CASA DI RIPOSO ADRIA (ROVIGO) I sindacati non ci stanno ad essere presi in giro e non vuole sentirne parlare di abbassare i toni: "Ore ridotte per assistere gli anziani"

I sindacati: "Le nostre proposte sono note: va licenziato il direttore e Passadore deve dimettersi"

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Un appello a fare un passo indietro e ricominciare a parlarsi in maniera costruttiva che, lanciato dalla presidente del Cda della Casa di riposo di Adria Sandra Passadore (LEGGI ARTICOLO), non pare trovare terreno fertile nel mondo sindacale



Rovigo - "La presidente del Csa (La casa di riposo) Sandra Passadore con l’ultimo comunicato stampa si dimostra un presidente sempre più in difficoltà che non sa più neanche di cosa sta parlando. Soprattutto, la deve smettere di parlare di sindacati divisi, è un inutile e goffo tentativo di dividere i lavoratori che dimostra quanti pochi argomenti le siano rimasti e che, soprattutto, è smentita nei fatti che sono sotto gli occhi di tutti e ben rappresentati nelle tre bandiere affisse davanti l’entrata del Csa di Adria".

Non ha trovato, nei sindacati di Cgil, Cisl e Uil ottima accoglienza la proposta della presidente del Cda della Casa di riposo di Adria di abbassare i toni e cercare una soluzione alla contrapposizione che da mesi oppone i vertici della struttura ai sindacati.

"Si rammenta inoltre che le convocazioni dei sindacati non le fanno i presidenti con un comunicato stampa: basta mandare una semplice risposta, anche con fax, alle nostre richieste d’incontro che il direttore ha sempre ignorato (l’ultima l’abbiamo mandata il 6 giugno e ancora aspettiamo la convocazione). La smetta inoltre di buttare fumo: il problema non sono gli orari che si stanno modificando e per cui abbiamo già mandato diffida di agire unilateralmente, ma la riduzione delle ore di assistenza erogate agli ospiti che minano la qualità e riducono i posti di lavoro. La smetta inoltre di tentar di far passare il sindacato inadempiente nelle proposte".

"Siamo stati chiari sin dall’inizio: noi chiediamo rimanga l’organizzazione che si aveva fino al 31 dicembre perché nessuno ancora ha dimostrato il perché bisognava massacrarla come ha fatto in questi sette mesi il direttore. Inoltre noi le proposte le possiamo anche fare, se presidente e direttore si fossero almeno degnati di dirci cosa hanno intenzione di fare. Ad oggi abbiamo ricevuto quattro pagine non firmate che rispondono in modo molto parziale ad una richiesta di documentazione firmata e richiamata poi anche dal nostro Legale e che è arrivata dopo 40 giorno dalla nostra. E’ questa la condivisione a cui lei si richiama cara Presidente? Su cosa dovremmo fare delle proposte, sul nulla che fino ad oggi avete presentato come progetto? Oppure sperate che il sindacato avvalli il massacro del servizio assistenziale che avete perpetrato in questi mesi? O peggio ancora volete il nostro avvallo ad un progetto di costruzione che finanziariamente poggia su di drammatico taglio del costo del personale?".

"Noi ai tavoli dove realmente si discute e contratta ci siamo seduti ogni giorno. Il tavolo che voi fino ad oggi ci avete proposto è un tavolo malato che noi rigettiamo al mittente. I lavoratori attraverso di noi, insieme ai famigliari, al consiglio comunale e ai cittadini, al Cda hanno fatto una chiara proposta: licenziate il direttore Badiale per le motivazioni che da oltre 6 mesi vi abbiamo chiaramente detto e dimostrato; e a questa richiesta ora aggiungono che è arrivato il momento, per quello che avete dimostrato, che anche voi facciate un passo indietro". 

9 agosto 2017
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