LA BANDA DELLE BICICLETTE Centinaia di garage svuotati tra Adria, Rovigo, Ferrara e altre province. Colpo grosso della polizia, che mette le mani su un gruppo dell'Est

Centinaia di furti di bici, incredibile retata, oltre 20 arresti

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Una serie di furti ai danni di negozi di bici, ma anche di garage, che venivano svuotati a gruppi di decine a notte



Adria (Ro) - Sette persone arrestate e altre quattro denunciate. A due mesi circa di distanza da una precedente operazione, che aveva visto ben 16 catture. E' in questo modo che gli investigatori della squadra mobile di Ferrara, assieme ai colleghi di Bologna, hanno disarticolato quella ritengono essere una banda di romeni specializzati nei furti ai danni dei garage. Una indagine che è legata anche al Bassopolesine: a Ferrara, in Procura, sarebbe infatti stato trasmesso un filone di indagine riguardante episodi che sarebbero avvenuti ad Adria e in Bassopolesine.

Le due operazioni sono strettamente legate tra loro, dal momento che il filone "bolognese" sarebbe uno sviluppo dell'attività originaria, che vedeva Ferrara come "base logistica", dove veniva raccolto il provento delle incursioni in negozi di varie province di Veneto, Emilia e Romagna. Tra queste figura anche Rovigo. Non è, del resto, la prima volta che indagini su furti di bici portano dal Polesine a Ferrara.

Prima ad ottobre (LEGGI ARTICOLO), poi a novembre (LEGGI ARTICOLO), infine a dicembre (LEGGI ARTICOLO), erano emersi furti e razzie di questo tipo, con i colpi commessi in Polesine e il ritrovamento della refurtiva avvenuto a Ferrara. 

I componenti dei due gruppi sgominati tra maggio e agosto sono provenienti da Moldavia, Ucraina e Romania. Avrebbero messo a segni decine di furti, in ognuno dei quali sarebbero stai visitati a negozi di bici oppure condomini i cui garage venivano forzati e svuotati di tutta la merce rivendibile: dagli attrezzi per il giardinaggio o per il fai da te, sino alle bici, appunto.

La tecnica preferita consisteva nel praticare un buco nella basculante, per poi aprire la porta. In questo modo, in una sola notte venivano effettuate decine e decine di incursioni. I gruppi, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, coordinati dal sostituto procuratore Ciro Alberto Savino, si muovevano a bordo di auto rubate, che venivano impiegate per due o tre giorni: il tempo necessario prima che venissero segnalate e le loro targhe immesse in banca dati.

Due gruppi organizzatissimi, quindi, che, una volta raccolta una certa mole di refurtiva, trasportavano tutto nell'Est Europa per la vendita.

10 agosto 2017
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