CASO LA FATTORIA ROVIGO Alberto Borella, consigliere comunale “esperto” del tema, commenta la prima seduta della terza commissione sulle autorizzazioni del centro commerciale

"Tanti tecnicismi, ma si è capito a quale normativa fa riferimento l'amministrazione"

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Il consigliere Alberto Borella, proponente della commissione d’inchiesta che portava 24 firme dei consiglieri comunali (LEGGI ARTICOLO), commenta la prima seduta della terza commissione (LEGGI ARTICOLO), che secondo sindaco, presidente del consiglio e buona parte della maggioranza, sarebbe la via migliore per discutere delle autorizzazioni commerciali de La Fattoria. Commissione interrotta sul più bello, ma un punto importante ha cominciato ad essere trattato. Parliamo dell’ultimo ampliamento concesso dal quale, secondo il presidente de La Fattoria Claudio Zoccarato, avanzerebbero metri ancora da utilizzare



Rovigo – “È prematuro trarre conclusioni affrettate, è meglio invece attendere gli sviluppi della discussione e analizzare attentamente ogni passaggio”. Alberto Borella commenta la prima seduta della terza commissione consiliare, alla quale era presente e attento, nel pomeriggio di mercoledì 4 ottobre. Una riunione tecnica, ma che arrivata nel vivo della questione è stata interrotta dal presidente della commissione Stefano Raule. “Certamente vale la pena di affermare che ancora una volta gli aspetti burocratici e una normativa complessa, possono avere spesso interpretazioni oggetto di contenzioso – commenta Borella – E proprio per questo la politica dovrebbe affermare con chiarezza la propria posizione in merito alla questione del centro commerciale La Fattoria, anziché barricarsi spesso dietro a responsabilità rigettate alla Regione o a componenti dell’amministrazione del passato”. 

Ripercorriamo in sintesi ciò che è emerso nella seduta di mercoledì 4 ottobre. La terza commissione si apre con la lunga storia della nascita del centro commerciale La Fattoria, affrontata a partire dal 1995 in cui venne rilasciata la prima autorizzazione Nor da parte della Regione Veneto. In seguito, numerosi ampliamenti combinati con le varie normative regionali e comunali hanno permesso alla grande struttura di vendita di ottenere ad oggi una metratura del parco commerciale pari a 26.693 mq e del centro commerciale di 17.995 mq. È importante capire di cosa si tratta. Per parco commerciale si intende  tutta l’area, compresi i ristoranti Mc Donald e Roadhouse, oltre che il Cinergia e il complesso commerciale vicino. Il centro commerciale invece, è costituito dalla sola costruzione de La Fattoria, ovvero l’insieme dei negozi coperti e collegati dai corridoi con i differenti ingressi.

La legge 50/2012, nata per salvaguardare i centri storici e garantire la loro sopravvivenza, attraverso una particolare attenzione alle attività commerciali, garantiva ai complessi della grande distribuzione già esistenti, la possibilità di ampliare fino ad un massimo di 2500 mq la loro superficie di vendita, al fine di compensare la particolare attenzione che questa nuova legge forniva ai centri storici. Per questo motivo La Fattoria ha potuto chiedere un ampliamento di 195 mq all’interno del centro commerciale e 2305 mq all’interno del parco commerciale, attraverso una nuova costruzione, realizzata in seguito, dove recentemente è stato aperto il negozio C&A.  

L’ampliamento è stato oggetto, come affermato dal dirigente Giampaolo Ferlin, durante la seduta consiliare, di un ricorso da parte di un terzo soggetto che contestava il ritardo nella costruzione del manufatto, oltre i termini stabiliti  dalla concessione urbanistica ottenuta, “inspiegabilmente”, prima della conferenza dei servizi, così come previsto dalla nuova legge 50/2012. A rispondere sulla questione, in aula, è la funzionaria Maria Silvia Libanora, che avrebbe affermato come non vi fosse alcun errore in merito alla concessione edilizia rilasciata, in quanto la legge regionale n. 15 del 13/08/2004 alla quale “si deve fare riferimento” prevedeva questo iter procedurale, ovvero il rilascio della concessione edilizia prima, o contestualmente al rilascio del titolo commerciale che sarà ottenuto in seguito alla conferenza dei servizi.

“Tale aspetto è di grande importanza – commenta Borella – Di fatto conferma che le procedure alle quali l’amministrazione si deve attenere per la valutazione dell’iter procedurale, fanno dunque riferimento alla legge n. 15 in quanto al momento della richiesta di ampliamento della società La Fattoria, la nuova legge 50/2012 non aveva ancora emanato il regolamento attuativo, ed in seguito, alla sua uscita, esiste un passaggio all’articolo 15 e 16, dove si conferma che ‘tutti i procedimenti di autorizzazione commerciale per grandi strutture di vendita e parchi commerciali, ai sensi dell’art. 28 comma 4 legge 50/2012, sono disciplinati dalle norme della legge regionale 15 del 13/08/2004. All’articolo 16 comma 2 si conferma tale disciplina”.

“Questo passaggio è fondamentale per comprendere il seguito della vicenda che dovrà essere discussa in aula fin dalla prossima riunione – continua Alberto Borella – Fatti salvi una serie di aspetti da chiarire in sede di discussione è necessario chiarire quali sono i passaggi decisivi ed il vero oggetto della questione. L’autorizzazione di 2305 mq relativa al nuovo fabbricato esterno prevedeva la attivazione entro il termine di 24 mesi dal momento in cui veniva rilasciata la licenza commerciale, salvo eventuali ricorsi sospensividi almeno 2/3 della superficie autorizzata ovvero almeno 1537 mq, anziché 1096 che sono stati attivati attraverso l’apertura del nuovo negozio C&A. La legge n.15 alla quale più volte l’amministrazione si è detta fare riferimento, prevede che qualora ciò non sia avvenuto, dovrà procedere alla revoca della concessione per la parte non attivata. Ciò vale anche qualora  la riduzione fosse superiore ad 1/3 rispetto a quella autorizzata. In definitiva se l’aumento richiesto è pari a 2500 mq e sono stati attivati 1096 mq, ovvero meno di 2/3 della licenza concessa (2/3 = a 1537) e la riduzione massima consentita pari ad 1/3 (cioè 833) è stata invece pari 1404 mq (2500 – 1096), siamo nella condizione di cui all’art  23 comma 3 e 4 della legge regionale n. 15 in cui il Comune, passati 180 giorni consecutivi dispone la revoca per la parte non attivata con la stessa procedura prevista per il rilascio, cioè convoca la conferenza dei servizi e propone come presa d’atto la revoca della licenza per la parte eccedente”. Un passaggio fondamentale, questo, perché servirebbe a chiarire la legittimità o meno, del nuovo progetto di ampliamento commerciale di Claudio Zoccarato che avrebbe affermato, durante la presentazione alla stampa del suo nuovo progetto, di poter utilizzare, per la realizzazione dei nuovi negozi, metri “avanzati” da quella vecchia autorizzazione della conferenza dei servizi (LEGGI ARTICOLO).

“Al momento di affrontare compiutamente questi aspetti fondamentali la seduta è stata interrotta ma ci auguriamo possa riprendere a breve per la discussione e l’analisi di tutti gli aspetti normativi che dovranno essere valutati con attenzione e portare ad una conclusione che sarà verbalizzata al termine dei lavori. È bastata comunque la prima seduta per dimostrare che gli aspetti burocratici e una normativa complessa, possono avere spesso diverse interpretazioni. Penso quindi, in generale, che sia giunto il tempo di affermare che la massima attenzione in un prossimo futuro dovrà necessariamente essere rivolta al centro storico, difendendo la città dal proliferare dello sviluppo commerciale periferico che negli anni ha raggiunto limiti non più sopportabili, così come avviene in molte province e regioni limitrofe. Basta affrontare campagne elettorali con proclami e affermazioni che poi vengono regolarmente disattese e che grazie ad interpretazioni normative dubbie diventano il trampolino di lancio per nuove speculazioni edilizie”.  

5 ottobre 2017




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