IL CASO FATTORIA ROVIGO Mattia Moretto (Pd) dimostra solidarietà ai consiglieri della Lega Nord e accusa il sindaco Massimo Bergamin della scelta di non firmare la richiesta di commissione d’inchiesta

"Importante fugare ogni dubbio. Sì alla commissione"

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Dopo la decisione dei consiglieri della Lega Nord di sottoscrivere la richiesta di istituzione di una commissione d’inchiesta sul centro commerciale La Fattoria, proposta di Alberto Borella e gli interventi a proposito di parte della maggioranza (LEGGI ARTICOLO), il consigliere del Pd sottolinea il suo appoggio al gruppo della Lega e punta il dito contro le affermazioni di Giacomo Sguotti e Renato Borgato, oltre che contro la scelta del sindaco Massimo Bergamin di dissociarsi dal suo stesso gruppo

 
Rovigo – “Mamma che tristezza. È veramente deprimente pensare alla ‘minaccia’ di andare a casa fatta da Giacomo Sguotti nei confronti dei consiglieri della Lega Nord che secondo lui devono ritirare la loro firma alla commissione d’inchiesta sul caso del centro commerciale. Sguotti parla poco e c’è da dire per fortuna. Lo conosciamo solo ed esclusivamente per le innumerevoli richieste d’inversione dei punti all’ordine del giorno, per le richieste di chiusura anticipata dei vari consigli comunali e per la sua immotivata (non esattamente) strenua difesa nei confronti del sindaco Massimo Bergamin”. 

Il consigliere del Pd, Mattia Moretto, nel dimostrare solidarietà al gruppo consigliare della Lega Nord, punta il dito non solo contro Giacomo Sguotti, ma anche contro Renato Borgato e il sindaco Massimo Bergamin. 
“Ancora più tristi le parole di Renato Borgato – continua Moretto – Mi meraviglio che proprio lui che si è sempre immolato a parole come primo baluardo a tutela della democrazia e del ruolo e dell’importanza degli organi democratici quali il consiglio comunale e i consiglieri comunali, rifiuti di avere chiarezza, o meglio rifiuti che esponenti della sua stessa maggioranza, ma ancor di più del suo stesso gruppo, abbiano risposte a determinate domande che si pongono, e possa pensare che una eventuale Commissione d’inchiesta serva ai consiglieri ad arricchirsi. A questo punto, Renato, aboliamo i consigli comunali”.

“Fa ridere, invece, la giustificazione di Massimo Bergamin, secondo la quale non avrebbe firmato in quanto super partes e rispettoso dell’operato degli uffici. Credo che il sindaco si ricordi di essere tale solo quando ne ha voglia o quando gli fa comodo. Molte volte in cui magari avrebbe fatto cosa migliore ad evitare determinate uscite ed esposizioni, proprio in quanto sindaco, non si è posto limiti”.

“Condividendo l’idea di devolvere il gettone alla costituzione di un fondo che aiuti le persone rodigine maggiormente in difficoltà, personalmente sono assolutamente disponibile a firmare un’eventuale proposta di Commissione d'inchiesta in quanto credo che aderire non significhi avere pregiudizi, buttare via denaro pubblico o provare mancanza di fiducia nei confronti degli uffici, dove, e voglio sottolinearlo, lavorano con profitto molte persone. Credo, semmai sia importante per dare risposte per il bene di tutta la cittadinanza e fugare ogni dubbio, ammesso che ci sia. Qui realmente si è toccato il fondo. Un bel tacer non fu mai scritto”.
12 settembre 2017
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