SANITA' ADRIA (ROVIGO) Preoccupato Gino Sandro Spinello: "L'Ulss lo ha detto chiaramente: con il taglio delle risorse tre ospedale sono troppi. Dobbiamo mobilitarci"

"Il nostro ospedale è a rischio": si attiva il Pd

Deltablues 2018

Ancora preoccupazioni per il futuro dell'ospedale di Adria e dei servizi sanitari in Bassopolesine



Adria (Ro) - “Spiace dover comunicare che come  consiglieri  comunali del Partito Democratico non potremo  partecipare all’incontro con il Comitato, in quanto in concomitanza è organizzato dal nostro stesso Partito un importante convegno sulla viabilità. Vi preghiamo di non leggere la decisione di dare vita ad un ‘Coordinamento Sanità’ del Pd come scelta di contrapposizione verso chicchessia, anzi è una scelta che  intende  rafforzare ed allargare il fronte di chi si è battuto e si batte a favore del mantenimento dei servizi socio-sanitari nel territorio”. E’ la nota con la quale Gino Sandro Spinello, capogruppo del Pd in consiglio comunale ad Adria, scrive a Enrico Naccari Presidente del Comitato in Difesa dell’Ospedale di Adria e  dei Servizi sociosanitari. Una comunicazione con la quale si vogliono, evidentemente, porre le basi per una battaglia Comune.

 

E’ anche l’occasione, per il Pd, per fare il punto sulla situazione dell’ospedale e della sanità in Bassopolesine, allargando poi il discorso a tutta la Provincia. “Sono illuminanti - spiega il Pd - e  non smentite da alcuno, le  dichiarazioni di Davide Benazzo, segretario provinciale  della Cgil Sanità: quest’anno l’Ulss  polesana   ha avuto dalla Regione 22,5 milioni di euro in meno rispetto all’anno precedente mentre il budget per le strutture private è rimasto invariato. Lo stesso direttore generale, dottor Antonio Campostella,  già nei mesi scorsi, aveva avvertito che stanti gli attuali finanziamenti regionali  non sarà possibile la contemporanea  presenza dei tre ospedali pubblici di Adria, Rovigo e Trecenta. In questa situazione è evidente che la Regione deve trovare altri  e  diversi meccanismi  per sostenere  le strutture sanitarie private, specialmente oggi che la Casa di Cura di Porto Viro non è più individuata  come  presidio ospedaliero”. 

 

“Ad  Adria, stiamo assistendo ad un drammatico e continuo depauperamento della nostra struttura ospedaliera ed anche dei servizi del  territorio: perdita nei fatti dei primariati del centro di igiene mentale, di ostericia-ginecologia, di radiologia e di pediatria; chiusura della farmacia interna, non copertura degli specialisti resisi vacanti negli ambulatori con eliminazione e drastica riduzione dei servizi di pneumologia, dermatologia, oculistica e neurologia; reperibilità non garantita negli orari notturni e festivi di specialità esistenti; disdette di visite già programmate ad Adria con dirottamento in strutture anche molto lontane (Trecenta); mancata messa a norma della sala operatoria di ortopedia,  riduzione dell’assistenza domiciliare invece di un suo potenziamento (da 6 a 12 ore) come promesso,  nessuna indicazione sul future del servizio di cucina, eliminazione di qualsiasi servizio di front-office. Questi sono solo pochi esempi di un lungo elenco di tagli e soppressioni”.

 

“Temiamo che sopprimendo  o  rendendo sempre meno ‘appetibili'  i servizi attualmente  erogati si pongano  le basi anche 'numeriche'  e 'statistiche'   per giustificare nel futuro prossimo   un declassamento dell'ospedale fino a  renderne  incerta persino la  sopravvivenza. Le  'schede ospedaliere'  saranno  operative tra un anno e il nostro ospedale dovrà avere le carte in regola  per essere il vero presidio sanitario del nostro distretto, vale a dire di tutto il territorio dell’ex-Ulss  n.19 ;  a tutt’oggi ci sembra non sia proprio così".

 

"Per questo noi Democratici adriesi rinnoviamo l’appello a tutti, a tutte le energie disponibili  ad  attivarsi urgentemente  ad ogni livello ed in  ogni  circostanza   per bloccare  questo processo di declino. Un invito particolare e pressante alle forze e ai movimenti presenti in consiglio comunale, in particolare a chi ha  rappresentanze istituzionali a livello superiore. Intendiamo, come Partito Democratico di Adria, attivarci con nostre iniziative  autonome  che coinvolgano in primo luogo le nostre rappresentanze in Consiglio Regionale Veneto".

 

"Abbiamo deciso, poi,  sul piano operativo, di  dare vita ad un 'Coordinamento Pd – Sanità'  aperto  al contributo di cittadini non aderenti al nostro partito, ma disponibili a dare il proprio impegno e la propria competenza. La portavoce di questo coordinamento è stata individuata in Giovanna Bedeschi, persona capace e profonda conoscitrice della tematiche socio sanitarie dell’ospedale e del  nostro territorio".

9 settembre 2017
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