AMPLIAMENTO COMMERCIALE LA FATTORIA ROVIGO Presentata formalmente la richiesta di commissione d'inchiesta con l'appoggio di tutta la minoranza e 12 firme dalla maggioranza

Borella convince i due terzi del Consiglio

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Chi auspicava il ritiro delle firme dei consiglieri della Lega Nord alla richiesta di una commissione d'inchiesta sui temi commerciali ed autorizzativi del Centro commerciale La Fattoria sarà rimasto deluso. Alberto Borella, nella mattinata di mercoledì 13 settembre, ha protocollato formale richiesta di istituzione della commissione d'inchiesta tanto osteggiata dai colleghi consiglieri Sguotti e Borgato che, per primi, avevano gridato "al lupo, al lupo". L'idea della commissione d'inchiesta ha convito praticamente quasi tutto il consiglio comunale, riscuotendo un consenso, probabilmente superiore anche alle aspettative del presentatore

Rovigo - È stata presentata ufficialmente dal consigliere Alberto Borella, eletto tra le fila di Obiettivo Rovigo, oggi Gruppo misto, con l'appoggio dei consiglieri di maggioranza al gran completo della Lega Nord e dei colleghi di Presenza Cristiana, la richiesta di commissione d'inchiesta sulle autorizzazioni commerciali del centro commerciale La Fattoria.
La proposta di Borella, nata a margine dell'ultimo consiglio comunale di fine luglio, aveva trovato subito riscontro e parere favorevole tra i consiglieri di opposizione, che l'avevano sottoscritta, poi, ad inizio settembre, venuta alla luce la richiesta di ampliamento commerciale del centro La Fattoria, presentata come pratica urbanistica al Suap del Comune di Rovigo, ha assunto un connotato diverso, tanto che la Lega Nord ha aderito in blocco lanciando un messaggio al primo cittadino di fine alla sudditanza in consiglio comunale.
Immediate le azioni per far "abbassare la cresta" ai "signori nessuno" ed "ultimi arrivati" da parte di quella che viene definita, proprio dai leghisti, l'espressione della vecchia politica, ovvero Giacomo Sguotti e Renato Borgato, arrivati a far intendere che i consiglieri del Carroccio avrebbero voluto la commissione d'inchiesta per "arrotondare" la paghetta da consigliere con 5mila euro da dividere, sprecati inutilmente.

Populismi a parte, più o meno velate promesse di fine anzitempo dell'esperienza amministrativa per il gruppo che sostiene in tutto e per tutto l'operato di Massimo Bergamin, la proposta di mediazione del sindaco, non firmatario della richiesta di commissione d'inchiesta appoggiata invece dal proprio gruppo consiliare in blocco, sarebbe stata quella di affidare la vicenda La Fattoria proprio ai recalcitranti Sguotti e Borgato membri della terza commissione comunale.

Ovviamente il gruppo di firmatari della richiesta di Borella non ha accettato e la proposta del primo cittadino è naufragata, anche se nella serata di martedì, sono cominciate a circolare voci, rivelatesi poi infondate, su una presunta improvvisa defezione dei firmatari.
Borella, forte della quasi totalità delle firme del consiglio per l'istituzione della commissione d'inchiesta si è presentato quindi in Comune di Rovigo nella mattinata di mercoledì 13 settembre e verso le 11.30 ha avanzato formalmente la sua richiesta, senza le firme di Sguotti, Borgato, Luca Paron, Andrea Denti, Carmelo Sergi; anche il presidente del consiglio Paolo Avezzù appena rientrato a Rovigo ha affermato che mai avrebbe firmato un documento del genere. I consiglieri di Forza Italia Vani Patrese e Simone Dolcetto invece, non hanno potuto firmare in quanto privi di un passaggio formale con il commissario provinciale del partito Bartolomeo Amidei.

La richiesta di Borella quindi, salvo mancanza di tenuta della maggioranza consiliare, è pronta per essere accolta e diventare operativa. Nel mentre Borella annuncia una piccola anticipazione alla stampa dei documenti in suo possesso già dalla mattinata di giovedì 14 settembre.

 
13 settembre 2017
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