DIRITTO E TUTELA 3.0 Il decalogo dell'avvocato Fulvia Fois e tutti i consigli contro la persecuzione, anche sui social. Il principale è chiaro: "Denunciate subito, non pensate che il problema si risolva da solo: non succederà"

Donne, ecco come difendervi dallo stalking

Bagno e Calore - Caminetti e Stufe

Per avere risposte sui vostri dubbi in materia legale, potete contattare l’avvocato Fois scrivendo a dirittoetutela3.0@gmail.com



Rovigo - Sono numerosi i comportamenti che vanno sotto l'etichetta di atti persecutori o stalking: dai pedinamenti, alle telefonate ripetute e messaggi anche sui social network,  alle offese e minacce, alle percosse e lesioni, alla dipendenza economica e sino al femminicidio. Ecco un decalogo di consigli pratici.

I casi di stalking o atti persecutori - fattispecie prevista e punita dall’articolo 612 bis c.p. e introdotta nel nostro ordinamento nel 2009 - si moltiplicano e sembra che le donne non godano ancora della giusta tutela in Italia, anche dopo aver denunciato all’autorità gli atti persecutori già subiti. Con il termine “stalking” (che deriva dal verbo inglese “to stalk”, che significa "camminare con circospezione", "camminare furtivamente", “fare la posta a qualcuno.) ci si riferisce essenzialmente ai comportamenti tenuti da un soggetto in modo assillante, forzato, invadente e ripetuto volti ad affliggere un’altra persona tanto da perseguitarla e ingenerando nella stessa stati di ansia e di paura per la propria incolumità o per quella di persone a lei vicine, costringendola in tal modo a modificare anche le proprie abitudini quotidiane di vita. 

Ma a quale cambiamento delle abitudini di vita della vittima ci si riferisce?
Ad esempio la persona offesa per paura di incontrare i soggetto che la perseguita, cambia la fermata dell’autobus, i turni di lavoro, il numero di telefono, rinuncia a svolgere determinate attività relazionali (non va più a farsi la passeggiata giornaliera, non va più al cinema o in palestra….),  perdendo così la propria libertà di decidere cosa fare della propria vita e delle proprie abitudini.

Ma quanto rischia chi commette il reato di stalking? Chi commette il reato di atti persecutori ex art. 612 bis c.p. rischia una pena che va dai 6 mesi ai 5 anni con un aumento se il “fatto é commesso da un coniuge (anche separato o divorziato) o persona che sia stata legata da relazione affettiva alla persona offesa ovvero quando il fatto é ammesso mediante l’uso di strumenti informatici o telematici”.

Quale consiglio per la giusta tutela della vittima? Ecco un decalogo di consigli pratici che possono facilmente essere adottati  dalla vittima: 

1. registrate le telefonate anche quelle mute mantenendo la comunicazione per qualche istante; 2. cambiate il numero della  vostra utenza telefonica; 3. conservate i messaggi/mail/lettere ricevute (utile da allegare alla querela); 4. scrivete un diario quotidiano in cui riportate gli eventi giornalieri più importanti (utile per fare la querela); 5. confidatevi con una persona di fiducia e rivolgetevi all’autorità e/o professionista/centri antiviolenza; 6. evitate di seguire sempre gli stessi itinerari quando uscite ed evitate di uscire di casa da sole; 7. chiamate immediatamente il 112 o 113 se subite un’aggressione; 8. chiedete un divieto di avvicinamento ai luoghi da voi frequentati (casa, lavoro, scuola..) o l’obbligo di mantenere una certa distanza da voi; 10. fate ammonire dal questore il molestatore; querelate la persona all’autorità giudiziaria facendovi seguire da un legale che si occupa della materia.

E' importante confidarsi e prendere così consapevolezza del problema senza sottovalutarlo o posticiparlo. Il passo successivo é sicuramente quello di rivolgersi a un professionista del settore che saprà fornirvi i giusti consigli e supporto per una tutela concreta del vostro caso. ricordatevi che anche quando sembra non esserci più la speranza di poter cambiare lo stato delle cose, se ve lo concederete, potrete trovare una persona-professionista-autorità che sarà in grado di aiutarvi ad uscire dalla vita infernale che state vivendo magari insieme ai vostri figli.

La soluzione c’è sempre, io ne sono convinta.

Fulvia Fois
Avvocato 
dirittoetutela3.0@gmail.com
27 agosto 2017
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