SERVIZI COMUNE FICAROLO (ROVIGO) L’amministrazione comunale guidata da Fabiano Pigaiani approva una delibera in cui offre la possibilità di uscire da scuola, e non stare in mensa, solo ai bimbi che vivono in una famiglia con difficoltà reddituali

Classi a tempo pieno, se l’Isee lo permette si potrà pranzare a casa

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Il provvedimento resta in vigore ma con qualche restrizione in meno per quelle famiglie che hanno un Isee basso: il consiglio comunale di Ficarolo ha deciso che la mensa scolastica nelle scuola primaria del territorio e nell’istituto comprensivo di Stienta non sarà obbligatoria per le famiglie che hanno difficoltà reddituali, aspetto invece che non era stato tenuto in conto nella circolare del dirigente scolastico Angelo Melillo che invece ha rispettato la legge 



Ficarolo (Ro) - “Sembra che stiamo ghettizzando le famiglie in difficoltà mentre stiamo cercando di aiutarle come possiamo ed in accordo con le parti in causa”. Così il sindaco di Ficarolo Fabiano Pigaiani risponde in merito alla nuova circolare del dirigente scolastico Angelo Melillo che ha deciso che la mensa scolastica, collegata al tempo pieno dal lunedì al venerdì, alla scuola primaria, a Ficarolo e nel territorio dell’istituto comprensivo di Stienta, è divenuta obbligatoria (LEGGI ARTICOLO). L’amministrazione comunale però ha deciso nell’ultimo consiglio comunale di fare una deroga al provvedimento per aiutare principalmente le famiglie cha hanno difficoltà economiche.

“Stiamo uscendo dai percorsi di etica e correttezza. – afferma Laura Cestari, assessore alla scuola – Amministratori, genitori, rappresentanti ed insegnanti si stanno impegnando per risolvere la situazione dando una mano a chi non può sostenere i costi della mensa scolastica. Credo sia fondamentale far conoscere la realtà dei fatti senza propinare versioni che sembrano più attacchi politici”.

La legge italiana prevede infatti che nelle 40 ore stabilite per chi sceglie l’opzione del tempo pieno venga compresa anche la mensa. “E’ educazione alimentare – commenta Melillo – è legge e non mi prendo la responsabilità di derogare”. La comunicazione ai genitori è stata data tramite una circolare poche settimane fa e proprio i genitori hanno coinvolto i rappresentanti di classe, il presidente del consiglio d’istituto e l’amministrazione comunale. Molti hanno lamentato la mancanza di tatto e di rispetto nei confronti di chi, per svariate esigenze, vuole avere la possibilità di portare il bimbo a casa nell’ora della mensa. 

Mercoledì 26 settembre il culmine della vicenda con un incontro tra il dirigente, la vicaria, il sindaco Fabiano Pigaiani, l’assessore Laura Cestari, il consigliere di minoranza e rappresentate dei genitori Eveleen Bonfatti ed il presidente del consiglio d’istituto Giorgio Sprocati. Dopo una prima fase caratterizzata da toni aspri si è giunti al raggiungimento di un accordo concretizzato nella serata di lunedì tramite un consiglio comunale convocato d’urgenza. L’amministrazione ha deliberato infatti la possibilità di derogare alle 40 ore permettendo ai bimbi di uscire per l’orario della mensa solo a fronte di difficoltà reddituali. Una delibera generica, costruita per rispettare la privacy e per rimanere comunque nel raggio della legittimità. “Non vogliamo creare disagi  - afferma il sindaco Pigaiani – solo venire incontro ai genitori che sono in difficoltà. Verrà successivamente redatta una determina che stabilisce le fasce per rientrare nella deroga. Chi intende avvalersi di tale deroga dovrà presentare attestazione Isee. L’elenco degli aventi diritto non sarà reso pubblico per questioni di riservatezza”. 

La delibera dispiegherà i suoi effetti solo per l’anno scolastico 2017/2018. Prima del consiglio che ha visto voti unanimi era stato organizzato un incontro con i genitori interessati e con gli attori coinvolti.

4 ottobre 2017




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