PREVISIONI ERRATE Lo scenario post referendum costituzionale in caso di vittoria dei “no” era apocalittico. Invece la realtà è diversa. Lo fa notare un lettore che ha il vizio di ricordare 

La memoria lunga

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Prima del referendum costituzionale i politici di maggioranza legati a Matteo Renzi avanzavano lo scenario che la vittoria dei “no” avrebbe portato alla catastrofe. Ecco qui la catastrofe, commenta ironicamente Massimo Benà: l’Istat ha certificato che nel corso di quest’anno la crescita economica ha superato le aspettative



“Nei giorni scorsi l’Istat ha certificato che nel corso di quest’anno la crescita economica ha superato le aspettative e che, parallelamente, sono aumentati i posti di lavoro. E’ senza dubbio un’ottima notizia di tutti ci rallegriamo. Torniamo però per un attimo ai mesi ed alle settimane antecedenti il referendum costituzionale del 4 dicembre. Chi ha il “vizio della memoria” (copyright Gherardo Colombo) come il sottoscritto non ha scordato lo scenario da tregenda preconizzato da numerosi profeti di sventura: dagli esperti internazionali alla Confindustria, ad alcuni “bocconiani” di turno ai politici della maggioranza ai comici al soldo del reuccio fiorentino. Secondo costoro la vittoria dei “no” avrebbe portato alla catastrofe, ad anni di carestie, moria di vacche ed invasione di voraci cavallette. I fatti, lo afferma l’Istituto di Statistica, stanno dando torto a costoro. E non valga la facile scusante che se avesse vinto il “sì” le cose sarebbero andate ancor meglio perché, molto banalmente, non esiste la controprova. Mi aspetterei ora che questi “santoni delle previsioni” con il capo cosparso di cenere ed un po’ di rossore sulle guance si presentassero agli italiani (o almeno a quelli che come chi scrive hanno votato convintamente “no” a prescindere dalla somma antipatia comunque nutrita per l’ex premier e la sua coorte) per chiedere scusa. Basterebbero poche semplici parole: Ci siamo sbagliati, nelle previsioni siamo fallaci come tutti voi, perdonateci. Naturalmente trattasi di pia illusione. E allora sia lode al Divino Mago Otelma che almeno le profezie le azzecca avendo egli (o ‘loro’ visto l’uso del plurale maiestatis di cui fa uso il Divino) indovinato sia l’esito del referendum sia la crescita del Pil e abbasso tutti i sapientoni, economisti bocconiani e non, comici ed esperti vari che, contando sulla propensione alla dimenticanza del popolo italico, lo inondano quotidianamente con previsioni che, alla resa dei conti, quasi mai si rivelano esatte”.

Massimo Benà

19 settembre 2017
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