ACCOGLIENZA TAGLIO DI PO (ROVIGO) Il sindaco Francesco Siviero chiama a raccolta tutti i colleghi del Delta, per mettere a punto un documento da inviare al ministro Minniti

"Pochi, ma ovunque: tutti i Comuni si prendano i profughi"

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A Taglio di Po continua a tenere banco la questione del possibile, imminente arrivo di richiedenti asilo che dovrebbero trovare ospitalità all'hotel Mancin, affacciato sulla Romea. L'amministrazione comunale, contraria a un progetto del genere, sia sotto l'aspetto dei numeri che del modo in cui viene portato avanti, lancia una proposta



Taglio di Po (Ro) - L’annosa questione richiedenti asilo a Taglio di Po non accenna a diminuire nei toni, sia in paese che sui social, dopo il durissimo incontro in sala Europa il 18 luglio scorso in Sala Europa in cui l’amministrazione ha ribadito al Prefetto la "contrarietà ad un progetto così impattante per la Comunità di Taglio di Po, soprattutto nei numeri, che rischiano di sfociare in una difficile gestione e in una ghettizzazione che sicuramente non porterà nulla di buono".

“I poteri del sindaco – spiega il primo cittadino Francesco Siviero – sono molto limitati in questo frangente. Abbiamo approvato all’unanimità, in Consiglio Comunale, un ordine del giorno che esprime la nostra contrarietà ad un progetto di accoglienza come quello presentato, soprattutto nei numeri. Arrivati a questo punto, solo un’azione condivisa con tutti i Comuni e i Sindaci del Delta del Po può ridare speranza in un cambio di rotta nel modello di gestione; si pensi, infatti, che più di un terzo dei richiedenti asilo ospitati nella provincia di Rovigo sono concentrati in pochi Comuni limitrofi a Taglio di Po: Porto Viro, Loreo, Ariano Polesine e Adria".

"Di fronte ad una panoramica di questo tipo, pur non volendoci sottrarre alle nostre responsabilità, crediamo che lo Stato debba porsi il problema della reale sostenibilità dello sforzo che richiede alle nostre piccole comunità locali, soprattutto in merito ai numeri e alla realtà sociale ed economica. Decisioni così perentorie devono essere ponderate insieme e non imposte. Deve esserci un confronto a monte, prima di prendere una decisione. Ed in questo senso, una ridistribuzione dei rifugiati tra tutti i Comuni della provincia di Rovigo è quanto mai necessaria. Ci vuole equilibrio… Non è possibile che pochi Comuni si sobbarchino numeri così elevati".

"Abbiamo intenzione di invitare tutti i Comuni del Delta, interessati o meno dalla presenza di rifugiati nel loro territorio, a redigere un documento d’intesa, che chieda una redistribuzione omogenea tra tutti i Comuni della provincia di Rovigo. Una volta condiviso e firmato da tutti i sindaci sarà inviato direttamente dei richiedenti asilo al ministro dell’interno Marco Minniti".

Proprio questa, del resto, è sempre stata l'idea del Prefetto Enrico Caterino, che ha esortato, in vari incontri ufficiali, i sindaci del Polesine ad aderire all'accoglienza, in modo da avere la possibilità di "spalmare" il numero complessivo di profughi ospitati in provincia, meno di 700, in varie destinazioni. Molti sindaci, però, non hanno mai dato una disponibilità di questo tipo.

5 agosto 2017
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