CSA ADRIA (ROVIGO) I sindacati attaccano il Cda per la conferma del direttore generale, mentre il Cda se la prende con l'amministrazione

Adesso è veramente tutti contro tutti. Caos e rabbia

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Continua a destare reazioni la decisione del Cda della Casa di riposo di Adria di prorogare per cinque anni la convezione col direttore Mauro Badiale (LEGGI ARTICOLO), le cui nuove disposizioni hanno, segnalano da tempo i sindacati, provocato la rottura con i vertici. Dopo la nota dell''opposizione in consiglio comunale, che adombrava addirittura il rischio di perdere la casa di riposo, per mancanza di progettualità (LEGGI ARTICOLO), intervengono anche i sindacati, che domandano la ragione della conferma di una figura professionale contro la quale ha preso posizione anche la politica. Intanto, però, il Cda della casa di riposo attacca l'amministrazione comunale, domandando risposte celeri per quanto riguarda la scelta del progetto per la nuova sede




Adria (Ro) - Anche i sindacati prendono posizione sulla questione del rinnovo del direttore alla Casa di riposo di Adria. "Il Consiglio di amministrazione del Centro servizi anziani di Adria ha confermato la convenzione con l'Ipab Danielato di Cavarzere e con il suo direttore Badiale per cinque anni. Fin qui niente di strano non fosse che dall'arrivo del Direttore Badiale al Centro servizi anziani il clima è cambiato, da gennaio il personale e in stato di agitazione e sono stati organizzati sit in oltre a tre scioperi. Ci si chiede il motivo del rinnovo della convenzione e che vantaggi può portare continuare con il direttore che non riesce a farsi accettare dalla maggioranza dei lavoratori, gli stessi che hanno voluto la chiusura delle trattative con una direzione che taglia ore all'assistenza agli ospiti", dicono la Fp Cgil con Davide Benazzo, Cisl Fp con Francesco Malin Uil Fpl con Elena Suman.

"Perché - proseguono - dal suo arrivo il direttore da subito non ha sostituito le assenze degli operatori mettendoli in numero minore in assistenza a ospiti autosufficienti e non limitandosi al solo personale operatore socio sanitario non toccando le altre tipologie di lavoratori. La cosa strabiliante è che l'assistenza nelle case di riposo è la cosa più importante al pari dell'assistenza infermieristica e non si capisce una volta di più perché la conferma. Non accettiamo la conferma, perché il personale in assemblea a maggioranza ha bocciato il modo di assistenza voluto dal direttore con meno ore di assistenza a discapito degli ospiti, sarebbe paradossale 'punire' gli Operatori che si ribellano al modo di assistenza del direttore per difendere la qualità di assistenza da sempre mette in cima alle preferenze il Centro Servizi Anziani di Adria".

"Se fin dall'inizio dello stato di agitazione del personale i familiari e la politica si sono schierati dalla parte dei lavoratori contro direttore e consiglio di amministrazione, arrivando a discutere in consiglio comunale l'operato del direttore, perché confermarlo per cinque anni, ben oltre il termine del mandato del consiglio di amministrazione attuale, lasciando al prossimo un direttore che dal suo arrivo ha messo i numeri al posto dell'umanità nell'assistenza? Signor sindaco Lei è l'autorità prima per la salvaguardia della salute per la città di Adria, dia una risposta, sia ai lavoratori che agli ospiti e familiari".

Da parte sua, i vertici della struttura, con in testa la presidente del Cda Sandra Passadore, attaccano l'amministrazione comunale, intimando di spiegare cosa voglia fare a riguardo della individuazione della nuova sede.

 "Prendiamo atto - attacca la nota -che l'amministrazione comunale di Adria allo stato non intende o non è in grado di accompagnare lo sviluppo dei servizi per gli anziani della propria comunità". Lo afferma il Cda del Centro servizi anziani (Csa) di Adria.

"Abbiamo messo in campo idee, prospettive sostenibili, mobilitando risorse e sfruttando le opportunità che Regione Veneto ha messo a disposizione per i nostri anziani. Cerchiamo di promuovere per i nostri anziani una migliore qualità della vita. Ma tutto questo si scontra con logiche lontane dall'attenzione per le persone anziane. Si preferisce chiudere gli occhi, far finta di niente: la cura delle persone anziane non autosufficienti viene dopo delle dinamiche politiche".

"Siamo stati invitati ad assistere al consiglio comunale del 4 ottobre 2017: si parlava del Centro servizi anziani di Adria e delle proposte avanzate dal Csa per realizzare una nuova, moderna, sicura, confortevole e funzionale struttura per gli anziani della comunità, che necessitano di un supporto adeguato in una parte fragile del percorso di vita. Abbiamo ascoltato per quasi tre ore ogni intervento: sono state espresse domande, dubbi, critiche, richieste di chiarimenti circa l'idea elaborata dall'amministrazione del Csa per realizzare oltre alla ristrutturazione dell'esistente anche una nuova struttura, in collaborazione con Ater Rovigo, in un'area disponibile di fronte al Centro commerciale il Porto. Dopo tre ore di dibattito, non ci è stato consentito di intervenire per spiegare e chiarire".

"Abbiamo assistito ad un dibattito surreale, fatto di pressapochismo, insolenze, rancori. Nulla di concreto è emerso. Se non il dato della forte crisi politica. Poco importa se si vuole affossare una speranza e una prospettiva concreta di sviluppo. Non c’è bisogno di alcun palcoscenico: l’eventuale progetto limitato alla ristrutturazione dell’esistente e non anche la costruzione  di un blocco nuovo per l’accoglienza di ospiti non autosufficienti ha solo bisogno di un piano finanziario sostenibile. Abbiamo chiesto osservazioni proposte linee progettuali  alternative ma dal Sindaco oggi non è arrivato nulla. I risultati sono migliori? Ancora meglio. Ad oggi però non vi è nulla se non le nostre proposte messe sul piatto da mesi e mesi ad aspettare il parere della Maggioranza rotta ed incapace di esprimersi unitariamente. Bene l’unità ritrovata sabato, speriamo sia reale e poggi su basi concrete diverse dall’'evitiamo di andare tutti a casa'”.

"Vorremmo che fosse costituita una commissione tecnica tra amministrazione comunale e Csa, anche per poter approfondire, specificare e chiarire e fugare ogni dubbio circa l'idea di ammodernare le strutture ove il Csa assicura i propri servizi assistenziali. Un tavolo di lavoro chiesto ancora 7 mesi addietro e più volte sollecitato invano. Speriamo che la ritrovata maggioranza, se reale, renda il sindaco più libero di condividere ogni proposta con i suoi consiglieri ed accettare di entrare in profondità delle scelte amministrative da intraprendere, senza fermarsi alle “antipatie” personali. Tra il cda ed il Sindaco non ci sono mai stati segreti e azioni non comunicate tanto meno sulle linee progettuali che attendono di essere discusse concretamente".

 

Noi siamo a disposizione, ma nel frattempo non possiamo stare con le mani in mano. Non siamo in guerra con nessuno - e va senz’altro chiarito - ma neppure carne da macello per giochetti politici distanti dagli interessi reali che ci occupano. A questo non ci prestiamo". 

8 ottobre 2017
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