LAVORI PUBBLICI ROVIGO Il Comune torna alla carica di un contributo, già perso in passato, destinato alla sistemazione delle spoglie dei militari caduti. Si tratta di 500mila euro, ma il 30% dovrebbe metterlo Palazzo Nodari

Restauro dell'ossario militare, finanziamento all'orizzonte

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Lo stato di degrado nel quale versa lo storico ossario militare all’Ossario Militare, che raccoglie le spoglie di centinaia di Caduti della prima guerra mondiale, ospitato all’interno del cimitero di San Bortolo era stato di recente denunciato dalla Federazione provinciale per il Polesine dell'Istituto Nastro Azzurro (LEGGI ARTICOLO). All’epoca della giunta Piva il Comune aveva partecipato ad una manifestazione d’interesse della Regione Veneto perdendo poi però i contributi perché mai utilizzati (LEGGI ARTICOLO). E ora l’assessore Antonio Saccardin torna alla carica in Regione: “I soldi ci sono ed ho già ottenuto la disponibilità della Fondazione ad aiutarci con il 30% che spetterebbe sborsare al Comune”


Rovigo – Un progetto da 500mila euro per sistemare l’ossario militare che ospita i resti dei caduti nella Prima guerra mondiale. Ora sembra possibile. Ad annunciarlo, l’assessore Antonio Saccardin che nei giorni scorsi è tornato in Regione Veneto per chiedere una disponibilità di finanziamento. La storia è lunga. Il Comune di Rovigo aveva partecipato ad una manifestazione d’interesse per un contributo, compartecipato tra Regione e Comune, in occasione del centenario della Grande Guerra. Era il 2014, il Comune ottenne il finanziamento che nello specifico era di 350mila euro mentre i restanti 150mila avrebbe dovuto sborsarli Palazzo Nodari. Ma cadde la giunta Piva e il commissario evidentemente non trovò i soldi mancanti, ovvero la parte spettante al Comune, e il finanziamento andò perduto.
 
Ora l’assessore ai lavori pubblici Antonio Saccardin è tornato a Venezia, dove due anni fa gli avevano comunicato che quei soldi erano andati perduti ma oggi sono "magicamente" ricomparsi. Più che magicamente, qualche Comune, come il nostro, alla fine non era riuscito a portare a termine il progetto per il bando della Regione, rinunciando quindi ai soldi che ora si trovano nelle casse regionali. “Prima di andare in Regione ho parlato con la Fondazione Cariparo – spiega Saccardin – che si è resa disponibile a dare una mano al Comune, economicamente, nella parte a lui dovuta del progetto. Sono andato quindi a presentare il progetto in Regione ed entro la prima decade di ottobre dovremmo presentare un progetto preliminare. Il progetto prevede la restaurazione dell’ossario ma non della chiesa”. Insomma, entro il 10 ottobre il Comune presenterà uno studio di fattibilità alla Regione ed entro la fine dell’anno il progetto definitivo. Serviranno però dei soldi che il Comune dovrà assolutamente trovare perché il 30% spettante a Palazzo Nodari, ovvero 150mila euro, non può metterli in toto la Fondazione. Parliamo comunque del 2018, sempre sperando che entro l’anno prossimo “i conti si sblocchino” perché se il blocco causato dalla Baldetti persiste, addio anche al restauro dell’ossario.
4 settembre 2017
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