IL CASO A PALAZZO NODARI ROVIGO É di oggi il decreto di revoca delle funzioni dell’assessore esterno Andrea Donzelli, che nonostante l’annuncio di Bergamin, aveva rimesso il mandato nelle sue mani

La scusa delle dimissioni non esiste. È il sindaco che caccia Donzelli

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Un caso che mina la credibilità del primo cittadino del comune capoluogo nel profondo. Tre giorni di campagna stampa contro l’assessore Andrea Donzelli, la comunicazione del sindaco di averne accettato le dimissioni inesistenti (LEGGI ARTICOLO) ed una richiesta postuma a presentarle per legittimare il suo operato. Bergamin rimane con il cerino in mano per aver comunicato una decisione inesistente, non trova sponda nell’amico che non gli fa pervenire le dimissioni, ma si limita a rimettere il mandato nelle sue mani, e per non scottarsi lo revoca. Nella mattinata di mercoledì 19 luglio, il sindaco firma un decreto di revoca delle deleghe all’assessore. Insomma la verità è che Donzelli non si è mai dimesso, è stato cacciato.

La revoca di Donzelli ha innescato a catena le dimissioni di Elia Lubian presidente della Fondazione Rovigo cultura (LEGGI ARTICOLO) e oggi anche di Andrea Varliero, altro componente del cda della Fondazione.



Rovigo – Si era parlato di dimissioni perché a comunicarlo ufficialmente era stato il sindaco Massimo Bergamin ma la verità è che l’assessore Andrea Donzelli non le ha mai presentate, ha rimesso il suo mandato nelle mani del sindaco, e il sindaco ha scelto di cacciarlo. Cacciato, finché l'assessore era in vacanza, con motivazioni vaghe come “il venir meno della fiducia” e la necessità del sindaco di “salvaguardare la serena prosecuzione del mandato amministrativo”, come si legge nel decreto di revoca, apparso sul sito del comune nella mattinata di mercoledì 19 luglio, due giorni dopo le presunte dimissioni mai consegnate. 

Il caso Donzelli aveva ieri 18 luglio portato le dimissioni, vere, di Elia Lubian dalla presidenza della Fondazione Rovigo cultura, e stamane arrivano anche quelle dell'altro componente del cda Don Andrea Varliero. Fondazione Rovigo cultura che era uno grandi assi strategici di Donzelli, condiviso dal sindaco, per dare slancio, sviluppo e futuro al teatro Sociale e al museo dei Grandi fiumi.

Ma che problemi avrà mai causato l’assessore che, per due anni, si era dedicato anima e corpo al rilancio della cultura rodigina, in linea, tra l’altro, con la volontà del sindaco di partecipare alla candidatura di Rovigo a capitale della cultura? Un assessore che con grande opera di mediazione stava portando a casa un accordo tra Accademia dei Concordi e Palazzo Nodari fondato sul Legato Gnocchi in modo da dare sicurezza e certezza alla biblioteca cittadina che, a causa di un contratto datato, ogni anno va in sofferenza?  Sarà forse stata colpa di un accanimento mediatico su una questione nota da anni? Ovvero la partecipazione dell’assessore alla vita amministrativa della società Acquathlon che gestisce l’ostello Canalbianco, in cui opera una cooperativa che gestisce l’accoglienza dei profughi. Notizia nota e risaputa già dalla sua nomina. E la domanda sorge spontanea: perché tirare fuori la questione proprio ora?

Stranamente, i fatti dimostrano che: di punto in bianco parte un attacco mediatico all’ormai ex assessore, seguito da un comunicato stampa ufficiale del sindaco Massimo Bergamin che sostiene di aver accettato le dimissioni di Andrea Donzelli, assessore che avrebbe “imbarazzato” il sindaco. Donzelli però non ha mai inviato al protocollo le sue dimissioni, né le annuncia, ma come è giusto faccia un assessore "tecnico" come ė stato definito Donzelli da Bergamin, rimette il proprio mandato nelle mani del sindaco, che in parole povere significa che lascia al sindaco decidere se ridargli fiducia o meno. Con questo in mano il sindaco decide di cacciarlo, ma nel comunicato ufficiale Bergamin scrive "l'assessore Donzelli... ha deciso di rassegnare le proprie dimissioni", fatto mai confermato dal Donzelli stesso. Due giorni dopo, il 19 luglio, ecco il passaggio successivo, probabilmente l’unica verità. L’assessore non si è mai dimesso. Il sindaco lo ha cacciato. Dimostra il tutto che, delle dimissioni, non ci sia traccia alcuna, mentre nel sito del comune, appaia il decreto (questa volta veramente ufficiale) di revoca delle deleghe all’assessore Andrea Donzelli. Una revoca che porta con sé motivazioni che non sembrano certo giustificare la cacciata di un assessore, e amico, così, dall’oggi al domani.

19 luglio 2017
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