ECONOMIA E LAVORO (ROVIGO) Il quadro non è roseo, ammette il sindaco di Polesella Leonardo Raito, ma c'è uno strumento che potrebbe dare buoni riscontri

"In Polesine la ripresa non c'è. Ma la si può aiutare"

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In alcune province del Veneto la ripresa comincia a farsi sentire. Non in Polesine, dove, anzi, proseguono licenziamenti e fallimento. Il sindaco di Polesella Leonardo Raito lancia una proposta



Polesella (Ro) - "Non passa settimana senza che il territorio polesano paghi dazio alla crisi economica che, da altre parti, sembra in fase di superamento". E' una constatazione amara, quella di Leonardo Raito, sindaco di Polesella.

"Mentre confrontandomi con colleghi del Vicentino registro una forte ripresa del comparto meccanico, con una richiesta di manodopera specializzata superiore alle disponibilità, in provincia di Rovigo realtà storiche come la Sicc, Guerrato e realtà più giovani ma di grande dinamicità come Bellelli Engineering, stanno vivendo una fase di sofferenza connessa a licenziamenti e ristrutturazioni. Chi svolge incarichi istituzionali si deve chiedere se si possa fare qualcosa e ha il dovere di rispondere alle sollecitazioni che giungono dalle associazioni di categoria e dai sindacati, non per limitarsi all’analisi delle situazioni contingenti, ma per cercare strade per un futuro di rilancio e minori sofferenze. Eppure, nella crisi attuale, ci sono onde lunghe di precondizioni economico-sociali e di scelte strategiche non felici per il territorio".

"In primis, va chiarito come l’imprenditoria autoctona, in un territorio che era stato per anni riserva di manodopera, non sia larghissima. In Polesine sono spesso state delocalizzate sedi secondarie di attività che pagano lo scotto ai ridimensionamenti. In una provincia che fino al finire degli anni Cinquanta vedeva un ampio tessuto bracciantile sottopagato, sono stati, per molto tempo, gruppi monopolistici a favorire l’occupazione. Basti pensare agli zuccherifici. Le imprese sono state altresì, nel tempo, attratte da possibilità di edificare a basso costo, così come a basso costo era la manodopera, generica e non specializzata anche a causa di una scarsa scolarizzazione e di rare opportunità formative".

"Ma oggi anche la nostra provincia è molto cambiata e tanto trasformata uscirà della più pesante crisi economica della storia. Ecco quindi che la politica a ogni livello, magari con l’apporto di tecnici competenti in diversi settori, potrebbe fare molto. Ripensare il Polesine dovrebbe portare a definire le nuove opportunità, strategie e proposte per un territorio in sofferenza. Come? Io comincerei dalla ridefinizione dell’intesa programmatica d’area, uno strumento che è stato frutto di un’ampia concertazione agli inizi del nuovo millennio, ma che ormai è da considerarsi ampiamente superata".

"Nell’intesa programmatica d’area, che potrebbe vedere, rilanciato, il ruolo di coordinamento del Consvipo, sarebbero da stabilire quattro o cinque idee cardine per il prossimo decennio, andrebbero chiariti con precisione i ruoli di aziende come Interporto e altre partecipate, stabilite le direttive dei trasporti e della logistica, fissate le prospettive del turismo sostenibile e culturale, armonizzato il sistema formativo, definite le strategie per l’accesso coordinato ai fondi europei. Quanti spazi occupazionali potrebbe creare il turismo? La ciclovia Ven.to.? Il potenziamento del trasporto fluviale? L’identificazione di nuovi insediamenti industriali? Una politica dei distretti? Un maggiore raccordo tra imprese e università? Un’agricoltura votata al biologico? Il sostegno a settori ampiamente specializzati? I servizi socio assistenziali? Quante risorse potrebbe liberare un processo di aggregazione dei comuni? Le varie componenti del territorio avrebbero l’opportunità di riprendere le redini del territorio, guidandolo e dandogli un futuro. Di certo ci troviamo di fronte a un’impresa difficile, anche se non impossibile. Però provarci è doveroso. Chi non ha il coraggio e l’intelligenza di parteciparvi, a mio avviso, non dovrebbe avere spazio nei ruoli di guida della nostra provincia". 

8 ottobre 2017
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