IL CASO A TRECENTA (ROVIGO) Dopo la denuncia di una donna di Fiesso che doveva fare un esame al San Luca, anche Guglielmo Brusco interviene sulla questione

"Esami medici: corsia preferenziale per chi paga. Denunciamolo"

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Il caso era stato portato alla ribalta nei giorni scorsi, da una donna di Fiesso che aveva lamentato quella che, a suo avviso, è una ingiustizia: un esame medico in regime di sanità privata richieste mesi di attesa, invece uno a pagamento, dai privati, di pochi giorni (LEGGI ARTICOLO)



Trecenta (Ro) - "Cerchiamo di far cambiare le cose, informando la stampa come ha fatto la signora di Fiesso Umbertiano". Lo dice Guglielmo Brusco, esponente di Rifondazione comunista, di Trecenta, che si unisce al coro di quanti condannato e, purtroppo, confermano la segnalazione che aveva lanciato una donna di Fiesso.

La donna, aveva spiegato, doveva prenotare un esame per il nipote. "Ebbene - aveva detto - il primo appuntamento utile era per il 9 maggio 2018, altrimenti si viene dirottati verso il privato a pagamento e nel giro di pochi giorni si ottiene la prestazione sanitaria previo pagamento di 55 euro". Come dire: la sanità è ancora pubblica e gratuita per modo di dire, come da tempo vanno segnalando associazioni e comitati.

"Bisogna socializzare - prosegue Brusco - la conoscenza della gravità della situazione per la sanità polesana ed in particolare per l'ospedale San Luca di Trecenta. Protestare, socializzare la conoscenza, denunciare e far sentire la propria voce sono ormai le ultime possibilità, di fronte a istituzioni troppo spesso sorde rispetto ai bisogni della popolazione".

"Popolazione - ci tiene però a precisare Brusco - che ha le proprie colpe: quello di aver eletto certi amministratori regionali, che hanno nominato certi funzionari e tenuto  la pianta organica dei nostri ospedali pubblici, con centinaia di operatori in meno.

 

11 ottobre 2017




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