CNA ROVIGO David Gazzieri, presidente dell’associazione, commenta il rapporto tra tassazione e lavoro per le piccole e medie imprese rodigine. Tutti i dati

Comune che vai, fisco che trovi 

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Dal rapporto tra tassazione e lavoro per le piccole e medie imprese rodigine emerge che la pressione fiscale in Italia è troppo elevata e per David Gazzieri, presidente Cna Rovigo, è arrivato il momento di intervenire riducendo la tassazione sul reddito delle imprese personali e sul lavoro autonomo, rendere l'Imu deducibile, rivedere l’Irpef e agevolare il passaggio generazionale delle imprese individuali 



Rovigo - “Per portare a termine tutti gli obblighi fiscali alle imprese rodigine servono in un anno 211 giorni; gli altri 154 per pensare ai margini di profitto”. È il quadro del rapporto tra tassazione e lavoro per le piccole e medie imprese rodigine, che per il 2017 potranno festeggiare il loro virtuale "Tax-free day" il prossimo 29 luglio.

Lo afferma David Gazzieri, presidente di Cna Rovigo, il quale sottolinea che il dato emerge dall'indagine "Comune che vai, fisco che trovi" realizzato dall'osservatorio permanente Cna sulla tassazione delle pmi giunto alla quarta edizione e che analizza l'andamento della tassazione sulle piccole imprese in 135 città italiane, tra le quali tutti i capoluoghi di provincia.

"L'altro elemento che evidenzia il report - prosegue il presidente Cna - riguarda il "Total Tax rate", ovvero l'incidenza fiscale totale sui redditi delle imprese. In questo caso il valore registrato dal territorio rodigino è del 57,8 % (media nazionale 61,2%), dato in leggero aumento negli ultimi due anni, nonostante il calo dal 61 % del 2012. A influire negativamente è la pressione fiscale nazionale, che torna a salire lievemente (dal 42,1 % al 42,6% negli ultimi due anni), una incidenza delle imposte regionali sostanzialmente invariata nell'ultimo biennio, una incidenza dei tributi locali al 9,5 % stabile. Un dato su cui riflettere è che nelle realtà di Padova e Vicenza il peso della fiscalità locale è rispettivamente del 9,3% ed addirittura dell'8,3%, il che rafforza l'esigenza di una iniziativa costante con le amministrazioni locali, così come da tempo stiamo sviluppando come Cna nel territorio, per far comprendere come le scelte sui tributi locali pesino sulle imprese, sulla capacità di attrarre nuove aziende nel territorio e soprattutto incidano nei confronti di chi, soprattutto giovani, vogliono avviare una nuova attività”.

Gazzieri fa presente come la pressione fiscale in Italia è troppo elevata, qualunque dato si prenda: “Ma il problema vero risiede piuttosto nella iniqua distribuzione del carico, che si distingue in modo radicale secondo la natura del reddito e penalizza le imprese, in particolare le piccole imprese personali. - afferma - Come Cna riteniamo sia arrivato il momento di intervenire su un sistema fiscale evidentemente squilibrato per raggiungere tre obiettivi di utilità generale: ridurre la pressione fiscale garantendo, nel contempo, maggiore equità nel prelievo tra diversi redditi da lavoro; invertire sensibilmente la tendenza del trasferimento alle imprese degli oneri sui controlli; usare in modo intelligente la leva fiscale per aumentare la domanda interna”.

“Come rappresentanti delle imprese artigiane e delle Pmi abbiamo già presentato al Parlamento le nostre proposte - conclude David Gazzieri - che non prevedono oneri aggiunti e che riguardano: la riduzione della tassazione sul reddito delle imprese personali e sul lavoro autonomo, utilizzando le risorse provenienti dalla spending review e dalla lotta all'evasione; rendere l'Imu pagata sugli immobili strumentali delle imprese completamente deducibile dal reddito d'impresa; rivedere la tassazione Irpef delle imprese personali e degli autonomi, prevedendo delle riduzioni automatiche all'aumentare del reddito dichiarato rispetto al reddito ideale suggerito attraverso i nuovi indicatori sintetici di affidabilità; trasformare le detrazioni relative a spese per lavori edili in crediti d'imposta cedibili agli intermediari finanziari; definire il concetto di insussistenza di autonoma organizzazione per non assoggettare i soggetti all'Irap e aumentare la franchigia Irap ad almeno trenta mila euro; rivedere al più presto i criteri per l'attribuzione dei valori catastali degli immobili, al fine di allinearli periodicamente ai valori di mercato a invarianza di gettito; agevolare il passaggio generazionale delle imprese individuali tramite la completa neutralità fiscale delle cessioni di azienda, al pari di quanto è previsto in caso di conferimenti; evitare di spostare sulle imprese gli oneri dei controlli attraverso un uso intelligente della fatturazione elettronica, eliminando nel più breve tempo possibile tutti i regimi Iva del reverse change previsti attualmente, lo split payment, la ritenuta dell'8% sui bonifici relativi a spese per le quali sono riconosciute detrazioni fiscali”.

27 luglio 2017
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