ULSS 5 ROVIGO La consigliere comunale Alba Rosito chiede a tutti gli amministratori del Polesine di ragionare insieme sul riassetto del sistema sanitario in Polesine, senza campanilismi

"La sanità sta cambiando", l’appello ai sindaci a condividere una strategia

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E' in corso un riassesto dell’organizzazione sanitaria, in Polesine come in altre parti della Regione, e chiaramente molti sindaci stanno difendendo i propri territori dai tagli. Ad intervenire sulla questione è il consigliere comunale di Rovigo, Alba Rosito (Presenza Cristiana), che dopo anni di esperienza nel sistema sanitario e come amministratore del territorio chiede a tutti i sindaci di lasciare da parte i campanilismi e lavorare insieme per la riorganizzazione. “Saranno tagliati i posti letto, ne abbiamo troppi, ma è l’evoluzione della sanità. Non avrete più l’ospedale sotto ogni campanile”



Rovigo – “Affrontare i problemi dell’assetto sanitario limitandosi a difendere ognuno il suo ‘orticello’, senza avere una visione complessiva dei bisogni di popolazione, significa lasciare che altri decidano sull’assetto sanitario del Polesine e quindi tradire il mandato che i cittadini ci hanno dato votandoci”. Sono le parole del consigliere comunale di Rovigo Alba Rosito, per anni lavoratrice all’interno del sistema sanitario, che ha scritto una lettera indirizzata a tutti i sindaci del territorio nella quale chiede collaborazione per affrontare concretamente e con criterio le modifiche del sistema sanitario, a suo dire più che necessarie. 

“Vorrei ricordare che gli attuali standard di riferimento per gli ospedali indicano la dimensione di un ospedale per acuti in 400 posti letto per una popolazione di circa 200mila abitanti – spiega la consigliera – Il Polesine ha poco meno di 250mila abitanti e complessivamente sei strutture ospedaliere, 3 gestite dal pubblico e 3 dal privato, con un totale di posti letto superiore allo standard previsto pertanto un ridimensionamento è certo. Ma potrebbero emergere soluzioni interessanti e non penalizzanti sia per la popolazione che per i lavoratori del settore sanitario se gli amministratori del Polesine fossero compatti nel promuovere una revisione complessiva dell’assetto sanitario sia ospedaliero che territoriale che coinvolga tutti gli attori pubblici e privati che operano in Polesine”.

La ricetta per il riassestamento della sanità proposta della consigliera Alba Rosito, si compone di quattro criteri imprescindibili che espone ai sindaci polesani. Primo: deve essere individuato un ospedale Hub in Polesine per evitare che la popolazione debba recarsi in altri territori per affrontare problemi specialistici. Secondo: la risposta alle emergenze deve essere territorialmente  più vicina possibile al maggior numero di residenti e di presenze turistiche oltre che alle strade di grande traffico. Terzo: la diagnostica anche di discreta complessità deve essere disponibile capillarmente nel territorio per evitare che le popolazioni residenti lontano dai centri Hub siano penalizzate per ritardi nella individuazione della patologia da curare. Quarto e ultimo criterio imprescindibile, secondo la consigliera: l’assistenza residenziale oltre che domiciliare post acuzie, la terminalità, la cronicità ed in generale l’assistenza agli anziani deve essere garantita quanto più vicina possibile alle zone di residenza definendo l’offerta in tali ambiti in proporzione alla popolazione di riferimento.

“Dato atto che la situazione è molto critica non ci si può limitare a segnalare e chiedere che vengano dati più fondi al Polesine – continua Rosito – credo invece che tutti gli amministratori dovrebbero farsi carico delle necessità della popolazione, documentarsi sui vincoli esistenti e insieme capire quali sono le possibilità di salvaguardia del territorio. Certamente dovrebbe esserci una regia che consenta a tutti di ragionare non come cinquant’anni fa quando avere un ospedale sotto il campanile veniva considerato un obiettivo da raggiungere, ma con una visione ampia al passo con l’evoluzione della medicina”.

30 agosto 2017
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