RUGBY ECCELLENZA Dura lezione a San Donà, soprattutto nel primo tempo, FemiCz Rovigo tenuta a galla solo dai singoli. Nella ripresa Momberg e Ferro cercano di dare la carica, ma ormai è troppo tardi

I Bersaglieri tornano dal Pacifici con un mare di dubbi

Jason Wright tecnico dei tre-quarti della FemiCz Rovigo
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Dopo 4 amichevoli e tre giornate di campionato sarà meglio porsi delle domande in viale Alfieri, non tanto su una sconfitta che poteva anche essere messa in preventivo, ma per come è maturata. FemiCz Rovigo in balia del San Donà per tutto il primo tempo, unico a tenere a galla i Bersaglieri David Odiete ed il pack nel finale. Touche in grave difficoltà, gioco dei tre quarti non all’altezza, Ambrosini e Crosato sugli scudi migliori in campo.

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San Donà di Piave (Ve) - Un piano di gioco suicida per tutto il primo tempo (calciare dal box per regalare l’ovale agli avversari non ha pagato, ndr), ed un dominio assoluto del San Donà in touche e nel gioco al largo, sono le spiegazioni di una sconfitta che lascerà un duro segno in viale Alfieri. Sabato 7 ottobre i ragazzi di Zane Ansell hanno perfino dovuto fare a meno dell’asso Kayle Van Zyl, che ha provato fino all’ultimo, ma non ha recuperato dall’infortunio patito una settimana prima contro i Medicei. Il San Donà ha meritato la vittoria dominando per tutta la prima frazione di gioco chiudendo sul 17-5. Ma i punti potevano essere anche di più. A tenere in vita una FemiCz Rovigo pasticciona, e senza un’idea di gioco, David Odiete. Sua la meta nel finale di primo tempo (dopo una bella percussione di Cadorini e la giocata dalla linea veloce), sua l’azione che ha portato Majstorovic in apertura di ripresa a marcare oltre la linea (calcio a seguire del croato che è anche fortunato nel rimbalzo, ndr). Per il resto è stato buio totale, unica nota positiva la reazione d’orgoglio dei Bersaglieri che non hanno mai mollato. Problemi evidenti in touche e in mischia chiusa (tranne in parte della ripresa con gli ingressi di Momberg, Ferro, Pavesi e Zanini), difesa da drive da rivedere, gioco al largo che neanche l’ingaggio di Dan Carter avrebbe risolto (visto che sembra l’unico problema), una partita che solo i singoli hanno tenuto in vita. 

Assente un’idea di gioco, cosa che il San Donà invece aveva ben preparato sfruttando la giovane età di un Riccardo Loro messo sotto pressione sin dai primi minuti (come con le Fiamme Oro). Non a caso il migliore in campo è stato il mediano di mischia sandonatese Crosato, anche se per noi James Ambrosini ha ampiamente dimostrato di essere una spanna rispetto agli avversari.  Scelte del Xv titolare da parte di Joe McDonnell e Jason Wright che, alla luce della prima frazione di gioco, non si sono dimostrate vincenti. Venco sarà anche un giocatore di prospettiva, ma rinunciare a Edo ‘superman’ Lubian è una scelta che ci permettiamo di non condividere, soprattutto contro un avversario diretto per la lotta ai playoff. 

La FemiCz Rovigo porta a casa un punto di bonus, lo fa grazie ad una meta tecnica ottenuta nel finale, ma il disordine visto in campo deve far correre subito ai ripari. Dopo quattro amichevoli e tre giornate di campionato è evidente che c’è qualcosa che non va, e non è colpa di Leonardo Mantelli che ha cercato di fare quello che ha potuto.

Meno bene Robertson-Weepu, dopo l’esordio con le Fiamme Oro non ha confermato l’ottima impressione di una settimana fa, forse anche lui ha pagato il disordine di una linea arretrata che si affida unicamente alle giocate dei singoli, al contrario il San Donà ha fatto vedere angoli di corsa e trame di gioco interessanti, ed il 24-17 finale gli sta anche stretto. Sarà il caso di porsi delle domande, cosa che farà sicuramente il presidente Zambelli ben prima di Natale, sempre che rimanga alla guida dei Bersaglieri.

Giorgio Achilli

7 ottobre 2017
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