POLESINE ACQUE IN CVS ROVIGO Passa l'incorporazione con il 76,29% delle quote dei comuni presenti a favore. Vota contro solo il capoluogo che con la sua presenza, però, permette lo svolgimento dell’assemblea

La fusione dell'acqua c’è. Grazie alla presenza di Bergamin

Piergiorgio Cortellazzo osserva dal pubblico le fasi della assemblea intercomunale straordinaria per la fusione
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Era nell’aria, ma alle 17 di mercoledì 9 agosto, diventa realtà. I sindaci del Polesine votano a favore del processo di incorporazione per aggregazione di Polesine Acque spa in Cvs spa. Il sindaco di Rovigo, Massimo Bergamin, dopo mesi di lotta estenuante contro la fusione, alla fine è lui stesso a permettere che venga portata a termine. Si presenta in aula permettendo, con il suo quasi 17% delle quote, di aprire l’assemblea e quindi ai sindaci presenti, tutti favorevoli, di votare tranquillamente “sì” alla fusione



Rovigo – Alla fine cedeMassimo Bergamin, sindaco di Rovigo, contrario da sempre al processo di aggregazione per incorporazione di Polesine Acque in Cvs (l’azienda dell’acqua della Bassa Padovana), diventa il primo artefice della fusione. Come preventivato, se il sindaco del capoluogo si fosse presentato in aula, anche votando contro, avrebbe permesso la fusione (LEGGI ARTICOLO). Sapeva bene che se entrava era come votare sì. E l’ha fatto. Nel pomeriggio di mercoledì 9 agosto, i sindaci polesani hanno votato in assemblea intercomunale e poi in assemblea straordinaria dei soci, il progetto di fusione tra Polesine Acque e Cvs, un progetto che prevede un incredibile squilibrio tra il Polesine e la Bassa Padovana che nella società nascente varranno rispettivamente, in termine di quote, il 22% contro il 78%.

Una percentuale che il sindaco Massimo Bergamin non si è mai risparmiato di ricordare, ma che poi solo all’ultimo si dimentica. Infatti è solo il suo ingresso in aula che permette l’apertura dell’assemblea altrimenti le quote non sarebbero state sufficienti per votare il progetto di fusione. 32 i sindaci presenti (71,33% delle quote presenti), vota contro solo Bergamin. Assenti i grandi sostenitori del no, Antonio Laruccia sindaco di Trecenta e Federico Simoni, vicesindaco di Adria. Come tutti gli altri Comuni del no. I comuni presenti che votano a favore sono: Ariano Polesine, Arquà Polesine, Bagnolo Po, Bergantino, Bosaro, Canaro, Canda, Castelmassa, Castelnovo Bariano, Ceneselli, Ceregnano, Corbola, Costa di Rovigo, Frassinelle, Guarda Veneta, Lendinara, Loreo, Melara Occhiobello, Papozze, Pincara, Pontecchio, Porto Tolle, Porto Viro, Rosolina, Polesella, San Martino di Venezze, Villadose, Villanova Marchesana, Villamarzana, Taglio di Po. La fusione passa con una percentuale del 76,29% a favore contro il 23,71% contrario, calcolata sul 71,33% delle quote, quelle presenti.

L’assemblea è cominciata in ritardo visto che il sindaco Massimo Bergamin era alle prese con gli ultimi “colloqui” tra i quali una conferenza stampa, da lui convocata 10 minuti prima dell’inizio dell’assemblea, alla quale Rovigooggi.it ha deciso di non partecipare visto il ritardo nella convocazione, metodo ormai collaudato del sindaco che non riceve mai la stampa ma pretende che arrivi di corsa al suo comando. I giornalisti presenti hanno dovuto attendere 50 minuti nell’ufficio del sindaco prima che il primo cittadino si recasse alla conferenza che aveva lui stesso in fretta e furia convocato. 

Il voto dell’assemblea intercomunale ha dato mandato a quella dei soci di procedere e così di seguito si passa alla seconda votazione che vede il progetto di fusione passare con il 52,85% delle quote sociali a favore (per l’assemblea dei soci straordinaria bastava il 47,56% dei sì). Si astengono Papozze e Porto Viro mentre Rovigo vota ancora contrario. Si passa quindi all’assemblea ordinaria dove i sindaci eleggono il nuovo cda di Polesine Acque, un consiglio di amministrazione che non ha un termine ma che scadrà con la nascita della nuova società. Riconfermato il presidente Alessandro Ferlin e la consigliera Manuela Nicoletti. Per il terzo consigliere invece un cambio: al posto del sindaco di Taglio di Po, Francesco Siviero, viene nominato il sindaco di Arquà Polesine, Chiara Turolla.
Per il collegio sindacale sono stati confermati i nomi di Filippo Carlin, Luisa Angela Vallese come presidente, ma al posto di Enrico Bucatari, che sarebbe dovuto essere riconfermato insieme agli altri, sembra che Rovigo abbia suggerito il nome di Luigi Fini.

Per quanto riguarda gli aspetti tecnici la fusione, il notaio Pietro Castellani depositerà il verbale dell’assemblea i primi di settembre, nel rispetto della sospensione estiva del tribunale di Rovigo. Da quel momento dovranno decorrere 60 giorni per eventuali osservazioni da parte dei creditori di Polesine acque. Poi sarà Cvs, la società incorporante, entro 30 giorni a fissare la data dal notaio per l’atto di fusione a cui parteciperà il presidente Ferlin su mandato del propio cda. Si pensa dunque che Acquevenete spa possa costituirsi tra il 15 di novembre e fine anno. 

9 agosto 2017
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