L'INCHIESTA A ROVIGO Cinque rinviati a giudizio per indebita percezione di erogazioni ai danni dello Stato. Sarebbe stata fatta la cresta su lezioni di formazione e premi destinati alle scuole

"Costi gonfiati per i corsi": guai per Confartigianato

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Sono stati tutti e cinque rinviati a giudizio con l'ipotesi di reato di indebita percezione di fondi ai danni dello Stato. Una ipotesi di reato che le difese, dopo il vaglio del giudice per le udienze preliminari, ritengono di essere in grado di smontare nel corso del dibattimento


 

Rovigo - Tutto ruota attorno a spese secondo l'accusa mai sostenute, ma nonostante questo rendicontate e rimborsate alle società che si erano occupate di questa attività didattica e di formazione, nell'ambito sia di concorsi per le scuole del Polesine, che di corsi di formazione professionale.

In parole povere, secondo questa impostazione, Confartigianato Imprese di Rovigo, Confartigianato Servizi Srl, Evoluzione Azienda Srl, ritenuta società di servizio della Confartigianato Imprese di Rovigo, e Progetto Impresa Srl, ritenuta azienda di servizio della Confartigianato Imprese, sarebbero state coinvolte, a vario titolo, nella organizzazione di concorsi e corsi  di formazione per i quali avrebbero ricevuto contributi pubblici superiori alle spese sostenute. Spese in parte attestate ma, secondo l'ipotesi dell'accusa, non realmente sostenute e nonostante questo comunque rimborsate.

Due in particolare le attività sulle quali si concentra l'indagine. In primo luogo il concorso "Le mani d'oro Artigianato Day", un progetto tecnico - artistico riservato alle scuole elementari e medie, finanziato dalla Camera di commercio. In questo caso, a Evoluzione Azienda Srl sarebbe stato liquidato, dalla Camera di commercio, appunto, un contributo di circa 40mila euro sulla base di documentazione attestante costi che in realtà non sarebbero mai stati sostenuti.

Tra questi, i premi che avrebbero vinto vari istituti scolastici, come l'Istituto Comprensivo di Adria 2, la scuola media Venezze di Rovigo, la scuola media Pascoli di Taglio di Po, la scuola primaria Tiozzo di Porto Viro, ma che non sarebbero stati consegnati.

Inoltre, secondo l'ipotesi accusatoria sarebbero stati organizzati due corsi di formazione, finanziati dalla Regione nell'ambito di un progetto europeo. Il primo dedicato ai lavoratori cassintegrati, il secondo invece sull'apprendistato. I contributi sarebbero stati erogati alla Provincia e all'Istituto Veneto per il Lavoro - enti non coinvolti nella indagine - che a loro volta, secondo questa ricostruzione, si avvalevano per l'esecuzione del progetto di Confartigianato Servizi. In questo caso, sarebbero stati rendicontati costi per i docenti di 41mila euro, senza che però questa somma sia mai stata corrisposta agli aventi diritto.

L'indagine è approdata nella mattinata di martedì 3 ottobre all'attenzione del giudice per le indagini preliminari Pietro Mondaini. Al termine della discussione per gli imputati è arrivato il rinvio a giudizio, con l'ipotesi di reato, formulata in concorso, di indebita percezione di erogazioni ai danni dello Stato.

Gli imputati sono: Marco Marcello, 48 anni, chiamato in causa come, all'epoca dei fatti, presidente della Confartigianato Imprese di Rovigo; Antonello Sartori, 54 anni, chiamato in causa come all'epoca dei fatti amministratore unico di Confartigianato Servizi Srl, con sede a Roma e unità operativa a Rovigo, ma ritenuto anche amministratore occulto sia di Evoluzione Azienda che di Progetto Impresa; Andrea Trombin, 43 anni, pure lui identificato come amministratore occulto di queste due società; Paolo Forti, 53 anni, amministratore unico di Progetto Impresa; Gabriele Zinato, 58 anni, amministratore unico di Evoluzione Azienda.

Ora, l'attendibilità dell'accusa formulata a loro carico sarà vagliata nel corso del dibattimento. "Era prevedibile - spiega l'avvocato Luigi Migliorini, che difende Sartori - che una accusa tanto complessa avrebbe avuto la necessità del vaglio del dibattimento, nel corso del quale i nostri testimoni avranno modo di fare emergere la nostra versione dei fatti e l'estraneità del Sartori a qualunque ipotesi delittuosa".

Forte quindi la fiducia, da parte delle difese, di arrivare a una assoluzione al termine della istruttoria dibattimentale.

3 ottobre 2017
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