizioni impari che finiscono per danneggiare gravemente gli imprenditori onesti ed i loro lavoratori costretti ad una competitività insostenibile e a pesantissimi “audit” di imprese committenti molto attente agli aspetti legati alla sicurezza ed al codice etico solo con le imprese italiane.

Di fronte questo scenario – continua Mancin è indispensabile che ci sia un patto forte fra Associazioni imprenditoriali, sindacati ed Istituzioni.”

18 luglio 2017
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