AMBIENTE CANTONAZZO (ROVIGO) Il consigliere comunale Antonio Rossini all'attacco dopo la protesta dei residenti, che sono assediati dalla puzza

"La frazione va protetta, anche a costo di sospendere l'attività"

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La protesta dei cittadini di Cantonazzo di sabato 12 agosto (LEGGI ARTICOLO) ha colpito anche il consigliere comunale Antonio Rossini, che chiede al Comune provvedimenti urgenti per tutelare i residenti dall'odore che avvertono

Rovigo - Il consigliere comunale Antonio Rossini continua con determinazione ad evidenziare che, malgrado il tempo trascorso, i cittadini di Cantonazzo devono ancora sopportare folate di odori nauseabondi. Rossini lancia un appello al vicesindaco Ezio Conchi, ora competente nel settore ambiente, e lo invita a farsi promotore di un'azione definitiva e congiunta convocando a vista, quindi, un tavolo con la Provincia e l'Arpav al fine di prendere provvedimenti a tutela dell'igiene e della salubrità pubblica.

Nel merito , per Rossini, "la politica di concerto con i Tecnici, deve concretamente intervenire ed imporre sistemi di abbattimento delle sostanze odorigene, vigilare ed adottare l'ordinanza che obblighi la ditta a svolgere le attività di carico e scarico dei materiali con i portoni chiusi. Se la ditta Greenfert, non collabora nell'immediatezza, si valuti seriamente di emettere una ordinanza che sospenda l'attività della ditta in questione. Infatti, non basta che la Greenfert ritenga di essere in regola in base alle autorizzazioni ricevute, che tra l'altro dipendono da una documentazione probabilmente non esauriente inizialmente prodotta; la realtà, invece, dimostra che dopo la recente apertura dell'azienda, i cittadini di Cantonazzo non vivono più in un ambiente idoneo e dignitoso".

Per Rossini non c'è più tempo da perdere, "ed è impensabile che le motivazioni di un'attività di fertilizzanti siano prioritarie rispetto agli odori sgradevoli che invadono gli abitanti della frazione, tanto da costringerli ad essere prigionieri in casa propria, un 'sequestro collettivo di persone' che non può essere tollerato e giustificato da motivi economici. E' evidente, infatti, che, allo stato attuale, le prescrizioni date a suo tempo all'azienda per incominciare la lavorazione non sono sufficienti per garantire che non ci siano emissioni 'puzzolenti' dalla attività di lavorazione dei prodotti organici. I fatti parlano chiaro: Cantonazzo è accerchiata dalla puzza".
13 agosto 2017
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