POLIZIA ROVIGO Finisce in manette anche il terzo presunto componente del commando che eseguì il maxi furto dal tetto della Comet

Furto da 100mila euro dal tetto. Banditi traditi dal selfie

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Una indagine della squadra mobile di Rovigo che ha consentito di approfondire ulteriormente le indagini per il mega furto messo a segno a maggio ai danni della Comet dell'area Fattoria

Rovigo - La squadra mobile ha arrestato quello che sarebbe il terzo componente della banda che assaltò la Comet nella notte tra il 29 e 30 maggio scorsi, rubando smartphone, macchine fotografiche, tablet e simili, per un valore di 100mila euro. Nell'immediatezza la mobile arrestò due romeni, poi condannati in primo grado. Apparve subito chiaro, poi, che i due non erano gli unici componenti della banda, costituita da 3 persone. Non a caso gli investigatori della questura sequestrarono due auto.

Una Lybra e una Bravo. Nel bagagliaio di questi, i borsoni con la refurtiva e anche le corde usate per calarsi dal tetto del centro commerciale. Le indagini per trovare il terzo predone sono subito scattate. Si tratta di un romeno di 23 anni, intestatario della Bravo. Erano stati sequestrati anche cellulari, la cui analisi del traffico ha visto emergere ulteriori elementi a carico dell'arrestato, ma anche dei due complici.

I tre sarebbero arrivati in Polesine il giorno prima, per avere tutto il tempo di organizzarsi. Nei cellulari sono state trovate anche le foto con borsoni esattamente uguali a quelli nei quali era stata poi stipata la refurtiva. Il terzo romeno, secondo quanto emerge, era scappato a nascondersi in una casa abbandonata nei boschi di Cosenza. Sono serviti due giorni di appostamento per individuarlo.

Una indagine brillante, quella della mobile, coordinata dal sostituto procuratore Andrea Girlando. L'arresto è avvenuto in base a una ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal giudice per le indagini preliminari.

 
10 agosto 2017
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