SANITA' ROVIGO Non solo la "mannaia" sul bilancio dell'Ulss 5, decurtato di quasi 30 milioni di euro, ma anche altri problemi evidenziati da Guglielmo Brusco

"In Polesine tagliano tutto: risorse e posti letto"

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Una situazione non facile, quella della sanità in Polesine, segnala Guglielmo Brusco. E non solo per la riduzione delle risorse, nell'ordine della trentina di milioni di euro, dalla Regione all'azienda sanitaria territoriale, ma anche per altri problemi



Rovigo - Sono "mazzate", afferma Guglielmo Brusco, esponente di Rifondazione Comunista, "quelle che la Regione Veneto ha rifilato alla sanità regionale ed in particolare a quella polesana". E Brusco spiega immediatamente la sua affermazione.

"Rovigo è la la Provincia con più tagli di posti letto per acuti tra gli ospedali pubblici del Veneto". Un dato pesante, che secondo Brusco dipendente anche in buona parte da una "classe politica di bassissimo livello, che fa poca opposizione a fatti".

"C’è poi - prosegue Brusco - l’incredibile storia denunciata giustamente dalla Cgil, che prevede uno spostamento di personale anche dall’Ulss 5 ad Azienda Zero (vale a dire l'azienda centralizzata che si occupa di contratti di forniture per tutte le Ulss territoriali)  o di una congrua cifra, nel caso non si sposti personale verso la sede centrale di Padova! Soldi naturalmente non utilizzabili direttamente per un miglior funzionamento dell’Ulss  polesana. Insomma, per  la prevenzione, cura e riabilitazione sanitaria dei polesani sempre meno risorse".

"Quando la Regione Veneto diretta da Zaia, concederà all’Ulss 5 gestita dal leghista Antonio Compostella, come direttore generale, di assumere i più di 400 dipendenti equivalenti che mancavano alla sua organizzazione, nella verifica della pianta organica di fine 2016? Ma lo sanno Zaia, Coletto, Corazzari, Compostella e Contato che con un numero insufficiente di medici, infermieri, Oss, tecnici e amministrativi le condizioni di vita dei pazienti e dei pochi operatori addetti, sono molto peggiori di quello che potrebbero essere? Credo di sì, ma cosa fanno per ovviare a tale problema?".

"A dire la verità, in questo disastro, c’è qualcuno al quale secondo me, detta in parole povere, forse 'non potrebbe fregare di meno'. Parlo di gran parte della sanità privata convenzionata polesana che, guarda caso invece, per i prossimi tre anni, salvo imprevedibili sorprese, si è vista già assegnare dal solerte Compostella, più di 62 milioni annui di euro pubblici (più di 188 milioni in tre anni) a fronte di convenzioni per fare cose che se debitamente organizzato, il pubblico potrebbe fare da solo".

5 ottobre 2017




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