POLITICA ROVIGO La consigliera di opposizione Silvia Menon ricorda al presidente del consiglio Avezzù ciò che i suoi 30 anni di presenza in Comune avrebbero portato alla nostra città. Dal lodo Baldetti al caso de La Fattoria, Passante Nord compreso

“La lezione sulla trasparenza e imparzialità, Paolo, l’hai persa"

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Silvia Menon risponde al presidente del consiglio Paolo Avezzù che a sua volta rispondeva alle affermazioni della consigliera che lo avrebbe rappresentato come un appartenente alla “vecchia politica” (LEGGI ARTICOLO). “La questione del dedito del Comune per la piscina, il Passante Nord mai completato e la mancanza di trasparenza nella gestione del caso del centro commerciale La Fattoria sono colpa tua. È per politici come te che la città ora è più povera”



Rovigo – “Ho detto, di Paolo Avezzù, che rappresenta la ‘vecchia politica’. Lui se l’è presa e ha risposto di essere una persona educata, dicendo che la ‘vecchia politica’ non esiste. Sono d’accordo sulla prima parte, non sulla seconda e voglio spiegare perché”. La consigliera di opposizione Silvia Menon torna a rispondere al presidente del consiglio Paolo Avezzù, continuando un dibattito a puntate che ha origine con la questione della commissione d’inchiesta sulle autorizzazioni commerciali de La Fattoria, ma che tratta diversi punti della politica rodigina degli ultimi 20 anni.

“La fortuna di Avezzù politico a mio avviso è proprio la gentilezza – commenta Silvia Menon – Saluta tutti, fa gli auguri di compleanno a tutti, anche a me, ha un sorriso per tutti. Fa bene. Dice che il rispetto dell’avversario e delle istituzioni gliel’ha insegnato la scuola politica della Dc.  Avere rispetto di una persona però vuol dire non offenderla ma, soprattutto se si tratta di un avversario politico, dire ciò che si pensa del suo operato. Ed è ciò che faccio con lui. Ritengo che ‘la vecchia politica’ esista. L’esempio è sotto gli occhi di tutti, la porta avanti chi è in Comune da 30 anni come Avezzù e chi si ispira a lui. Non è una questione anagrafica. È quella che mette di fronte a tutto la conservazione dei suoi rappresentanti e in secondo piano l’azione politica vera e propria. Non per vantaggi economici. Per il gusto di stare nella stanza dei bottoni”.

“Sono convinta, che molta gente ancora non abbia compreso, che è l’azione politica di Avezzù , e di chi ha amministrato con lui, ad aver reso la città più povera. Ed è mio dovere, per coscienza civica, farlo capire ai cittadini. Perché sono anche elettori. È guardando i fatti che me ne sono resa conta da tempo. Faccio solo tre esempi. Uno, avevamo una bella piscina, da ristrutturare, in Commenda. Ci andavamo in bici. Ora ne abbiamo una in mezzo alle fabbriche. Si raggiunge solo in macchina. E abbiamo anche una montagna di debiti. Questo perché il Comune ha deciso di fare un project financing disastroso. Voluto dalla giunta Avezzù e votato dai suoi consiglieri. Due, dovevamo avere un sottopassaggio all’incrocio tra la Tangenziale e viale Tre Martiri. Abbiamo una rotatoria che era una piccola parte di un progetto mai concluso: Passante Nord. Pagato milioni di euro più di quanto doveva costare all’inizio. Voluto dalla giunta Avezzù. Tre, abbiamo un mega centro commerciale, La Fattoria, sproporzionato rispetto alla città. E il tessuto cittadino ne è stato impoverito”.

“Venendo alla commissione sulla Fattoria, è evidente per chiunque come sono andate le cose giovedì sera in consiglio – continua Silvia Menon – I consiglieri leghisti volevano andare avanti con la trasparenza e la chiarezza. Paolo Avezzù e Renato Borgato si sono opposti in tutti i modi. I giovani leghisti hanno avuto paura che proprio i centristi avrebbero potuto mandare a casa Massimo Bergamin se la commissione fosse passata. E sono quasi tutti tornati sui loro passi. Avezzù, perso il sorriso d’ordinanza, ha fatto fatica persino a dare la parola a me quando la chiedevo. Quanto sarebbe stato più sensato fare un discorso super partes con voto unanime favorevole alla commissione d’inchiesta? Una commissione che ha veri poteri, che può chiamare dirigenti e funzionari anche non più in ruolo, e che soprattutto è deputata a un controllo bipartisan sull’attività, volto a ribadire che la trasparenza e l’imparzialità sono valori fondanti a chi riveste ruoli politivi. Questo ti dovevano insegnare alla scuola Dc. Ma forse quel giorno, caro Paolo, eri malato”.

3 ottobre 2017
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