CASO COIMPO ADRIA (ROVIGO) Il sindaco invita - per errore - anche l'amministratore unico Coimpo Mauro Luise, ma la sua mail pare dell'azienda, Demetrafert, che voleva subentrare. E arriva l'attacco

Un indirizzo mail scatena la bagarre e i sospetti

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Si complica sempre più la vicenda Coimpo, la ditta di Ca’ Emo nella quale le lavorazioni sono ferme, a seguito di una seconda inchiesta, relativa allo smaltimento di fanghi su terreni agricoli in Toscana (LEGGI ARTICOLO), che è andata ad aggiungersi a quella per le quattro morti del 22 settembre del 2014 , per cui ci si trova già a processo (LEGGI ARTICOLO). Attualmente il tema è quello della necessità di bonificare, nel senso di smaltire i rifiuti speciali fermi ormai da tempo (LEGGI ARTICOLO). Proprio a questo scopo, è stato convocato un tavolo tecnico per il prossImo 15 settembre (LEGGI ARTICOLO). Ma la stessa convocazione firmata dal sindaco Massimo Barbujani, oggetto poi di un errata corrige, diventa un caso

Adria (Ro) - Se l'errore fosse stato solo invitare una persona che non doveva essere oggetto di invito, come spiegato dal sindaco, sarebbe (forse) passata. Ma l'indirizzo mail attributo, nella convocazione al tavolo tecnico per la bonifica di Coimpo, dal sindaco a Mario Luise, individuato come amministratore unico di Coimpo, in città ha scatenato perplessità e una miriade di interrogativi, con Impegno per il Bene Comune che parte all'attacco a testa bassa.

La questione è complessa e merita di essere riepilogata. Sull'impianto di Coimpo, a Ca' Emo, località America, al momento sono aperti due procedimenti penali. Il primo, per la morte di quattro persone avvenuta il 22 settembre del 2014, causa una nube tossica che si sarebbe sviluppata nel corso dello sversamento di acido su fanghi da depurazione, per il loro trattamento. Coimpo si occupa esattamente di questo: accetta i fanghi di risulta dei depuratori, li tratta e li spande poi su terreni agricoli, dove agiscono come fertilizzante. Non a caso, la seconda inchiesta aperta, a Firenze, parla di presunti spandimenti di questo tipo, in terreni agricoli toscani, di fanghi con i valori di inquinamento superiori alla soglia di legge. Procedimento complesso, visto che buona parte del motivo del contendere sta proprio nel capire come debba essere individuata questa soglia di legge e quale sia in concreto la normativa di riferimento.

Le lavorazioni in Coimpo sono di fatto ferme dallo scorso autunno, quando è scoppiata la seconda inchiesta, con annesse misure cautelari. Nonostante questo, la Provincia di Rovigo ha chiesto, il 31 maggio scorso, la bonifica a Coimpo. Non proprio chiesta: ordinata. Con una ordinanza che la ditta ha impugnato al Tar. Prima udienza il 13 settembre prossimo. In quella data si parlerà anche di una seconda impugnazione. Ossia quella dell'atto, sempre della Provincia, col quale non si accetta la richiesta di "girare" le autorizzazioni esistenti in capo a Coimpo a Demetrafert, ossia una ditta che si era offerta di prendere in affitto l'area e riavviare la produzione, dando corso anche alla bonifica. Richiesta non accolta dalla Provincia, per vari motivi, tra i quali la mancanza, ad avviso dei funzionari, di polizze assicurative ritenute valide.

Questo il pregresso. Nei giorni scorsi, il sindaco di Adria Massimo Barbujani aveva inviato le convocazioni relative al tavolo tecnico del 15 settembre, quando si dovrebbe parlare della bonifica. In prima istanza, tra gli invitati, anche Mauro Luise, nome "storico" di Coimpo, individuato, nella notifica, come amministratore unico. Subito, un putiferio, dal momento che molti schieramenti, in città, sono contrari alla presenza di Coimpo al tavolo. Il sindaco ha subito spiegato che era un errore, corretto immediatamente.

Il secondo problema sta, però, nel fatto che, a corredo dei nominativi degli invitati, c'era anche la loro mail. E, in quella attribuita dal Comune a Luise - chi scrive non può sapere se sia stato un errore o sia davvero il suo indirizzo - figura con chiarezza il nome Demetrafert. Tanto è bastato per fare sorgere perplessità e domande: cosa c'entra Luise, secondo questa convocazione amministratore unico di Coimpo, con la ditta che dovrebbe affittare Coimpo? Se lo è chiesto anche Impegno per il Bene Comune, che parte all'attacco, assieme a SiamoAdria.

"Nella mattinata di sabato 9 settembre - spiega la nota stampa delle due liste - abbiamo fatto accesso agli atti per capire come e chi siano stati invitati al tavolo tecnico del prossimo 15 settembre. Siamo rimasti stupiti nel constatare che in due comunicazioni prot.27646 (primo invito al tavolo su situazione coimpo) e prot.27666 (errata corrige a coimpo) sia indicato l’Amministratore unico di Coimpo con l’indirizzo mail demetrafert@legalmail.it. E’ un altro errore, l’ennesimo di questa convocazione, ripetuto a distanza di un'ora in due diverse comunicazioni? Perché nella prima convocazione era stato inserito come interlocutore l'amministratore di Coimpo? E' stato un errore di valutazione del sindaco successivamente corretto? Dato l’oggetto della comunicazione vogliamo credere che al tavolo saranno presenti i capigruppo del consiglio comunale, l’assessore all’ambiente e i tecnici del Comune".
10 settembre 2017
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