FRATTA POLESINE (ROVIGO) In paese gira una petizione contro la fusione tra i comprensivi scolastici Fratta-Costa. Il sindaco Giuseppe Tasso: “Non si spostano gli studenti, solo la segreteria”

Non sarà trasferita la scuola, ma solo la segreteria

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Il sindaco di Fratta Polesine, Giuseppe Tasso, interviene duramente contro la petizione che gira in paese, una raccolta firme contro la fusione tra i comprensivi scolastici. Dopo aver specificato che gli alunni non verranno spostati, il primo cittadino punta il dito contro la vecchia amministrazione: “Se invece di spendere 460mila euro per un asilo che ospita solo 8 bambini avessero investito meglio nelle infrastrutture scolastiche oggi non saremmo messi così”  



Fratta (Ro) – “In questi giorni molti cittadini ci stanno informando che è in atto una raccolta firme contro la fusione dei comprensivi scolastici che andranno a costituire il comprensivo Costa-Fratta. Il messaggio che viene riportato è che la scuola sarà trasferita a Costa. In realtà sarà trasferita la sola segreteria”. Il sindaco di Fratta Polesine, Giuseppe Tasso, interviene per fare chiarezza in merito alla fusione degli istituti comprensivi.

“Un approccio diverso al problema sarebbe stato possibile se negli anni precedenti si fosse investito nelle strutture scolastiche esistenti invece di investire circa 460mila euro per un asilo nido che attualmente ospita solo 8 bambini – continua il primo cittadino – Lo spostamento della segreteria in locali più idonei dei nostri ci permette di fare delle razionalizzazioni e delle riduzioni di costi significative che potremo reinvestire nel miglioramento delle strutture esistenti. L’amministrazione di Fratta ha iniziato un percorso che, messo da parte l’orgoglio campanilistico, va a fornire una soluzione che permette di recuperare un notevole ritardo nel dare una scuola al passo con i tempi. Non lo si legga come un atteggiamento arrogante: ci siamo presi una pesante responsabilità”.

“Altrettanto chi firma una petizione pubblica basandosi su una informazione non corretta e che andrà a protocollo, si assume pubblicamente la responsabilità morale di dire no ai bisogni dei nostri bambini – conclude il sindaco – Ci si preoccupa del primato culturale di Fratta, del supposto disagio dei dipendenti e rischiamo di mettere in secondo piano il vero scopo della scuola, ovvero formare al meglio i nostri figli”.

11 ottobre 2017




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