RUGBY ECCELLENZA Si era dimesso dopo Ferragosto, la FemiCz Rovigo ha ancora il suo presidente come richiesto da tifosi ed istituzioni, ma i prossimi 30 giorni saranno decisivi 

Dimissioni congelate per un mese 

Francesco Zambelli il 18 agosto si era dimesso dalla guida dei Bersaglieri, il Cda di viale Alfieri le ha congelate per un mese.
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Un mese. Tanto bisognerà attendere per sapere se il presidente Francesco Zambelli rimarrà alla guida della FemiCz Rovigo (LEGGI ARTICOLO). Le sensazioni erano quelle di un rientro dello stato di crisi, ma evidentemente i problemi da risolvere sono ancora sul tavolo. Questione dialogo con la Monti Junior Rovigo e Comune i nodi da sciogliere, 30 giorni di tempo poi potrebbe accadere l’incredibile.

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Rovigo - Molto di più di una provocazione quella lanciata dal numero uno di viale Alfieri. Tre problemi da risolvere, due alla portata, il terzo se ne parlerà tra tre anni e mezzo alle prossime elezioni federali. Monti Junior Rovigo definita “spina nel fianco”, Comune di Rovigo incapace di rispondere in maniera esauriente alle domande della società rossoblù, e Federazione che ormai è diventata un feudo inespugnabile.

Prima di risolvere i problemi del rugby italiano meglio mettere mano ai propri, è quello che sta cercando fare il presidente Francesco Zambelli, e non sono bastate le dimostrazioni d’affetto dei tifosi (LEGGI ARTICOLO) e l’invito da parte di istituzioni ed atleti di rimanere al comando. Questione Monti Junior tutt’altro che risolta, la società che gestisce il settore giovanile fino all’Under 16 ha fissato un Cda per l’11 settembre (LEGGI ARTICOLO). Sul tavolo le richieste della società che gestisce la prima squadra che milita nel massimo campionato italiano, oltre ad Under 18 e formazione Cadetta. L’invito del presidente Zambelli, a fronte di un considerevole contributo economico, era quello di indicare anche le strategie future del piano terra di viale Alfieri. Sembra che il messaggio non sia stato recepito, Monti Junior che nel frattempo ha ‘reintegrato’ Roberto Pedrazzi (coordinatore Under 16), Matteo Ballo (direttore sportivo) e Simone Farina (preparazione fisica) (LEGGI ARTICOLO) che proprio a cavallo di Ferragosto avevano rinunciato a proseguire i rispettivi incarichi (LEGGI ARTICOLO). Tutti per motivi di lavoro, per Roberto Pedrazzi di sicuro (LEGGI ARTICOLO) e non per un disegno divino. 

Questione Comune ancora in ballo, 68 mila euro che la FemiCz Rovigo ha speso per la messa norma temporanea del Battaglini, e che nessuno ha mai reso. Il patron Francesco Zambelli proprio mercoledì è stato avvistato a metà pomeriggio a Palazzo Nodari. Una convenzione firmata con un prendere o lasciare che a viale Alfieri non è mai andata a genio, ma con le amichevoli in programma e uno scudetto da conquistare, non si poteva perdere tempo ulteriore. Due anni sono passati, ora la società pretende un trattamento diverso. A Calvisano per intenderci sono stati più bravi (LEGGI ARTICOLO).

Questione Fir che rimane sotto gli occhi di tutti, bilancio in passivo di diverse centinaia di migliaia di euro, Accademia Under 20 di Parma dirottata dalle parti di Calvisano (ufficialmente per problemi di disponibilità del convitto), campionato di Eccellenza trasmesso sulla piattaforma web e con uno striminzito servizio di qualche minuto sulle reti Mediaset, è chiaro che se qualcuno vuole investire nel massimo campionato italiano lo può fare solo a Rovigo. La città in mischia offre una degna visibilità agli sponsor essendo l’unica realtà con un seguito all’altezza, una copertura mediatica senza pari in Italia (basta guardarsi la rassegna stampa) e un cuore pulsante che non è morto neppure nei momenti più bui.

Cda della Rugby Rovigo Delta che non ha prodotto una vera e propria fumata bianca, mercoledì 6 settembre di fatto non è cambiato molto. Dimissioni del patron Francesco Zambelli congelate per un mese (salvo clamorosi sviluppi nella notte), tradotto non ci sono ancora le condizioni per un rientro definitivo, anche se ovviamente il Cda lo auspica. Un segnale di tensione ulteriore, e non è con la Federazione, ma pochi metri più sotto.

Giorgio Achilli

 

 

 

6 settembre 2017
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