CASO COIMPO ADRIA (ROVIGO) Colpo di scena nella vicenda: l’amministratore unico della società che vorrebbe affittare l’impianto di Ca’ Emo è disposto a riavviare il processo autorizzatorio in Provincia, con nuove polizze fidejussorie

DemetraFert: "Siamo pronti a bonificare e riaprire"

Fondazione Cariparo Nuove Generazioni

Un colpo di scena che arriva a pochi giorni dal tavolo tecnico convocato per venerdì 15 settembre  (LEGGI ARTICOLO) e relativo alla ricerca di una soluzione per la vicenda Coimpo, la ditta di Ca’ Emo nella quale le lavorazioni sono ferme, a seguito di una seconda inchiesta, relativa allo smaltimento di fanghi su terreni agricoli in Toscana (LEGGI ARTICOLO), che è andata ad aggiungersi a quella per le quattro morti del 22 settembre del 2014 , per cui ci si trova già a processo (LEGGI ARTICOLO). Attualmente il tema è quello della necessità di bonificare, nel senso di smaltire i rifiuti speciali fermi ormai da tempo (LEGGI ARTICOLO)


Adria (Ro) - "Non abbiamo a che fare con la 'vecchia' Coimpo e siamo disposti a ricominciare un percorso autorizzatorio, presentando tutti i requisiti richiesti, per riaprire l'impianto di Ca' Emo, bonificandolo anche dai rifiuti speciali al momento presenti". E' quanto dichiarato, tramite posta certificata, a Rovigooggi.it da Gianfranco Licursi, ossia l’amministratore unico di Demetra Fert, la società che, a primavera, si era offerta di rilevare le autorizzazioni, tramite voltura, di Coimpo.

Si torna a parlare del futuro dell'impianto di Coimpo, a Ca' Emo, località America, sul quale al momento sono aperti due procedimenti penali. Il primo, per la morte di quattro persone avvenuta il 22 settembre del 2014, causa una nube tossica che si sarebbe sviluppata nel corso dello sversamento di acido su fanghi da depurazione, per il loro trattamento. Coimpo si occupa esattamente di questo: accetta i fanghi di risulta dei depuratori, li tratta e li spande poi su terreni agricoli, dove agiscono come fertilizzante. Non a caso, la seconda inchiesta aperta, a Firenze, parla di presunti spandimenti di questo tipo, in terreni agricoli toscani, di fanghi con i valori di inquinamento superiori alla soglia di legge. Procedimento complesso, visto che buona parte del motivo del contendere sta proprio nel capire come debba essere individuata questa soglia di legge e quale sia in concreto la normativa di riferimento.

Le lavorazioni in Coimpo sono di fatto ferme dallo scorso autunno, quando è scoppiata la seconda inchiesta, con annesse misure cautelari. Nonostante questo, la Provincia di Rovigo ha chiesto, il 31 maggio scorso, la bonifica a Coimpo. Non proprio chiesta: ordinata. Con una ordinanza che la ditta ha impugnato al Tar. Prima udienza il 13 settembre prossimo. In quella data si parlerà anche di una seconda impugnazione. Ossia quella dell'atto, sempre della Provincia, col quale non si accetta la richiesta di "girare" le autorizzazioni esistenti in capo a Coimpo a Demetra Fert, ossia una ditta che si era offerta di prendere in affitto l'area e riavviare la produzione, dando corso anche alla bonifica. Richiesta non accolta dalla Provincia, per vari motivi, tra i quali la mancanza, ad avviso dei funzionari, di polizze assicurative ritenute valide.

Nei giorni scorsi aveva tenuto banco la convocazione del tavolo tecnico, da parte del Comune di Adria, per cercare una soluzione alla questione della bonifica. Per errore era stato convocato anche Mauro Luise, individuato come amministratore unico di Coimpo. In quella sede era emerso come la mail che gli attribuiva, per la comunicazione, il Comune, fosse un indirizzo col nome Demetra Fert. Da qui il sospetto di collegamenti tra "vecchia" Coimpo e "nuova" società (LEGGI ARTICOLO).

Ora, per fare chiarezza, interviene il legale rappresentante proprio di Demetra Fert. "Coimpo - spiega - aveva  stipulato, a marzo del corrente anno, un contratto di affitto del ramo d’azienda a Demetra Fert Srl, una newco all’uopo costituita da imprenditori lombardi e veneti, che sarebbe stata successivamente capitalizzata, una volta ottenuti i titoli (voltura delle autorizzazioni esistenti e conseguimento della nuova Aia), richiesti per operare. Demetra Fert Srl è una società formata da 3 soci finanziatori (che garantiscono la copertura degli investimenti richiesti per la riattivazione degli impianti, ivi compresi anche i costi di allontanamento dei rifiuti presenti, nonché per gli adeguamenti funzionali richiesti dalla Provincia di Rovigo, finalizzati sia ad una razionalizzazione della gestione operativa, che all’implementazione dei presidi ambientali) e da n soci operativi, esperti nel settore dell’ingegneria ambientale e, più in generale, nel management sia tecnico che finanziario".

"Nessuno dei soci ha alcun legame di qualsivoglia natura con la proprietà di Coimpo e tanto meno con il suo management. Il Comune di Adria, ha però espresso parere sfavorevole alla richiesta di voltura delle autorizzazioni, adducendo una serie di motivazioni, alle quali, Demetra Fert immediatamente controvertiva, con nota depositata sia in Comune, che in Provincia, dimostrando che la stessa aveva tutti i requisiti tecnici ed economici, richiesti dalle normative vigenti, per il conseguimento della voltura stessa, ivi compresa la polizza fidejussoria, richiesta per legge, a garanzia del corretto svolgimento delle attività connesse all’esercizio dell’impianto".

"Demetra Fert, inoltre, a corredo della documentazione tecnica, presentata in sede di richiesta di voltura, sottoponeva alla provincia di Rovigo, per ottemperare alle ordinanze emesse dalla provincia stessa, la proposta di piano di allontanamento dei rifiuti, da esaminarsi nell’ambito dell’iter finalizzato al rilascio dell’Autorizzazione Integrata Ambientale, che costituisce il titolo ad operare nell’impianto. Oltre a questo, Demetra Fert si era impegnata ad effettuare una serie di attività di adeguamento funzionale dell’impianto esistente, consistenti nella rinuncia a trattare i rifiuti liquidi, alla realizzazione di sistemi di abbattimento delle emissioni degli odori più efficienti, rispetto alle esistenti ed alla totale riconversione dell’impianto, da stoccaggio di fanghi da destinarsi allo spandimento in agricoltura, ad impianto di produzione di fertilizzanti, con evidenti vantaggi sia in termini di  minimizzazione degli odori, che di riduzione del traffico veicolare e del rumore".

"Successivamente, nel giugno del corrente anno, l’Ivass (l’Istituto per la Sorveglianza sulle Assicurazioni), con nota del 1 giugno 2017, comunicava che la compagnia di assicurazioni che si 

era resa disponibile a stipulare le polizze fidejussorie, non disponeva più dei necessari requisiti per operare, situazione alla quale Demetra Fert ha prontamente ovviato, ottenendo da parte di una nuova compagnia, di comprovata solidità, la delibera di approvazione delle nuove polizze fidejussorie. Il diniego da parte della Provincia alla voltura delle autorizzazioni a Demetra Fert, non è stato quindi dovuto ad una sua mancanza dei requisiti tecnici, economici e soggettivi, previsti per legge, ma a seguito della sopravvenuta non validità delle polizze fidejussorie in capo a Coimpo, per effetto del fallimento della società di assicurazione, con la quale Coimpo stessa le aveva stipulate, situazione che aveva indotto la Provincia a ritenere le autorizzazioni esistenti inefficaci. Questo evento ha anche reso inefficace il contratto esistente tra Coimpo e Demetra Fert".  

"In questo scenario, Demetra Fert ha tuttavia manifestato più volte a Coimpo, la propria disponibilità a continuare il percorso intrapreso, stipulando un nuovo contratto, che conferisse alla stessa la titolarità a sottoporre agli enti competenti il progetto per l’esecuzione delle operazioni di allontanamento dei rifiuti e di riammodernamento dell’impianto, nell’ambito di un nuovo iter finalizzato al conseguimento dell’Autorizzazione Integrata Ambientale, accollandosi ed anticipando pertanto i relativi costi".

 

11 settembre 2017
Bancadria 468x60




Correlati:

Bagno e Calore - Caminetti e Stufe