BASEBALL SOFTBALL ROVIGO Si avvicina l’appuntamento di sabato 14 ottobre che vedrà protagonista in via Vittorio Veneto il Rounders

Ritorno alla storia del batti e corri

(foto Fabio Padoan)
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Il Rounders irlandese gestito oggi dalla Gaelic Athletic Association, sarà il protagonista del grande evento internazionale che vedrà sabato a Rovigo anche il club svizzero Zurich Inneoin GAA impegnato al baseball field di via Vittorio Veneto.


Rovigo - Tra pochi giorni in città si vivrà un’altra epica pagina di storia sportiva ed in attesa di vedere i protagonisti di questo grande evento internazionale sfidarsi sul campo del Baseball Softball Club Rovigo entriamo nel clima della sfida facendo un breve viaggio nella storia e nel regolamento di un gioco ai più sconosciuto ma che sa comunque regalare grandi emozioni. Parliamo del Rounders, l’arcaico sport del “batti e corri”!

Non è un mistero che i giochi che hanno come obiettivo quello di colpire una palla con un bastone sono antichi quanto il mondo. Ne abbiamo degli esempi infatti anche nell’antico Egitto dove in un tempio si trova una raffigurazione in rilievo del faraone Thutmose III, vissuto nel 1475 aC, intento a giocare una sorta di baseball, sport che vanta oggi qualche milione di praticanti ed appassionati in tutto il mondo. In Inghilterra il cricket, popolarissimo ancora oggi anche e, soprattutto, in molte ex colonie dell’impero britannico, è stato il gioco prediletto dai sudditi di sua Maestà per diversi secoli. Nella realtà dei fatti però, baseball e cricket, hanno davvero poco in comune, se non la filosofia di base che prevede sostanzialmente tre cose: una palla lanciata da un difensore, che dev’essere colpita con una mazza utilizzata da un attaccante e, nel caso quest’ultimo la colpisca nei limiti previsti dai rispettivi regolamenti, inizi a correre per cercare di conquistare punti. “Batti e corri”, è tutto qui e qui finiscono però anche le similitudini tra i due più grandi e diffusi giochi di squadra fatti con mazza e palla perchè il resto è molto diverso, iniziando ad esempio dal numero dei giocatori schierati in campo, dalla forma e dalle dimensioni del terreno di gioco, dallo stile e dalla tecnica, fino anche al sistema tattico del gioco stesso.

Cricket e baseball insomma hanno background diversi. Non sono diramazioni di uno stesso tronco che affonda radici profonde nella medesima storia. Semplicemente rappresentano due filosofie. Due modi differenti d’interpretare la voglia antica quanto l’uomo di provare colpire con la mazza una palla che arriva a velocità sostenuta e con traiettorie imprevedibili. Raro esempio di fossile sportivo rimasto praticamente immutato per almeno 500 anni, il cricket è giunto così come lo conosciamo fino ai giorni nostri. Diversamente è andata invece per il baseball che dalla prima metà del’700 subì un’evoluzione “darwiniana” che l’ha portato ad essere quello che oggi conosciamo come un grande sport, uno sport che trae le sue origini dalle varie forme di un gioco, all’epoca molto popolare, conosciuto come rounders e che si giocava fin dalla notte dei tempi nella vecchia Europa, soprattutto nell’area d’influenza culturale “celtico-britannica” che colonizzò poi la nuova frontiera del Nord America.

Nelle sue varie forme il rounders, nel “nuovo mondo”, iniziò col tempo ad uniformarsi ed a prendere le caratteristiche caratteriali dei coloni. S’indurì, iniziò ad assumere un aspetto più ruvido, enfatizzò il concetto di “conquista del territorio” e si trasformò ben presto in baseball andando così incontro a quello che era ed è ancora oggi lo spirito che anima ogni americano. Un’evoluzione che nel nuovo mondo portò, per gli stessi identici motivi e nello stesso periodo storico, il rugby ad evolversi in football americano. I coloni, che portarono nel nuovo mondo anche i loro giochi, con il tempo li adattarono alle loro esigenze e li resero in pratica molto più simili a loro uniformandoli ad un nuovo stile di vita che era sicuramente molto più “selvaggio”, avventuroso e davvero molto meno comodo di quello che potevano permettersi in Europa.

E’ proprio nel rounders irlandese gestito oggi dalla Gaelic Athletic Association, quello che sarà il protagonista del grande evento internazionale che vedrà sabato a Rovigo anche il club svizzero Zurich Inneoin GAA impegnato al baseball field di Via Vittorio Veneto, che troviamo le radici più profonde del baseball. Anche se il baseball moderno, rispetto al rounders molto più rudimentale, è diventato un gioco molto sofisticato, quasi scientifico, a prima vista le similitudini tra i due sport sono davvero sorprendenti iniziando dal numero dei difensori schierati in campo, nove in entrambi, alla forma del campo, un quadrato delimitato da quattro basi, al sistema di segnare punti, chi batte deve riuscire a completare il giro toccando tutte le basi senza farsi eliminare per tornare al punto di partenza.

Scendendo nei dettagli la prima cosa che salta all’occhio è che nel rounders nessuno dei nove difensori calza il caratteristico guantone che siamo abituati a vedere nel baseball, accessorio proibito dal regolamento. Nemmeno il difensore che copre il ruolo del ricevitore indossa le protezioni del baseball e tantomeno il guantone. Un’altra evidente differenza tra i due giochi si nota nel gesto tecnico del lanciatore che nel rounders deve presentare la palla al battitore con un movimento del braccio dal basso che ricorda più la tecnica di un giocatore di bocce. Per il resto, rounders e baseball, sono molto simili. Il campo interno, ad esempio, in entrambi i casi è un quadrato con lati di 25 metri nel rounders e di 90 piedi (quasi 27 metri e mezzo, ndr) nel baseball. Diversa invece la delimitazione del campo esterno che nel rounders disegna un altro quadrato con lati della lunghezza di 70 metri ciascuno mentre nel baseball le linee di foul che, da casa base passano per la prima e la terza base, si prolungano per 91 metri per ciascun lato congiungendosi per mezzo di un arco che al centro dista 128 metri da casa base. In entrambi i casi comunque ai vertici del campo interno si trovano delle basi, molto più grandi quelle del rounders. Casa base, nel baseball, è una piastra di gomma ricavata da un quadrato con lato di 17 pollici (poco più di 43 centimetri, ndr), a cui sono stati tolti due angoli, nel rounders invece casa base è un quadrato con lati di 64 centimetri uguale alle altre tre basi. Un altro quadrato delle stesse dimensioni è posizionato alla distanza di 12 metri da casa base ed al centro del campo interno del rounders. 18,44 invece i metri di distanza che separano la pedana del lanciatore, posizionata sul caratteristico monte, nel baseball. Questo per quanto riguarda le differenze regolamentari riguardanti il terreno di gioco.

Del tutto uguale invece è la filosofia di entrambi i codici: per segnare un punto chi va a battere deve riuscire a tornare sul punto di battuta dopo aver toccato nell’ordine prima, seconda e terza base senza essere eliminato dalla difesa. Per poter correre l’attaccante o batte la palla all’interno del campo “buono” o arriva alla prima base grazie ai lanci non buoni (i ball nel baseball, ndr), 4 nel baseball e 3 nel rounders, del lanciatore. Da li poi dovrà cercare di arrivare a toccare le basi rimanenti come conseguenza delle battute dei compagni che lo seguono nel box di battuta. Per eliminare un attaccante la difesa ha diverse opzioni che sono sostanzialmente uguali in entrambi i codici del “batti e corri” oggetto di questa nostra analisi: 3 lanci buoni (strike nel baseball, ndr) del lanciatore, palla battuta presa al volo da uno qualsiasi dei difensori o eliminazione del corridore da parte della difesa con il gioco sulle basi. Comunque sia, in entrambi, una volta fatti i tre eliminati, si chiude un mezzo inning e chi era in attacco va a difendere e viceversa.

Una piccola esclusiva ce la regala il rounders che permette di giocare partite con la formula “mixed”, vale a dire con squadre formate da uomini e donne contemporaneamente in campo, cosa che nel baseball, da quel che ci risulta, non è mai stato possibile se non nella fiction frutto della fantasia degli autori di “Pitch”, la bella serie televisiva sbarcata sul canale televisivo Fox quest’ estate. Sarà proprio la formula “mixed” quella che verrà proposta sabato prossimo a Rovigo, nella prima “Alpen Cup GAA Rounders – Trofeo Casetta Rossoblu“, dagli organizzatori della New Ascaro Rovigo asd, una formula che regalerà al grande evento sportivo internazionale un sapore ancor più speciale.

 

 

7 ottobre 2017




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