CONSIGLIO COMUNALE ADRIA (ROVIGO) Duro scontro in aula, ma i voti della maggioranza sono decisivi. La minoranza lamenta i troppi silenzi sulla vicenda

Caso Borghi: si deve pagare ancora. 33mila euro

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Il consiglio comunale della serata di lunedì 11 settembre, finito ben oltre la mezzanotte, ha visto un duro confronto tra maggioranza e opposizione in primo luogo sulla vicenda dei Borghi autentici, un progetto che avrebbe dovuto favorire il turismo in città e che invece, a oggi, ha prodotto più guai che altro

Adria (Ro) - Pagare, si deve pagare, essendoci un decreto ingiuntivo. Ma l'opposizione chiedeva perlomeno che si prevedesse una fidejussione per cui, nel caso il prosieguo del contenzioso desse ragione al Comune di Adria, si fosse certi del ritorno di quei 33mila euro nelle casse comunali. Una proposta che non è passata, nel consiglio comunale della serata di lunedì 11 settembre, nel quale grande protagonista è stata, ancora una volta, la vicenda dei Borghi Autentici. 

Ossia l'iniziativa che avrebbe dovuto servire da volano per il turismo ad Adria, ma che in realtà non solo non ha raggiunto lo scopo, perlomeno non quanto si era auspicato, ma ha portato con sé una serie di questioni e contenziosi imponente. In particolare, il terzo punto all'ordine del giorno vedrà i consiglieri impegnati sulla necessità di riconoscere un debito fuori bilancio alla luce di un decreto ingiuntivo.

Si tratta di una somma di circa 30mila euro (LEGGI ARTICOLO), che il Comune non avrebbe ancora pagato. Poi, sempre su questo tema, l'ordine del giorno prevedeva un approfondimento della istruttoria che la Corte dei conti sta portando avanti sempre sulla vicenda Borghi Autentici, argomento inserito all'ordine del giorno su richiesta di un quinto dei consiglieri comunali. E' a questo punto che il sindaco Massimo Barbujani e l'assessore Patrizia Osti hanno letto una lettera, ognuno la sua, nella quale spiegavano come, essendo pendenti accertamenti della Corte dei conti, non fosse il momento di entrare nel merito della questione. Una giustificazione che non ha convinto tutti, dal momento che più di un consigliere di opposizione ha ritenuto che l'evidente interesse pubblico della vicenda consentisse un dibattito maggiormente approfondito.

Il sindaco ha comunque ribadito che da tempo ha ammesso come le scelte fatte per i Borghi non siano state esenti da errori. "Sulla questione Borghi autentici sicuramente abbiamo commesso degli errori - aveva spiegato alla vigilia del consiglio - Non lo neghiamo. Ma a chi rinfaccia di continuo il costo di quella operazione, circa 230mila euro, ricordo che quando ci siamo insediati il Comune aveva 23 milioni di debiti, oggi siamo a circa 16. Magari avremo sbagliato per 230mila euro, ma restano comunque 6.800.00 euro recuperati". In consiglio ha ribadito che, nonostante questo errore e la relativa ammissione, comunque il 60% degli adriesi, alle scorse elezioni amminstrative, gli ha confermato la fiducia.

Rinviato l'ultimo punto all'ordine del giorno, relativo a un'altra delle questioni in questo periodo incandescenti ad Adria, ossia la scelta della nuova sede del Csa, la locale Casa di riposo, e dell'area dove andare a costruirla. 

 Questione che aveva sollevato non poche polemiche al momento del passaggio in aula consiliare lo scorso 13 luglio (LEGGI ARTICOLO). Qui, era emerso un accordo sottoscritto il 28 giugno dal sindaco, dalla presidente della Casa di riposo Sandra Passadore e dal commissario Ater Guglielmo Ferrarese.

In sostanza, si individuava come indirizzo per la realizzazione della nuova sede un terreno in zona Case Rosse, di proprietà Ater. Ater avrebbe ricevuto in cambio l'attuale sede del Csa. Una soluzione contro la quale si erano scagliati anche cinque consiglieri di maggioranza, firmando un documento piuttosto duro (LEGGI ARTICOLO). Il sindaco era poi intervenuto spiegando come non ci fosse nulla di già deciso e di come la soluzione si potesse trovare con un percorso condiviso (LEGGI ARTICOLO). In consiglio comunale sarebbero dovuti arrivare ulteriori chiarimenti, se non fosse che l'orario, circa mezzanotte e mezza, ha indotto a posticipare la trattazione della questione alla prossima riunione.

In apertura di consiglio erano invece scivolati via in tranquillità i primi tre punti: la surroga del consigliere comunale dei cinque Stelle dimissionario Cristina Caniato, che sarà sostituita da Elena Suman (LEGGI ARTICOLO), e due punti - sostanzialmente tecnici - si arriva al vero e proprio "cuore" dell'assemblea cittadina.

12 settembre 2017
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