SANITA' ROVIGO Dura presa di posizione di Guglielmo Brusco, dopo la pubblicazione degli accordi triennali dell'Ulss 5 con le cliniche convenzionate

"Tagliano 170 posti letto pubblici e danno 60 milioni annui ai privati"

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I numeri pubblicati da Rovigooggi.it (LEGGI ARTICOLO) hanno impressionato negativamente l'ex vicepresidente della Provincia Guglielmo Brusco, che torna alla carica sulla situazione della sanità pubblica



Rovigo - "In un momento di crisi, in cui non si conosce neanche il prossimo destino di troppi servizi erogati dal pubblico, gli amministratori delle cliniche private convenzionate polesane sono riusciti addirittura ad ottenere per loro, una previsione triennale di  convenzioni che, oltre al già ottenuto complessivo aumento di posti letto per acuti  potrebbe alimentare le loro casse, a partire dal 2017, con oltre 60 milioni annui".

A intervenire sugli accordi tra Ulss e privati è Guglielmo Brusco, ex assessore provinciale alla Salute e vicepresidente della Provincia di Rovigo, che interviene dopo l'articolo di Rovigooggi.it. "Si parla - prosegue Brusco - di 22.478.967 euro annui per la clinica di Santa Maria Maddalena; 

31.798.758 euro annui per la casa di cura di Porto Viro; 8.420.797 euro annui per la casa di cura Città di Rovigo; er un totale di 62.698.522 euro annui e per una previsione totale nel triennio 2017-2018-2019 di ben 188.095.566 euro".

"Il tutto mentre la Regione leghista, vuole tagliare circa 170 posti letto nei nostri ospedali pubblici. Ma, quello che tagliamo e risparmiamo nel pubblico serve anche per pagare i privati? E questo non mette  in difficoltà i nostri cittadini, oltre che per i ricoveri, anche  per  costi di visite,  medicine  e per altre spese annesse che soprattutto i più poveri non si possono permettere?"-

"Pertanto complimenti agli amministratori delle cliniche private polesane che riescono ad ottenere così grandi risultati economici, erogando almeno per grandissima parte, non già interventi irrealizzabili dal pubblico, bensì  prestazioni che l’Ulss 5, se adeguatamente organizzata, potrebbe facilmente erogare direttamente, favorendo, oltre che i pazienti polesani, a detta di tecnici illustri, anche il raggiungimento di notevoli vantaggi economici per le casse pubbliche".

"A questo proposito, per chiarire questo dubbio di non poco conto,  anche a livello  veneto (che potrebbe avere cifre incredibilmente alte da verificare), vorrei sapere se ci sono oggi, anche  istituzioni che potrebbero e dovrebbero vigilare sulla economicità ed efficacia dell’uso del denaro pubblico. E questa Lega, che oltre ad avere un polesano in Giunta Regionale che ha fatto ben poco per difendere la sanità polesana,   adesso vorrebbe che noi andassimo a votare  Sì, per un Referendum che a parole sarebbe la richiesta di maggiore autonomia per la Regione Veneto, la regione che ci tratta sempre più spesso come l’ultima ruota del carro. Ribelliamoci a Zaia e alla sua truppa".

22 agosto 2017
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