INCORPORAZIONE POLESINE ACQUE IN CVS Uil e Cgil di categoria intervengono prendendo atto delle scelte politiche. Giudizio positivo sul fatto che la sede dei lavoratori sembra rimanere Rovigo

I sindacati sulla fusione: “Non siamo convinti, ora mettete tutto nero su bianco”

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Qualche aspetto positivo dall’accordo trovato e dalla fusione quindi portata a compimento, i sindacati l’hanno trovato, anche se si sarebbero aspettati di più. Sul processo di aggregazione per incorporazione di Polesine Acque in Cvs, votato dai sindaci polesani nella giornata di mercoledì 9 agosto (LEGGI ARTICOLO), intervengono la Uiltec uil e la Filctem cgil con i rispettivi segretari che da tempo avevano chiesto ai sindaci una riflessione più approfondita sul tema, con una lettera aperta (LEGGI ARTICOLO). Non convince totalmente l’accordo trovato ma esultano sulla decisione di non spostare i lavoratori



Rovigo – “In merito alla nascita di Acquevenete spa prendiamo atto delle scelte politiche. Riteniamo tuttavia che l'aver affrontato una fusione con le divisioni emerse nel mondo polesano abbia ridotto di molto il ‘potenziale contrattuale rispetto’ alle legittime aspettative dei polesani e che l’accordo raggiunto in extremis vada approfondito, per valutare attentamente se potrà portare reali benefici al nostro territorio”. Sul progetto di aggregazione per incorporazione di Polesine Acque in Cvs, appena approvato dai sindaci polesani, intervengono Giampietro Gegnanin (Uiltec Uil) e Pieralberto Colombo (Filctem Cgil).

“Siamo sempre stati favorevoli alle aggregazioni ma avevamo espresso forti perplessità su come si stava portando avanti questa fusione – spiegano i due segretari – Le criticità espresse nel merito riguardavano soprattutto le quote societarie del 78% ai comuni padovani e 22% ai comuni rodigini, non fedeli al valore effettivo delle aziende che sostanzialmente sono identiche e penalizza il nostro territorio. Su questo punto ci riserviamo di esprimere un giudizio definitivo della mediazione che ha portato all'accordo poiché in prima analisi non pare che l'aver portato all'80% le decisioni in prima convocazione dell'assemblea straordinaria ed al 70% in seconda dei soci risolva la questione. Inoltre, avevamo chiesto un accordo per la tutela dei lavoratori e su questo esprimiamo un giudizio positivo sul fatto che sembra che la sede dei lavoratori rimarrà Rovigo con la timbratura in loco e che, come avevamo chiesto, eventuali trasferimenti possano essere effettuati solo con accordo sindacale, concordandolo con l’interessata/o, per comprovate esigenze lavorative anche di crescita professionale, così come positivo è il mantenimento dei livelli occupazionali ed il mantenimento della sede rodigina”.

“Chiediamo con forza che tali importanti risultati sindacali siano posti nero su bianco in uno specifico protocollo d'intesa che dia garanzie certe. Rimane infine in sospeso il giudizio politico poiché rimaniamo in attesa di conoscere il piano industriale, gli investimenti e il piano tariffario che applicherà la nuova società. In ogni caso non ci esimeremo da un rapporto costruttivo, incentrato nel merito. Auspichiamo inoltre che possa essere questo un momento per aprire riflessioni sulle importanti opportunità  per addivenire ad una aggregazione economica-sociale fra il Polesine e la bassa padovana. Gli strumenti non mancano: ci riferiamo in particolare al Consvipo un'ente di sviluppo economico e sociale che, se opportunamente rivisto ed aggiornato, può diventare un importante riferimento a disposizione di quest'area vasta”.

10 agosto 2017
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