MEMORIA DI ROVIGO Antonio Cappellini ricorda il compianto cittadino, l’avvocato Lino Rizzieri alla quale è stata dedicata una marginale via

Una vita luminosa per il Polesine, "merita di più di una stradina"

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Perchè Lino Rizzieri non ha meritato un più pregnante riconoscimento nell’urbanistica cittadina a differenza di una piccola via? E’ la domanda che si pone l'avvocato Antonio Cappellini che ritiene come sia stato un esempio di correttezza, magnanimità, bontà, impegno e capacità sia nel campo civile che in quello professionale



Qualche giorno fa, dovendomi recare in macchina a Sant’Apollinare dal centro di Rovigo, poco prima della località San Sisto notavo di sfuggita sulla mia destra l’intitolazione di una via al nome di “L. Rizzieri” e mi chiedevo se potesse trattarsi dell’avvocato Lino Rizzieri.

Restavo nell’immediato senza risposta perché, pur essendo abituale lettore della cronaca cittadina, mai avevo saputo della intestazione di una via all’avvocato Lino Rizzieri,  che  altri non poteva essere il “L. Rizzieri” della tabella stradale, ma rimanevo incredulo che a Rizzieri fosse stata intitolata una piccola e marginale strada, oltre via Tulcea, che ben pochi, penso, sanno di cosa si tratta, quando allo stesso, per quello che era stato ed aveva fatto in vita, sarebbe spettato un ben diverso riconoscimento dalla città di Rovigo.

Mi ripromettevo allora, di meglio verificare, al ritorno, il mio fuggevole contatto visivo del nome Rizzieri. Così ho fatto e fermandomi sulla via, in un turbinio di ricordi per i tanti episodi di vita che mi legavano, con sentimenti di stima, rispetto ed affetto a Rizzieri, mi sono ripetutamente chiesto, senza trovare alcuna possibile risposta e con l’amaro in bocca, perché un personaggio quale Rizzieri, esempio di correttezza, magnanimità, bontà, impegno e capacità sia nel campo civile che in quello professionale, non avesse meritato un più pregnante riconoscimento nell’urbanistica cittadina.

Lino Rizzieri era nato a Rovigo il 28 ottobre 1899 laureandosi in Giurisprudenza a Bologna, a 21 anni, col massimo dei voti, dopo avere frequentato il liceo classico di Rovigo. Richiamato alle armi nel 1933 fece parte dello Stato Maggiore della Divisione Corazzata Ariete comandandone una compagnia con i gradi di Capitano. Dopo l’8 settembre 1943 si schierò contro il fascismo e per questo fu ricercato dalle SS anche nella abitazione di via Verdi. Finita la 2° guerra mondiale divenne presidente del comitato di liberazione e comandò la città di Rovigo fino a quando non fu ricostituito il consiglio comunale. Fu responsabile del Partito d’Azione i cui componenti, a seguito di varie vicissitudini politiche, confluirono in parte nel Partito Socialista Italiano, in parte nel Partito Liberale ed in parte nel Partito Social Democratico Italiano.

Lino Rizzieri, dopo avere aderito al Partito socialista italiano, partecipò attivamente alla vita politica provinciale e comunale e fu capogruppo in consiglio provinciale e nel consiglio comunale di Rovigo, ove fu pure assessore, portando sempre nei suoi incarichi, anche a detta dei suoi avversari politici,  oltre alle grandi capacità e all’impegno, una carica di umanità e rispetto di ogni persona per cui era difficile sentire da  alcuno, di qualunque partito, parlare male dell’avvocato Lino Rizzieri che, proprio per il suo stile di vita ed il suo coerente modo di comportarsi nell’affermare le proprie idee, era rispettato, considerato, benvoluto da tutti oltre ad essere seguito da tantissimi cittadini di Rovigo attratti dai suoi interessanti interventi esposti con intelligenza, fine oratoria e vasta eloquenza sia dal punto di vista politico che giuridico.

Sempre con intelligenza e misura e massimo rispetto  delle persone, non ebbe remore ad esprimere il suo pensiero lottando con fermezza per le idee che riteneva giuste, con uno stile che oggi, dove non si considerano e non si criticano con raziocinio le idee diverse dalle proprie ma si insultano le persone, appare veramente d’altri tempi. Ho personalmente conosciuto l’avvocato Rizzieri all’inizio dell’anno 1963, dopo la mia iscrizione al Registro dei procuratori, ed al mio primo processo penale avanti al Pretore di Rovigo l’avvocato izzueri, essendovene necessità per il funzionamento dell’Ufficio, si prestò a svolgere le funzioni di Pubblico Ministero. Generalmente erano i giovani avvocati a svolgere quel ruolo, certamente formativo per loro, che avevano anche più tempo a disposizione ma, per un avvocato conosciuto, impegnato ed affermato come Lino Rizzieri, poteva ritenersi una perdita di tempo;  ma  questo non per lui, sempre disponibile a fronte di interessi pubblici, sempre pronto ad operare nella professione di avvocato al servizio e nell’interesse  del buon funzionamento della giustizia.

 

Grondavo sudore quel giorno, ero attanagliato dalla emozione; dopo l’istruttoria dibattimentale, esponendosi con tutta la sua umanità per il caso in discussione, con comprensione e benevolenza nei confronti di chi poteva avere sbagliato, vittima più della società che di personali negatività, pur nella sua veste di pubblico accusatore, l’avvocato Rizzieri  indirizzò ancor più la mia difesa su aspetti che, senza il suo intervento, avrei molto più timidamente esposto e sostenuto. L’imputato fu assolto e provai una enorme soddisfazione ancor più quando, avvicinatosi, Rizzieri che mostrava attenzione nei confronti di tutti, soprattutto dei giovani, con gesto paterno mi abbracciò, dicendomi “bravo”.

Sono passati tanti anni da quel gesto che tuttora, dopo oltre 50 anni, ricordo con emozione e gratitudine. Fu vicino a tanti giovani colleghi Lino Rizzieri, con consigli e raccomandazioni, e fu proprio per questo che in molti lo vollero presidente dell’Ordine degli Avvocati ove fu eletto nel 1969 ed ove espletò il suo incarico nel modo migliore, con rigore, ma sempre con tanta umanità e assoluto impegno, per 15 anni fino alla sua morte avvenuta a 84 anni, il 3 giugno 1984. Ma dalla fine degli anni '50 ai primi anni '70  Lino Rizzieri  si impegnò oltre che nella professione, apprezzato dai Magistrati tutti e spesso complimentato per i suoi interventi, nella politica, nella cultura,  tra l’altro,  come vice presidente dell’Accademia dei Concordi, e nello sport e fu prestigioso, amato, indimenticato presidente della Rugby Rovigo.

Con i suoi interventi, con la sua presenza fece diventare uomini tanti giovani che, senza di lui, sarebbero stati soltanto atleti e aiutò tutti a trovare un lavoro per potersi fare una famiglia e così entrare con responsabilità nel mondo civile. Fu in quegli anni che in sede di presentazione di un libro sul rugby, l’avvocato Lino Rizzieri scrisse dello sport del rugby le parole indimenticabili che integralmente riporto perché anche i giovani abbiano a capire quale era lo spirito, l’anima, la grandezza di Lino Rizzieri, e perché lui, persona tanto impegnata, abbia amato questo sport ed i suoi protagonisti tutti.

Così ha scritto Rizzieri: “Non avendo partecipato mai a questo gioco stravagante, a cominciare dal suo fulcro, mi domandai che cosa mi ha affascinato – e il fascino è durato così a lungo e dura ancora. Le sue regole complicate, il furente assalto degli uomini, la corsa veemente zigzagando come una folgore di quello “unico” che schizzava via dal mucchio, spremuto e fiondato verso la meta? E quel “possesso” così vero, così frenetico, così sensuale; quel balzo ultimo, quel volo che schiaccia l’ovale e imprime sulla terra il segno dell’anima: voluttuoso piacere di conquista? Trovai anche un’altra cosa: un canto corale, la vibrazione calda del collettivo che assomma e moltiplica le forze; l’accomunare degli uomini in una sola età, frecce di un solo arco, corde palpitanti di un solo strumento, fatte  uguali in un modello di una sola intelligenza: combattenti fierissimi e tuttavia presto placatisi in una bontà fraterna che nobilita ed esalta. E ancora un’altra cosa trovai: la possibilità di tramutare il vincolo del gioco in una libertà più alta, in una disciplina più concreta e succosa: il piacere sereno e rinfrancante di un lavoro col segno della socialità, che garantisca il presente e il futuro, gioioso e fertile, e consenta di inanellare le pagliuzze del nido per una nuova famiglia. E perciò è stato ed è una gemma da incastonare nella collana di una vita”.

Certo, per dire chi fu, quanto grande fu l’avvocato Lino Rizzieri, si dovrebbe scrivere almeno un libro; queste mie poche righe ricordano modestamente una figura luminosa del Polesine e vogliono essere un bonario rimprovero per l’intitolazione al suo nome di una via soltanto periferica, non rendendo così il giusto omaggio ad un uomo che alla vita politica, professionale, civile e sportiva, ha dato tanto a Rovigo, con spirito altruistico, senza alcun interesse personale o profitto, senza mai chiedere nulla per sé. Il mio ricordo di questo grande uomo, al quale si devono riconoscimenti e gratitudine, vuole essere un invito a chi, potendolo fare, ricordi nella giusta maniera Lino Rizzieri che la città di Rovigo non può e non deve dimenticare, ricordandolo, molto anonimamente, con la semplice intitolazione di una via periferica.


Antonio Cappellini 

14 settembre 2017




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