IL CASO A ROVIGO Sotto processo finisce la fidata colf, per la quale, nella giornata di martedì 19 settembre, arriva una pesante condanna

Nota avvocatessa derubata di gioielli per 30mila euro

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L'udienza precedente si era tenuta a gennaio del 2016, quando aveva parlato l'avvocatessa che, secondo l'accusa, era stata derubata dei propri gioielli, per un valore di circa 30mila euro (LEGGI ARTICOLO). PIù d'uno, secondo le contestazioni, i furti in abitazione, che l'hanno portata a venire privata di gran parte dei gioielli di famiglia. Nella giornata di martedì 19 settembre, è arrivata la sentenza a carico della colf: una condanna piuttosto pesante, per quanto comunque inferiore alle richieste dell'accusa



Rovigo - Vedeva che da casa sua sparivano i gioielli e non riusciva a capire chi potesse essere il responsabile dell'ammanco. Sino a quando i sospetti non si sono instradati verso chi, a rigore di logica, avrebbe dovuto essere insospettabile: la fidata colf. Questa la vicenda processuale che ha portato alla sentenza, arrivata nella giornata di martedì 19 settembre, dopo che il 21 gennaio del 2016 l'udienza era stata dedicata in gran parte alla testimonianza della nota professionista rodigina, seguita come avvocato di parte civile da Marco Petternella.

A giudizio si trovava la colf, difesa dall'avvocato Ilaria Brandalese. In origine sotto indagine si trovava anche la figlia della colf, con una imputazione piuttosto complessa e formulata in alternativa, a seconda di chi avesse in effetti portato via i gioielli e chi dovesse rispondere di furto o piuttosto di ricettazione. La giovane ha però definito in precedenza il procedimento, così che in ballo era rimasta solo la posizione della madre.

Nel corso dell'udienza erano stati ascoltati anche la titolare del negozio del tipo Compro oro al quale sarebbero stati ceduti i gioielli, che non furono però recuperati. E' stato un maresciallo della Guardia di finanza a spiegare che verosimilmente i preziosi vennero poi venduti e fusi in una fonderia in Svizzera: impossibile anche solo pensare al recupero. Sentito anche il sostituto commissario della squadra mobile di Rovigo Sandro Coltro, che ha spiegato l'evolversi dell'indagine, risalente al 2011. Imponente, sempre secondo la ricostruzione accusatoria, il bottino dei furti: una somma nell'ordine dei trentamila euro circa.

Nella giornata di martedì 19 settembre è arrivata la sentenza a carico dell'imputata. Il pubblico ministero Claudia Favaretti aveva chiesto una condanna superiore ai tre anni, alla quale si era associato l'avvocato di parte civile Marco Petternella, mentre la difesa aveva insistito per l'assoluzione. Il giudice Anna Di Mascio ha letto una sentenza di condanna a 2 anni e 3 mesi di reclusione, con l'aggiunta di un risarcimento che dovrà essere quantificato dal giudice civile, con una provvisionale, comunque, di 10mila euro. Inoltre, è stato disposto anche il pagamento delle spese legali, circa 3mila euro. Probabile, da parte dell'avvocato Ilaria Brandalese, l'impugnazione in appello, nella speranza di arrivare a una sentenza di assoluzione.

19 settembre 2017
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