PISTA DA CROSS LENDINARA (ROVIGO) Il sindaco incontra la Consulta di Saguedo - Barbuglio - Campomarzo per trovare un accordo alla vigilia dell'incontro decisivo, ma Lasciateci respirare non tratta

Oggi l'incontro, ma il comitato dice no. "E' un abuso"

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Era stato un esito annunciato da una precedente comunicazione del Comitato Lasciateci respirare (LEGGI ARTICOLO), ma ora arriva l'ufficialità: l'organismo e il suo referente Moreno Ferrari non prenderanno parte all'incontro concordato dal Comune, per cercare una soluzione condivisa sul tema della pista da cross di Pradespin, costruita secondo le contestazioni abusivamente e oggetto da una ordinanza di demolizione nell'estate del 2016 (LEGGI ARTICOLO), per la quale è stata proposta ora una variante urbanistica che sarà discussa al prossimo consiglio comunale, volta alla riapertura (LEGGI ARTICOLO)



Lendinara (Ro) - "C'è stato un abuso edilizio e autorizzativo con conseguente delibera comunale di ripristino dei luoghi e sospensione dell'attività". E' sufficiente questo, secondo il Comitato Lasciateci Respirare, a rendere vano ogni tentativo di accordo volto a una sanatoria che consenta di riaprire la pista da cross di Pradespin. Questa la motivazione per la quale il Comitato non raccoglierà l'invito del sindaco Luigi Viaro a partecipare all'incontro di questa sera alla consulta di Saguedo - Barbuglio e Campomarzo, per cercare una conciliazione.

 

Al prossimo consiglio comunale, infatti, si dovrà parlare della richiesta di variante urbanistica presentata dai titolati della pista - costruita secondo questa ricostruzione abusivamente e oggetto di una ordinanza di demolizione - finalizzata alla riapertura. Una richiesta sulla quale il sindaco si era detto in difficoltà, dal momento che la cittadinanza è divisa, ha spiegato, tra favorevoli e contrari. Era per questo che aveva invitato, con una lettera, le parti a cercare una soluzione condivisa.

"In vista della citata discussione consiliare - aveva scritto - coerentemente con il modo conciliante con cui animo il mio impegno, con la presente vi invito a ragionare tra di voi, in via preventiva, per individuare la soluzione condivisa con tutti i cittadini e in grado di soddisfare gli opposti interessi, anche prevedendo condizioni, limitazioni, prescrizioni".

Un invito che Moreno Ferrari aveva già nei giorni scorsi rimandato al mittente, assicurando che si batterà in ogni modo contro la riapertura. ""Ci creda - ha per l'appunto scritto - signor sindaco, noi non lesineremo alcuno sforzo per ostacolare quest'opera, che ai nostri occhi non ha alcuna valenza sociale mentre, al contrario, riveste sicuramente un carattere di pericolosità ambientale e di incidenza sulla salute pubblica".

Nella mattinata di mercoledì 30 agosto è arrivata anche la nota di Ferrari con la quale si annuncia che il comitato non sarà presente all'incontro con la Consulta. "C'è stato un abuso edilizio e autorizzativo - prosegue la nota - con conseguente delibera comunale di ripristino dei luoghi e sospensione dell'attività. In base alle diffide da noi già inviate in data 6 settembre 2016 e 2 marzo 2017, riteniamo che non ci siano termini da concordare o condividere, ma appunto abusi da sanzionare e ordinanze da rispettare".

"Se l'amministrazione comunale vuole provvedere alla modifica degli strumenti urbanistici in vigore al fine di 'sanare' o concedere la riapertura dell'attività abusiva, lo faccia rispettando la legge assumendosene la responsabilità amministrativa e politica. Con l'occasione chiediamo al sindaco, al consiglio comunale e agli assessori interessati se il metodo di convocare incontri pubblici tra le parti in caso di abusivismi edilizi o di altre natura sarà un modus operandi che verrà utilizzato anche in futuro o se è al contrario un metodo una tantum per questo specifico caso".

30 agosto 2017
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