LA FATTORIA ROVIGO La commissione d’inchiesta approderà in consiglio comunale il 28 settembre. Alberto Borella, consigliere del gruppo misto: “Nessuna battaglia contro il centro commerciale ma le norme vanno rispettate”

"Se non esistono i documenti negli uffici, qualcosa non quadra"

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Alberto Borella risponde ai colleghi di maggioranza che negli ultimi giorni si sono scagliati contro la sua richiesta di una commissione d’inchiesta per far luce sulle autorizzazioni del centro commerciale La Fattoria. Richiesta ufficialmente presentata con ben 24 firme (LEGGI ARTICOLO), arriverà in consiglio comunale il 28 settembre. Servono 17 voti favorevoli per istituirla. Alberto Borella: “La mia richiesta vuole solo fare chiarezza, non esistono i documenti in Comune, come facciamo a sapere se è tutto in regola? Le norme servono a dare equità”



Rovigo – I documenti non si possono vedere, la planimetria della Fattoria non esiste. E’ quasi incredulo, Alberto Borella, commerciante e consigliere comunale, quando riferisce della risposta che la sua richiesta di accesso agli atti ha ricevuto dagli uffici del Comune di Rovigo. “Ho chiesto i documenti con un accesso agli atti, ancora a maggio. Ho atteso pazientemente ed ora mi viene risposto che non esiste la planimetria, in Comune, del centro commerciale La Fattoria ma solo le piantine dei vari negozi, che non mi sono tra l’altro state consegnate. Mi hanno detto che sono in archivio. Qualcosa non quadra e voglio fare chiarezza. Non è una lotta contro il centro commerciale e neppure una questione personale. Le norme esistono per garantire equità. E per garantire l’equità le norme vanno rispettate ma se non esistono neppure i documenti, prerogativa per ogni autorizzazione, come è possibile controllare che le norme siano state rispettate?”.

“Sono stato eletto – prosegue Borella – con un programma che prevedeva la salvaguardia del centro storico e mi sto comportando semplicemente in modo coerente a quello che sono e al programma che i miei elettori hanno votato. Quando ho chiesto chiarezza sul centro commerciale sul piatto non c’era ancora la questione dell’ampliamento. La richiesta era precedente. E anche qui, come si fa ad autorizzare (ricordando che tra l’altro non spetta agli uffici comunali) un ampliamento di un’area commerciale non sapendo neppure i volumi effettivi dell’area prima dell’ampliamento?”.

E che la questione sia di interesse e sia rilevante, secondo Borella di dubbi proprio non ce ne sono, visto che a richiedere una commissione di inchiesta che valuti tutta la situazione e l’assetto commerciale della Fattoria non è solo lui, non è solo la opposizione, ma è anche una bella fetta di maggioranza. “La mia richiesta – prosegue - non aveva nulla a che fare con gli schieramenti politici e la dimostrazione arriva proprio dal fatto che le 24 firme che ho ottenuto arrivano sia dalla maggioranza che dalla minoranza. Sono le firme di chi è per la trasparenza e la legalità”.

“Spostare l’attenzione da una richiesta di verifica e trasparenza su altri piani significa insinuare un sospetto nei cittadini che ci sia qualcosa da chiarire della vicenda. Ecco perché dobbiamo fare chiarezza. Proprio non capisco chi ha preso posizione contro di me. Se mi sbaglio ed è tutto a posto, la figuraccia la faccio io, mi dimetto e sono tutti contenti. Ma la commissione d’inchiesta va fatta, anche solo per il fatto che in Comune non ci sono i documenti”, documenti sul più grande centro commerciale della Provincia.

La richiesta della istituzione di una commissione d’inchiesta comunale approderà in consiglio alla fine di settembre, il 28 e 29, e per ottenere che venga istituita serviranno 17 firme, come spiega il presidente del consiglio Paolo Avezzù. Le firme raccolte per la presentazione della commissione d’inchiesta sono 24 e comprendono tutta la minoranza oltre alla firma di Alberto Borella, del gruppo Lega Nord e dei due consiglieri di Presenza Cristiana. Non hanno firmato Forza Italia (che doveva ancora confrontarsi con il coordinatore), i colleghi di Borella del gruppo misto Renato Borgato e Andrea Denti, e i consiglieri di Obiettivo Rovigo, che fa capo a Paolo Avezzù, Carmelo Sergi Luca Paron. Il sindaco Massimo Bergamin e il presidente del consiglio comunale Paolo Avezzù avevano dichiarato di non voler firmare per motivi diversi ma non sarebbero comunque stati chiamati in causa – come spiega Borella – visto che, in ogni caso, non possono da regolamento fa parte della commissione d’inchiesta.

14 settembre 2017




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