STORIA E PASSIONE POLESELLA (ROVIGO) Ha centrato in pieno l'obbiettivo, la spedizione dell'Associazione aerei perduti Polesine, condotta in un campo di Raccano, località di Polesella

Trovato l'aereo sepolto. E identificato il pilota

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Lo scavo era partito nella giornata di sabato 7 ottobre (LEGGI ARTICOLO). E ha centrato l'obbiettivo: recuperare un cacciabombardiere inglese della Seconda guerra mondiale, ricostruire il suo abbattimento e dare un nome al suo pilota

Polesella (Ro) - Una storia affascinante, che ha consentito di ritrovare un aereo sepolto e ricostruire la sotira del suo pilota. A seguito dello scavo di recupero avvenuto sabato 7 ottobre di un caccia della Seconda Guerra Mondiale, l’Associazione Aerei Perduti Polesine è in grado di dare un nome ed una storia al pilota del Curtiss P-40 N “Kittyhawk IV” precipitato in località Raccano di Polesella.

Lo scavo, condotto dall’archeologo Davide Mengoli, dallo storico Enzo Lanconelli, dal coordinatore Alessandro Romanini, e realizzato attraverso la ditta Lazzarin Nicola di Rosolina e la Estense Automazioni di Copparo, ha portato alla luce molte componenti strutturali e meccaniche del caccia. La ricostruzione storico-archivistica e la ricerca dei testimoni in loco che hanno permesso di arrivare allo scavo, sono stati curati da Elena Zauli e dal presidente dell’Associazione Luca Milan.

Sono stati molti i volontari accorsi sabato ad aiutare l’Associazione Aerei Perduti Polesine nel difficile lavoro di ricerca, catalogazione e prima pulizia dei pezzi. Tra i volontari accorsi si è notata la forte presenza di storici locali, veneti e romagnoli senza il cui contributo non sarebbe stato possibile portare a termine il recupero.

Durante le fasi di scavo dell’aereo, sempre più chiara è apparsa agli storici e ai ricercatori dell’Associazione la dinamica del crash: già dall’inclinazione e dalla distribuzione dei frammenti del velivolo presenti nel sottosuolo è stato possibile ricostruire la direzione e la dinamica di un impatto che fu estremamente violento. Pezzi avio sono stati rinvenuti fino ad una profondità di circa 6 metri. L’aereo ha colpito il terreno prima con un’ala poi con il motore. Entrambi sono sprofondati nel terreno, frantumandosi in più parti. La quantità di materiale riportata alla luce è notevole e in buono stato di conservazione anche se alcune parti dell’aereo furono certamente asportate all’epoca dell’incidente.

Dall’analisi del crash, dal materiale riportato alla luce e dal confronto con i dati in possesso degli storici dell’Associazione, è finalmente possibile dare un nome e una storia al pilota del cacciabombardiere.

Era il 2 dicembre 1944. La missione di quel giorno del 250 Sqn. Raf (Royal Air Force) prevedeva l’attacco del ponte ferroviario in località “Bresparola" tra Arquà Polesine e Polesella. Mentre i caccia-bombardieri Kittyhawk si dirigevano verso l’obiettivo, la formazione ricevette nuove istruzioni dal controllo di settore che li indirizzò tra Arquà e Ferrara, dove avrebbero dovuto bombardare tratti della ferrovia. Il sergente James Funnell Raf fu visto per l’ultima volta dai suoi compagni in prossimità del target poco prima di effettuare l’azione di bombardamento ma, quando i caccia si radunarono dopo aver sganciato, egli era scomparso.

Nel rapporto sulla missione di quel giorno non è menzionato alcun tentativo da parte dei suoi compagni di cercare l’aereo di Funnell o eventuali tracce di un suo possibile impatto col suolo, ma si cita la presenza di contraerea in prossimità dell’obiettivo. Nessuno dei 10 compagni del pilota inglese notò incendi o fumo alzarsi dal suolo. Eppure il Sgt. James V. C. Funnell non fece mai ritorno alla base.

Dallo scavo effettuato dall’Associazione Aerei Perduti Polesine non sono emersi effetti personali o frammenti ossei del pilota, nonostante le testimonianze raccolte dagli storici dell’Associazione facevano pensare altrimenti.  Il corpo del pilota fu sepolto provvisoriamente nel cimitero di Polesella. Nel dopoguerra una commissione alleata preposta al ritrovamento dei soldati dispersi, si recò nella zona di Polesella, recuperò il corpo di Funnell e, il 27 febbraio 1946, lo traslò al Padua War Cemetery, dove tutt’ora riposa.

Tutto il materiale estratto durante lo scavo è stato portato all’Aeroporto Privato “I Prati Vecchi” di Aguscello, in provincia di Ferrara, dove l’Associazione Aerei Perduti Polesine ha a disposizione una sede espositiva. Una volta completata la complessa operazione di pulizia, i frammenti dell’aereo saranno visibili al pubblico.

L’associazione Aerei Perduti Polesine ringrazia il comando dei carabinieri di Polesella per il lavoro di affiancamento e per la collaborazione dimostrata sia in fase di scavo, sia per l’interesse generale rivolto alla nostra attività. Ringrazia lo storico Ludovico Tucci che per primo segnalò ai nostri ricercatori la presenza del caccia nel territorio di Raccano e Piovan Savino la cui testimonianza che ci ha consentito di individuare con precisione l’appezzamento del crash. I numerosi volontari che hanno reso possibile il recupero. Infine ringrazia il signor Piovan Riccardo, proprietario del campo che ci ha permesso il recupero dimostrando sensibilità verso le nostre ricerche e permettendo alla nostra Associazione di poter portare a compimento la storia legata al Sgt. Funnell e al suo aereo.

Il Curtiss P-40 era un monoplano monomotore monoposto di fabbricazione statunitense che nella prima metà degli anni ‘40 venne impiegato dagli alleati come aereo da caccia o cacciabombardiere in molti dei teatri della Seconda Guerra Mondiale. Prodotto dalla Curtiss Aeroplane and Motor Company di Buffalo (New York), fu costruito in 13.738  esemplari. La sua notevole robustezza, unita alla sua ampia disponibilità fin dai primi mesi successivi all'entrata in guerra degli Usa, ne fece uno dei caccia più importanti per le vicende dell'aviazione americana nella prima fase della Seconda Guerra mondiale, ovvero tra il 1941 e l'estate del 1943. Fornito in grande quantità - in base agli accordi Lend-Lease ("affitti e prestiti") - ai paesi del Commonwealth Britannico e all’Urss, fu ampliamente impiegato anche dalle forze aeree delle nazioni aderenti, in particolare la Raf (forza aerea britannica) e Raaf (forza aerea australiana)  che utilizzarono questo velivolo sino agli ultimi giorni di guerra soprattutto nel Teatro del Mediterraneo e in Italia.
11 ottobre 2017
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