UNIVERSITA' ROVIGO I corsi di laurea diventano otto, la soddisfazione della Regione del Veneto per un ottimo esempio di "decentramento universitario"

Il Cur funziona: iscritti raddoppiati e fondi in arrivo

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Buone notizie per il Consorzio universitario di Rovigo, per il quale la Regione ha impegnato 50mila euro, per finanziare l'offerta didattica



Rovigo - La Regione Veneto stacca un assegno di 50 mila euro per sostenere l’offerta didattica del Consorzio Universitario di Rovigo. Su proposta dell’assessore all’Istruzione e Università e di concerto con l’assessore alla Cultura, la Giunta regionale stanzia 50mila euro di contributo per dare continuità all’attività del Cur anche nell’anno accademico 2017-18.

Il Consorzio, creato dalla Provincia e dal Comune di Rovigo e dalla Camera di Commercio di Venezia e Rovigo, in collaborazione con le università di Padova e di Ferrara, risulta aver progressivamente incrementato la propria offerta di corsi universitari, arrivando a raddoppiare il numero degli iscritti in poco più di un decennio (dai 1300 del 2005/2006 ai 2100 dell’ultimo anno accademico) e ad attivare percorsi che garantiscono buone opportunità di inserimento occupazionale.

In particolare, per l’anno accademico 2017/18, i corsi previsti nel capoluogo polesano sono cinque triennali (Scienze dell’educazione e della formazione, Diritto dell’economia, Educazione professionale, Infermieristica e Tecniche di radiologia medica) e tre di laurea magistrale (Management dei servizi educativi e formazione continua, Ingegneria meccanica, Giurisprudenza), nonché il dottorato di ricerca in Diritto dell’Unione Europea.

“La Regione sostiene il decentramento universitario in sintonia con le esigenze di diversificazione dell’offerta formativa e di risposta alla domanda formativa e occupazionale dei diversi territori – sottolinea l’assessore regionale all’Istruzione, Formazione e Università – Il polo universitario polesano rappresenta una realtà di eccellenza sotto questo profilo, perché attiva energie e risorse del territorio locale, mettendo in sinergia anche atenei di regioni confinanti”.

Anche il titolare delle politiche culturali della Regione Veneto sottolinea come in questi anni il Cur di Rovigo abbia dimostrato di essere una preziosa opportunità di crescita culturale e professionale “non solo per il Polesine, ma per l’intero territorio regionale, formando professionisti della sanità e della formazione richiesti anche in ambito nazionale”. “Investire nell’alta cultura e nella ricerca universitaria – sottolinea – è scelta prioritaria per promuovere lo sviluppo del territorio. L’università è ‘fabbrica’ di saperi e di professioni, ma anche laboratorio di sperimentazione e fulcro di servizi, che creano valore aggiunto all’intera economia locale”.

Il contributo regionale sarà fisicamente liquidato al Consorzio previa rendicontazione sui corsi e le attività svolte e le spese sostenute nel nuovo anno accademico.

8 agosto 2017
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