IL CASO A CONCADIRAME E CANTONAZZO (ROVIGO) Dopo le proteste dei residenti arriva l'ordinanza del Comune: "La ditta dovrà cessare subito qualunque emissione"

"La ditta faccia cessare subito la puzza"

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Da tempo i residenti a Cantonazzo e dintorni lamentavano la puzza proveniente dalla ditta (LEGGI ARTICOLO). Si era immediatamente attivato anche il consigliere comunale Fabio Benetti, poi Antonio Rossini, infine Michele Aretusini. Il Comune interviene con una ordinanza piuttosto chiara, oltre ad avere organizzato un incontro per mercoledì 8 agosto nel quale fare il punto con Provincia, Ulss e Arpav



Rovigo - "La ditta Greenfert srl dovrà cessare qualunque emissione diffusa dal fabbricato e dalle aree esterne di pertinenza dello stesso, sito in via Achille Grandi, 32". Lo annuncia una nota del Comune di Rovigo, che dà conto dell'ordinanza pubblicata nella giornata di venerdì 4 agosto.

"L'ordinanza - prosegue la nota - fa seguito all'avvio del procedimento del 12 luglio, finalizzato all'adozione di un provvedimento di classificazione come industria insalubre della ditta Greenfert Srl, con il quale è stato richiesto alla medesima ditta di produrre idonea documentazione al fine di consentirne la classificazione come industria insalubre. Arpav, infatti, nel corso del sopralluogo effettuato il 13 giugno 2017, ha accertato che avvengono lavorazioni di preparazione di concimi da residui animali e vegetali".

"La normativa prevede che per alcune tipologie di lavorazioni, l'avvio dell'attività produttiva sia subordinato all'acquisizione di uno specifico nulla osta che può anche non essere rilasciato o, eventualmente, essere subordinato all'adozione di particolari cautele per l'interesse della salute pubblica. La documentazione non è mai arrivata, i termini sono scaduti, pertanto è scattata l'ordinanza".

“L’Ufficio Ambiente del Comune di Rovigo, a fronte delle numerose segnalazioni pervenute dai cittadini di Cantonazzo/Concadirame ha convocato, per la mattinata di martedì 8 agosto, una riunione di coordinamento con Provincia, Ulss 5 e Arpav per cercare di identificare possibili ed ulteriori soluzioni alle problematiche emerse”.

Il primo a occuparsi della cosa è stato Fabio Benetti della Lega nord che ha fatto una interrogazione scritta chiedendo se l'amministrazione comunale avesse autorizzato nuove attività produttive, se gli uffici preposti avessero già ricevuto segnalazioni in merito alla puzza e in ultima chiedeva se Arpav si stava interessando al problema (LEGGI ARTCOLO). Dopo qualche giorno si pose come intermediario, tra azienda e Comune, Michele Aretusini, sempre del Carroccio, che sembrava essere uscito con un risultato dal confronto: l'azienda aveva in teoria promesso di chiudere le porte.
Ma la puzza è continuata. Tanto che all'incontro con la cittadinanza di Cantonazzo organizzato da Simone Bedendo, ex consigliere comunale, dove erano presenti oltre ai cittadini anche Benetti, il consigliere di minoranza Antonio Rossini che aveva manifestato curiosità sul tema, Aretusini era stranamente assente, stranamente perché appunto aveva dimostrato interesse sull'argomento. In quella sede è stata iniziata una raccolta firme dei residenti perché fossero attivivati gli strumenti per verificare la natura delle emissioni dell'azienda e per accelerare la risoluzione del problema. 
L'odierna 'ordinanza del sindaco dimostra che l'interrogazione di Benetti aveva un senso, l'intervento di Rossini anche, la raccolta firme pure. L'unico ad uscirne un po' male, nella parte del mediatore, è Aretusini. 

4 agosto 2017
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