POLITICA ROVIGO Andrea Donzelli, l’ex assessore alla cultura scaricato dal sindaco Bergamin, fa il pienone di pubblico ma la sua verità rimane sospesa. Proiettati i bilanci di Aquathlon: nessun extra profitto. Delusione per la mancanza del "Cui prodest?"

Un’occasione sprecata

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Successo di partecipazione all’incontro pubblico in sala Gran Guardia di Andrea Donzelli, la sera del 31 luglio. L’attesa verità dell’ex assessore lascia però l’amaro in bocca ai più, perché Donzelli alla fine spiega con dettaglio le premesse, gli sviluppi e le fasi dell’epilogo della sua storia da assessore ma non risponde all’unica domanda che tutti vogliono rivolgergli: “Perché sei stato fatto fuori dal sindaco?”. In sala vengono proposte delle ipotesi, ma Donzelli non ne conferma nessuna.

Il sindaco Massimo Bergamin revoca l’incarico a Donzelli (LEGGI ARTICOLO)
quando il sindaco dice che Donzelli ha dato le dimissioni e che lui le accetta (LEGGI ARTICOLO)



Rovigo - Poteva essere un momento importante per la vita amministrativa della città. Almeno per capire le dinamiche che si sviluppano "ai piani alti del Comune" ovvero nell'ufficio del sindaco, quale sia stato il motivo dell'imbarazzo, cosa ha innescato l’inimicizia del primo cittadino leghista dall'oggi al domani verso Andrea Donzelli, fino a due minuti prima amico fraterno. Invece… l'ex assessore Donzelli nella serata dedicata alla verità sui fatti che l’hanno portato ad essere defenestrato dalla giunta di Massimo Bergamin incassa un doppio giudizio: alto affetto dal pubblico, poca soddisfazione generale.
Molto positiva l’affluenza e l’interesse, prima dell’avvio la sala conta già 70 presenze, alla fine la Gran Guardia è piena zeppa. L’ex assessore stesso è stupito di tanta partecipazione che mai avrebbe immaginato.

E si capisce perché c’è tanta gente, perché le iniziative messe in gioco, la progettualità cominciate sono parecchie e l’abitudine di Donzelli era quella di coinvolgere più attori ed interessati possibili. C’è il mondo dei giovani, con i rappresentanti del Forum giovanile, il mondo del teatro, con dipendenti e collaboratori e artisti, il mondo del consiglio comunale, il mondo dello sport e delle cooperative coinvolte in questa vicenda. Più curiosi e amici.

Donzelli affronta la platea in compagnia di slide riassuntive per punti. Tutte le competenze da assessore, tutto ciò che ha messo in piedi in termini di progettualità, il curriculum del 2015 per cui fu scelto dall’amico Massimo Bergamin quale componente della giunta se avesse vinto il ballottaggio, il curriculum 2017. La dimostrazione di Donzelli è tutta tesa a dimostrare che il sindaco Bergamin sapeva benissimo con chi aveva a che fare, e che nulla nel suo operato degli ultimi due anni è cambiato rispetto al 2015. Quindi ecco, tra tutte le cariche e gli impegni sportivi anche dirigenziali, il volontariato sociale come presidente nella cooperativa Aquathlon, cooperativa che ha in gestione l’ostello di Arquà Polesine, le dimissioni da presidente del cda appena dopo la nomina ad assessore. 

Nessun dubbio nel seguire i dati chiari e trasparenti, nel confermare la sua etica nei confronti della società. Nessuno dei presenti dubita del suo buon lavoro. Le dichiarazioni di stima sono molteplici in sala.

Il giudizio vacilla quando, esposta tutta l’operazione della macchina del fango “ad opera di una cooperativa giornalistica”, di cui Donzelli mai dice il nome, legata all’accoglienza dei profughi, al fatto disdicevole che un sindaco di pura razza leghista abbia un assessore in giunta che “traffichi e tragga profitto” con i profughi, Donzelli si limiti a dire: “E' falso quanto scritto da certi titoli di giornale, ora ve lo dimostro, adirò alle vie legale”. Donzelli riporta gli estratti dei bilanci della cooperativa Aquathlon che si sarebbe dovuta, secondo i titoli di giornale, arricchire con l'"affare" accoglienza, e dimostra come il presunto lucrare, trarre profitto, arricchirsi, fosse in realtà una non verità. "E il sindaco?” gli chiedono. All’ipotesi di un sindaco che subisce l’influenza dall'esterno, su argomenti di cui sa benissimo essere diversi e che a causa di un delicato equilibrio di maggioranza è costretto a cedere, sacrificando l’amico fraterno, sembra crederci solo lui, Donzelli, che adombra velatamente l’ipotesi. Poi stop. Anzi alla fine della serata addirittura chiude con un “grazie di questa opportunità che ho avuto”, da Bergamin, e che quindi si traduce in un grazie Bergamin.

I rodigini presenti probabilmente non se l'aspettavano, la platea era pronta a vivere l'arrabbiatura di un assessore defenestrato, ed è rimasta ovviamente spiazzata. Alcuni incalzano. Cristina Pietropoli, ex consigliere comunale leghista: “Non ci crede nessuno che il sindaco non sia in grado di informarsi adeguatamente” in riferimento al provato mancato arricchimento della Aquathlon; Francesco Gennaro, capogruppo M5s: “perché quattro c….e scritte mettono in crisi un sindaco adesso?” chiedendosi chi ci sia in realtà dietro alla decisione; una signora si indirizza a Donzelli: “ma prima di rimettere il mandato non hai pensato ai tuoi progetti messi in campo?”; un padre la segue nell'accusa: “i giovani lasciati soli a se stessi, ora li hai mollati. Non puoi non avere valutato questi effetti". 
A dare una scossa all’imbarazzo è Ivaldo Vernelli (M5s), amico di Donzelli e consigliere comunale, che non le manda a dire. Per Vernelli le teorie possibili sono due. La prima: un gioco di poteri forti che "verte sulle società partecipate dal Comune, da una parte c’è Alessandro Duò, amministratore unico di Asm spa, persona nominata dal sindaco che avrebbe un legame forte con il quotidiano della cooperativa oggetto dell'attacco a Donzelli, che vedrebbe un antagonista - almeno nelle posizioni politiche - nell’imprenditore Massimo Turri soprattutto relativamente alla questione della fusione delle società dell’acqua tra Polesine acque e Cvs". Per Vernelli la nomina di Elia Lubian a presidente della fondazione Rovigo cultura, farebbe sorgere in Duò la certezza che il sindaco accolga di più l’influenza di Turri, di cui Lubian è socio e amico. Il giornale "scatena l’inferno" contro Lubian, da cui le dimissioni sue e del parroco consigliere di amministrazione, e dopo un giorno l’attacco all’amico più caro del sindaco in giunta, amico dello stesso Turri, ovvero Andrea Donzelli. La scusa sono i profughi. Il motivo invece, la misura dell’influenza sul primo cittadino. Questo sempre secondo Vernelli.

La seconda teoria di Vernelli è che sarebbe invece tutta un’orchestrazione cinica del sindaco per fare posto in giunta, questa l’aveva scritta anche RovigoOggi.it (LEGGI ARTICOLO), per dare un posto in Asm Set a Claudio Paron rimasto fuori dai giochi del cda di Ascopiave, perché il nominato (da Bergamin) Duò, come amministratore di Asm spa, ha nominato Antonio Schiro nei revisori dei conti invece di fare il nome di Paron per i consiglieri. Da Asm set arriverebbe quindi in giunta Cristina Folchini, ora alla presidenza della partecipata del gas ed energia. “Ecco colpito il più debole di tutti. L’unico che si comporta da persona, l'assessore senza consiglieri alle spalle da poterlo tutelare”.

Dopo l’udibile apprezzamento in sala per l’esposizione di Vernelli il pubblico chiede a Donzelli quale delle due teorie secondo lui è la più vicina della realtà. La risposta è non so. 
Tra i tanti Silvano Mella, il consigliere comunale di Presenza cristiana: “Un destino immeritato e che si è compiuto. Credo ci siano altre verità, la fantapolitica di Vernelli forse è vera o forse no. Ho bisogno di un supplemento di verità. Emerge la tua volontà di tutelare l’amicizia di Bergamin, ma se tu eri un bravo amico tu offrivi le tue dimissioni, se tu non le hai mandate significa altro”.

Tra la delusione della mancata risposta, di Donzelli che sembra giustificare il sindaco che l’ha fatto fuori e che ha messo un grosso punto di domanda su un lavoro importante e di un certo spessore, salta fuori un ragazzo il cui ragionamento chiude tutta la discussione: "L’unica cosa che credo di aver capito questa sera è che per interessi personali e particolari Rovigo ci sta rimettendo, la collettività ci sta rimettendo, mentre qualcuno sa benissimo dove vuole arrivare”.
1 agosto 2017
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