CASO COIMPO ADRIA (ROVIGO) La revoca delle autorizzazioni all’esercizio per Coimpo e Agribiofert non farà scattare automatismi a carico del Comune di Adria. E arriva una manifestazione di interesse per il sito

Due buone notizie. C’è tempo e c’è una ditta

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La revoca dell’autorizzazione all’esercizio a Coimpo è del 26 settembre scorso, quella ad Agribiofert, società operante all’interno di Coimpo, di lunedì 9 ottobre. Ora, quindi, il sito di Ca’ Emo, località America, che si occupava del trattamento di fanghi da depurazione per poi spanderli su terreno agricolo, diventa sostanzialmente un deposito incontrollato di rifiuti (LEGGI ARTICOLO). Con la responsabilità di gestire la situazione che passa al Comune di Adria. Non ci sono, però, automatismi o tempi strettissimi, visto che stiamo parlando di rifiuti speciali, ma non pericolosi. E la cui storia è, tra l’altro, nota, così come l’identità di chi li ha prodotti. Una buona notizia che allontana lo spettro, per il Comune, di doversi fare carico della pulizia del sito. E non è l’unica novità positiva…



Adria (Ro) - C’è una società che si sarebbe fatta avanti in maniera decisa per riprendere la lavorazione, con nuovi procedimenti, nel sito Coimpo di Ca’ Emo. Potrebbe essere disposta anche alla pulizia dai rifiuti precedenti e che, da ordinanza del 31 maggio scorso, avrebbero dovuto essere portati via dalle ditte lì operanti. Così non è accaduto, rileva la Provincia che, dopo uno scontro legale incentrato proprio sulla efficacia della ordinanza (LEGGI ARTICOLO), ha proceduto alla revoca delle autorizzazioni all’esercizio per Coimpo e Agribiofert. Un passo che era comunque stato annunciato nel corso del tavolo tecnico in Comune ad Adria (LEGGI ARTICOLO).

La revoca aveva agitato non poco le acque, soprattutto in Comune ad Adria. Nel sito, infatti, sono ancora presenti tonnellate di fanghi da depurazione, considerati dalla normativa rifiuti speciali, ma non pericolosi. Una stoccaggio del genere, secondo il Testo unico sull’ambiente, senza autorizzazioni alle spalle, di fatto costituisce un deposito incontrollato, del quale è responsabile, per provvedere allo smaltimento, il Comune.

Il timore ad Adria, quindi, era che dopo la revoca potesse accadere che fosse il Comune a doversi fare carico immediatamente dello smaltimento, con oneri pesantissimi. Per fortuna, non accadrà così. In primo luogo perché, appunto, il fatto che si parli di rifiuti speciali, perché così li classifica la normativa, ma non pericolosi, frena l’urgenza assoluta. In secondo luogo perché, non trattandosi di rifiuti “sconosciuti”, come avviene per esempio nei casi di abbandono in golena, ma conoscendone anzi tutta la “storia”, il Comune di Adria potrà attivarsi verso Coimpo e Agribiofert perché provvedano allo smaltimento, come prescriveva già l’ordinanza della Provincia.

In questo senso, in effetti, i provvedimenti di revoca della Provincia sono molto chiari: “La revoca dell’autorizzazione - si legge nei documenti - non esima la ditta, proprietaria dell’area e dell’impianto, dalla responsabilità civile, amministrativa e penale derivante dal vincolo di proprietà”.

Non solo: sullo sfondo c’è anche la manifestazione di interesse, fatta alla Provincia, da parte di una ditta che sarebbe interessata a riprendere la produzione nel sito, dopo averlo pulito, avere presentato le fideiussioni del caso e avere ottenuto una nuova autorizzazione unica ambientale.

10 ottobre 2017
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