LA FATTORIA ROVIGO Sulla commissione d’inchiesta parla Ezio Conchi: “Avezzù non ha fatto rispettare la libertà di espressione di Dolcetto”. Intanto Simone Dolcetto non si dimette ma resta fuori dal gruppo di Forza Italia. 

"Grave che chi doveva garantire la democrazia non abbia mosso un dito"

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Il vicesindaco Ezio Conchi attacca il presidente del consiglio Paolo Avezzù colpevole, a suo dire, di non aver garantito la democrazia in aula durante il voto sulla commissione d’inchiesta (LEGGI ARTICOLO). Secondo Conchi, sarebbe mancata la libertà di espressione di voto di un consigliere, Simone Dolcetto, costretto a scappare dall’aula. Il garante della democrazia per eccellenza in consiglio, il presidente, non avrebbe fatto nulla per impedirlo



Rovigo – “Farò il possibile perché non si ripeta più ciò che è successo in consiglio comunale giovedì. È stata lesa la libertà di voto ed espressione di un consigliere comunale e la colpa è di chi doveva vigilare e non ha fatto nulla”. Il vicesindaco Ezio Conchi punta il dito contro il presidente del consiglio Paolo Avezzù che non avrebbe fatto proprio nulla per impedire “l’attacco” a Simone Dolcetto costretto ad uscire dall’aula in lacrime durante il voto per la commissione d’inchiesta sulle autorizzazioni commerciali de La Fattoria.

“La struttura democratica è tale finché gli eletti sono liberi di esprimere il loro pare – continua il vicesindaco di Forza Italia Ezio Conchi – Appena un consigliere viene condizionato in maniera ignobile non siamo più in presenza di democrazia ma di una dittatura, e se non è tale in ogni caso non si sta certo cavalcando la scia della libertà democratica. Ed è sconcertante il fatto che chi avrebbe dovuto garantire la democrazia non abbia mosso un dito. Intanto lo dico, ma non mi fermo qua. La mia sarà sempre una posizione a difesa non solo dei consiglieri di maggioranza ma anche di quelli di minoranza perché io credo profondamente nelle istituzioni sia nel mio ruolo di cittadino, che di avvocato che di vicesindaco. Ho il dovere di tutelare le istituzioni”.

A rincarare la dose, interviene anche il senatore ed ex coordinatore provinciale di Forza Italia, Bartolomeo Amidei“Condizionare il voto in maniera coercitiva è reato – commenta il senatore – Dolcetto è stato costretto dalle minacce, perché proprio di questo si tratta, a scappare dall’aula”.

“Ho deciso di non dimettermi – spiega Simone Dolcetto, che nel frattempo si era dichiarato indipendente uscendo dal gruppo consiliare di Forza Italia – Non me ne vado perché questo week end ho ricevuto l’affetto da parte delle persone che mi conoscono e anche per rispetto di tutti quelli che mi hanno votato. Sono indipendente in consiglio comunale ma rimango in Forza Italia. Diciamo che sono alla finestra del partito a vedere che succede dentro. Appoggerò la maggioranza fino a quando ci saranno le condizioni per farlo, anche se, devo ammetterlo, se devo guardare all’ultimo consiglio non ci sarebbero i presupposti per dare il mio sostegno. Quando sono arrivato in aula c’erano dei numeri ben diversi da quelli che immaginavo. Ero il 17esimo sarei diventato il traditore o il salvatore della patria a seconda delle parti. Il problema comunque sono quelli che si sono tirati indietro. Non sarebbe dovuta andare così. Resto anche per supportare il vice sindaco Ezio Conchi”.

2 ottobre 2017
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