INFRASTRUTTURE ADRIA (ROVIGO) La lista civica Ora cambia con il portavoce Alberto Bergo denuncia la mancata realizzazione di svincoli e vie di fuga dal centro cittadino e frazioni 

"Quel ponte che ha allontanato Bottrighe da Corbola"

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I ponti servono ad avvicinare le comunità e metterle in sicurezza: su questo concetto si è soffermato Alberto Bergo della lista civica Ora cambia all’incontro tenutosi ad Adria sul tema della variante della strada Romea tra Adria e Cavarzere. Il chiaro riferimento per Bergo è il vecchio ponte che collegava Bottrighe e Corbola 



Adria (Ro) - La variante della strada Romea tra Adria e Cavarzere è stato il tema dell’incontro che si è tenuto lunedì 11 settembre presso la sala delle associazioni ad Adria.

Durante l’incontro alla quale sono intervenuti l’onorevole Diego Crivellari membro della Camera dei deputati e Umberto Del Basso De Caro sottosegretario di Stato ministero Infrastrutture, Trasporti e Telecomunicazioni, la lista civica Ora cambia con il portavoce Alberto Bergo, ha denunciato pubblicamente sui giornali, come già fatto numerose volte in passato e fin dalla costruzione del ponte Bottrighe-Corbola (che servirà la futura Orte-Mestre), la mancata realizzazione degli svincoli e delle vie di fuga, così essenziali al territorio e che inciderebbero per una “manciata di euro” nell’insieme dei costi dell’opera. 

“Anche in questa occasione, alla presenza di così importanti autorità, abbiamo sentito il dovere di pungolare ed evidenziare questa grave mancanza. - sottolinea Bergo - Abbiamo rimarcato che gli svincoli e le vie di fuga erano e sono sul progetto dell’opera, e che i ponti servono per avvicinare le comunità e non per allontanarle come è successo in questo caso. Con il vecchio ponte la distanza fra Bottrighe e Corbola era di 2 km circa, ora è di 20 km andata e ritorno; questo ha fatto aggravare lo scambio commerciale che in realtà non esiste più, ed inoltre ha messo in difficoltà operatori già di per sé in una crisi mostruosa. - commenta Bergo - Non parliamo poi della situazione insostenibile per quanto riguarda i costi del carburante, la perdita di tempo ed il pericolo stradale dovuto al traffico (con numerosi incidenti mortali avvenuti in questo tratto di strada), che grava sui cittadini che devono andare a lavorare dall’altra parte del Po”.

Ma la situazione diventerebbe gravissima, secondo Bergo, se dovesse accadere una calamità naturale, come una alluvione: “Tutti gli abitanti del territorio adriese, di Corbola, Papozze, e di tutti i paesi limitrofi (circa 30mila persone) si troverebbero senza una via di fuga per mettersi in salvo. Nell’affrontare tale problematica, già in passato si era impegnata anche la sindaca di Corbola Marina Bovolenta. A noi non resta altro che lanciare un ulteriore grido di aiuto, sperando che si interrompa il silenzio assordante da parte delle istituzioni, in primis il Comune di Adria, la Regione del Veneto e le autorità governative nazionali”.

15 settembre 2017




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