LA LETTERA (ROVIGO) Una madre di Ceregnano torna sulla questione degli odori che si avvertono nel Comune e protesta contro la mancanza di informazioni

"Non so cosa respira mio figlio"

Bagno e Calore - Caminetti e Stufe

Si torna a parlare delle esalazioni puzzolenti che si avvertono da tempo tra Villadose, Pezzoli e Ceregnano. Esalazioni delle quali si sa poco, ma per le quali è partito un monitoraggio di Arpav (LEGGI ARTICOLO). Proprio contro questa mancanza di informazioni si scaglia una mamma


 

Ceregnano (Ro) - Sono una cittadina di Ceregnano e sono una madre. Mi sveglio nel cuore della notte per vedere se mio figlio è coperto, vado al lavoro per garantirgli un futuro sereno, gli compro i vestiti con il marchio “Fiducia nel Tessile” perché i coloranti sulla pelle possono far male, cerco di fargli mangiare i prodotti del mio orto e spendo un patrimonio in prodotti biologici, perché? Perché mio figlio deve vivere per sempre. 

Nonostante questo, io non so cosa mio figlio respira, non lo so. Mi sveglio durante la notte perché l’aria è irrespirabile, mi arrivano messaggi di persone che hanno bruciori alla gola, arrossamenti agli occhi e nessuno mi dice perché. Cosa sta respirando mio figlio? Cosa respira quando l’aria è satura di esalazioni pestilenziali, e quando l’odore non si sente più com’è l’aria? Non lo so.

 Un paese si mobilita per chiedere informazioni, tutti chiamano i vigili del fuoco, l’Arpav, il sindaco. Tutti arrivano quando è troppo tardi, l’odore è già andato via e non possono far niente. E mio figlio che cosa ha respirato? Non si può sapere. Ho visto i risultati dell’unica analisi che, di nascosto, mi hanno fatto vedere e ci sono nomi impronunciabili. Devo guardare su iInternet se quella roba fa venire il cancro o no. Non posso neanche chiedere informazioni perché io non devo sapere nulla. Il popolo non deve sapere. E allora se quando l’aria si è “ripulita” ci sono questi composti chimici nell’aria. Quando l’aria è irrespirabile che cosa c’è?

Abbiamo vissuto per anni con un inceneritore di rifiuti pericolosi dietro casa e nessuno lo sapeva.  Ho 38 anni, una laurea, un dottorato e vivo qui da sempre, ma nessuno mi ha mai detto che dietro casa avevo un inceneritore di rifiuti pericolosi. Perché? Perché viviamo nel mondo dell’ignoranza. Più siamo ignoranti meglio è. Se nessuno sa, nessuno si lamenta, nessuno chiede e gli imprenditori, da un lato, e le autorità locali dall’altro, fanno quello che vogliono. 

Abbiamo fatto un incontro per chiedere spiegazioni e ci hanno detto che sono esalazioni industriali. Nulla di più perché c’è il segreto istruttorio. Segreto di cosa? Mio figlio che cosa respira? Che segreto ci deve essere? Finché le Autorità indagano, mio figlio che cosa respira? E per quanto tempo dobbiamo sopportare questa situazione?

Ci stiamo preoccupando per nulla, siamo dei pazzi visionari? Bene! Dimostrateci che la nostra aria è sana. Dateci le informazioni, diteci che cosa esce da quel camino, provateci che tutti i parametri rientrano all’interno delle soglie previste dalle autorizzazioni.  Saremo solo felici di saperlo.  Intanto ci sono solo un milione di domande, tanta paura e nessuna risposta.  Mio figlio deve vivere per sempre. Se questo significa portarlo via da qui, lo farò.

18 settembre 2017
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